venerdì, Gennaio 18Settimanale a cura di Valeria Sorli

Alviero Martini

Alviero Martini: Aeroporti di tutto il mondo

Alviero Martini: Aeroporti di tutto il mondo

Alviero Martini, PRIMAPAGINA
Su come si scrive aeroporto è possibile discutere molto. Le versioni, ufficiali e non, sono tante e anche i sostenitori individuali delle due possibili forme di scrittura, tra cui aeroporto e “aereoporto”, sono molti. Stando a quanto afferma l’Accademia della Crusca, che stabilisce le principali regole filologiche della lingua italiana, la forma corretta è AEROPORTO. Il prefisso “aero” sta a indicare l’aria, e l’aeroporto indica dunque il porto per tutti quei mezzi che viaggiano attraverso l’aria. La parte linguistica “porto”, che compone la seconda metà della parola aeroporto, sta invece a indicare, appunto, un posto di attracco per alcuni tipi di veicoli. Per via della storia e dell’origine di vari tipi di mezzi, la parola “porto” è stata precedentemente
Usanze e costumi dall’Arabia al Giappone

Usanze e costumi dall’Arabia al Giappone

Alviero Martini, PRIMAPAGINA
“Paese che vai, usanza che trovi!” dice un sensato proverbio, come del resto lo sono tutti i proverbi che provengono dal popolo, e vox populi, si sa, ha sempre un fondo, se non una cima di verità. Alle usanze che incontri ti puoi abituare, accettarle, rifiutarle, o evitarle se sai anticipatamente qual è il prezzo da pagare. Nel 2012, parliamo quindi di “era moderna”, parto per il Golfo Arabo, con la mia cara amica Maria, una bellissima donna bionda, avvocato, che mi fa da accompagnatrice per le due cerimonie di aperture delle Boutique ALV, una a Kuwait City e una a Riad in Arabia Saudita. A Kuwait, città molto sviluppata, dove ormai si potrebbe evitare di osservare le ferree leggi dei paesi del Golfo, mi è capitato, incontrando donne locali, mogli d
Alviero Martini : “50 anni di carriera tra grafica, design e moda”

Alviero Martini : “50 anni di carriera tra grafica, design e moda”

Alviero Martini
A 16 anni mi fu commissionato, e pagato, il mio primo lavoro di grafica; una palestra di Cuneo apriva alla nuova moda dell’aerobica, dunque serviva un manifesto per affiggere in città, incisivo e fuori dai canoni. La proprietaria aveva sentito dire che un certo Alviero, un ragazzo tutto fare, era anche un bravo grafico, autodidatta, ma con una buona mano. Mi contattò, mi spiegò il suo progetto e dopo qualche giorno le presentai alcuni bozzetti… non esitò e scelse quello che aveva un peso tipico da palestra connesso ad una cuffia per la musica, che avevo denominato GYM&MUSIC, e così chiamò anche la sua palestra. Si fecero varie versioni, dal manifesto alla locandina, dalla cartolina al flyer. E questo fu il mi primo lavoro ufficiale, compensato con il denaro, dunque un lavoro vendut
Viaggio in Montenegro con Maradona

Viaggio in Montenegro con Maradona

Alviero Martini
Alcuni anni or sono, ricevo un invito per presenziare ad un evento a Kotor, in Montenegro. Si trattava di una manifestazione sportiva, vari incontri di tennis con i più grandi tennisti del passato, congiunto ad un evento di moda. Accetto, e mi dicono che farò un viaggio con aereo privato, partenza da Linate, con altre 3 persone, dei quali non mi danno informazioni, ma non reputavo necessario sapere con chi avrei viaggiato. Arrivo all’aeroporto e all’imbarco incontro i miei compagni di viaggio. “Hei Albiero, como estas?”, mi dice uno dei tre: era Diego Armando Maradona, già nella fase post carriera da calciatore, decisamente fuori forma, che avrebbe partecipato al torneo per beneficenza, misurandosi con Boris Beker, John McEnroe, Jymmy Connors, Bob Bryan, Roger Federe
Alviero Martini: Il mio viaggio in Tunisia

Alviero Martini: Il mio viaggio in Tunisia

Alviero Martini
La mia prima visita in Tunisia fu a Monastir, nel 1989, dove passai un intero mese di agosto con il mio più caro amico, compagno di tanti viaggi, Luigi, con il quale ci divertimmo davvero molto. Decidemmo di prenotare in un hotel con tutte le comodità possibili, e ci accorgemmo ben presto che erano inclusi tutti i servizi di intrattenimento in stile “villaggio vacanze”, che ovviamente odiavamo.. ma ci adattammo, anzi il nostro atteggiamento anticonformista, era addirittura apprezzato e talvolta ci scambiavano per “animatori”. Facevamo il verso al gruppo delle 7 del pomeriggio che si riuniva per “il ballo del qua-qua”, passavamo ai tavoli durante la ristorazione per chiedere se andava tutto bene, insomma con molta impertinenza e ironia, ci divertimmo noi e il pubblico ignaro. Così
L’Arte della danza

L’Arte della danza

Alviero Martini
La danza è sicuramente l’espressione artistica-fisica eccellente per natura, sublime per prestazione ed elegante per definizione. In realtà è la massima espressione di tutte le arti congiunte, dove, seppure senza l’ausilio della voce, il corpo supplisce con tanta imponenza, sia nella delicatezza che nello sforzo estremo, da comunicare e trasmettere sensazioni straordinarie. E’ un arte espressiva, dove il movimento del corpo attraverso un ritmo racconta una storia, una sensazione, una emozione. La coreografia di un singolo elemento o di un intero corpo di ballo, sia studiata a tavolino, o sublimata attraverso l’improvvisazione, è presente in tutte le culture umane. Teatro e Musica sono le arti che la animano, sia essa classica, popolare, o semplicemente “ballo”. Sin dall’antichità, la
Affetti a Beirut

Affetti a Beirut

Alviero Martini
Il mio primo viaggio a Beirut risale al 1998, per una sfilata di moda Italiana “Stilisti di Alta moda” ed io con il pret-a porter. Partenza da Milano, nel mio caso, dove viaggiai con Valeria Mazza, che era la top model, “star “ della serata. Ci conoscevamo già, e la sua naturalezza, la sua simpatia, la sua semplicità, hanno facilitato tutto il viaggio, con lunghe conversazioni, i racconti sui suoi figli, la famiglia, e il lavoro, tutto con estrema professionalità, dimostrata poi anche durante le prove, e la serata di Gala. Serata organizzata da Magdalena Diab, che con il suo ex marito, e la loro agenzia, portavano a Beirut, appena uscita dalla guerra, la speranza di ridare alla città i fasti degli anni ’60.  Ovviamente tra gli stilisti italiani, Renato Balestra,
Bari – Bali

Bari – Bali

Alviero Martini
Monica è non solo una cara amica, ma una cliente molto speciale: dopo aver comprato centinaia di articoli Geo, con cura maniacale conservava etichette, sacchetti, scontrini, e tutto quanto le veniva consegnato con gli acquisti; nel 2005 viene a sapere che non sono più in Prima Classe. Poiché era si affezionata al marchio, ma soprattutto stimava l’anima dell’uomo che c’era dietro, con un gesto clamoroso, ma molto apprezzato, relegò alla cantina uno spazio per gli articoli vari Geo, (alcuni le erano anche stati rubati) e con decisione e fermezza, prima di fare passi falsi, mi contattò su facebook, per accertarsi che la notizia fosse vera. Le risposi cortesemente, e le chiesi di darmi l’indirizzo dove le avrei inviato la prima edizione della mia autobiografia, anche perché leggendola si
GYM & Fashion

GYM & Fashion

Alviero Martini
Anni fa, neanche troppi, 25-30, i settori merceologici dei vari prodotti di moda erano ben distinti: ad ognuno il suo mestiere: i cappellai facevano i cappelli, i guantai i guanti, i gioiellieri i gioielli, e cosi via…poi un po’ la crisi, ma soprattutto la globalizzazione e la necessità di contaminazione, hanno fatto del mondo della moda, un mondo infinito, dove la moda entra nello sport, lo sport si appropria della moda in modo invasivo, la scarpa non è più soltanto il mocassino in coccodrillo o la Church, ma diventa sportiva. Nike, Adidas, Diadora, Fila, Merrel, New Balance, Superga, Puma, Reebok e migliaia di altri marchi, hanno accostato alle loro produzioni specifiche di calzature “runner”, capi di abbigliamento, accessori e persino profumi, creando dei mercati di dimensioni
L’Uomo ALV

L’Uomo ALV

Alviero Martini
Se la donna ruba parte dello spazio del guardaroba al proprio uomo, oggi è l’uomo a ricavarsi una cabina armadio tutta sua, perché la vanità non ha sesso, e soprattutto perché, penso io, un uomo senza vanità è un uomo senza qualità. Da secoli il guardaroba maschile ha spesso competuto, se non primeggiato su quello femminile; basti pensare all’epoca di re Luigi XIV…Il Re Sole, epoca nella quale l’uomo era così ricercato, così attento ai dettagli. Addirittura la cosmesi maschile gareggiava con quella femminile, per non parlare di gambe a vista con calze oggi impensabili, rette da giarrettiere, sovrapposte a bizzarri pantaloni a sbuffo, gilet in damasco, camicie con gorgiere e trine, e giacche che definire “elaborate” è solo un eufemismo: talvolta fiocchi, risvolti, bottoni, tessuti, e l