domenica, Gennaio 17Settimanale a cura di Valeria Sorli

Alviero Martini- La mia bella amicizia con Diego Armando Maradona

Alcuni anni fa ricevo un invito per presenziare a un evento a Kotor, in Montenegro. Si trattava di una manifestazione sportiva con  vari incontri di tennis con i più grandi tennisti del passato, correlato a un evento di moda. Accetto, e mi dicono che farò un viaggio con un aereo privato, partenza da Linate con altre tre persone che non conoscevo. Arrivo all’aeroporto e all’imbarco incontro i miei compagni di viaggio.
“Hei Albiero, comoestas?”, mi dice uno dei tre: era Diego Armando Maradona, già nella fase post carriera da calciatore, decisamente fuori forma e che avrebbe partecipato al torneo per beneficenza, misurandosi con Boris Beker, John McEnroe, Jymmy Connors, Bob Bryan, Roger Federer, Ilie Nastase, Ivan Lendi e altri che non ricordo i nomi, ma con i quali abbiamo soggiornato nello stesso hotel. Io ho assistito alle loro gare e loro alla mia sfilata ALV. Ma torniamo all’aeroporto “Olà Diego, que tal? Che sorpresa vederti qui! Ho ancora il tuo porta passaporto che mi hai regalato da muito tempo” e mi mostra il porta documenti ormai sbiadito    e in pessime condizioni, così  gli promisi di regalargliene uno nuovo.
In realtà all’epoca, non lo regalai a lui direttamente ma alla moglie Claudia che conobbi a Buenos Aires durante un’altra mia sfilata che lei stessa lo consegnò a Diego, che avevo conosciuto a Roma  prima d’iniziare la mia carriera. Diego venina da Napoli a Roma dal suo fisioterapista che aveva lo studio sopra il negozio di arredamenti dove lavoravo. Incontrai Diego molto volte, sempre molto amichevole e simpatico; poi la mia vita cambiò e diventai “lo stilista viaggiatore” incontrandolo molte altre volte. Insieme a lui  incontrai anche ex calciatori (di cui non ricordo i nomi), che erano diventati “agenti” della star Maradona, non facile da gestire per la fama mondiale professionale e per tutte le vicende e traversie che lo avevano coinvolto dopo la sua “fuga” dall’Italia e tutte le complicanze che aveva con il fisco. Un paio d’ore di volo sul piccolo aereo a quattro posti più i due piloti con destinazione Podgorica, con breve trasferta su limousine a Kotor. Ci saremmo rivisti la sera alla cena di gala, con lui e tutti le star del tennis. Passai due giorni sugli spalti di una lussuosa struttura con otto campi da tennis, e pur non essendo un tifoso di questo sport, mi divertii molto a vedere con quale determinazione si scontravano gli ex sportivi sfidano a turno Maradona, che ovviamente non brillava come nel calcio. Finalmente arriva la serata il giorno della moda, in piazza davanti alla cattedrale con diretta televisiva nazionale. Sfilano alcuni stilisti locali, poi è il mio turno con quindici modelle e dieci modelli e la serata fù un successo. Kotor fu una bellissima esperienza e tra i vari ricordi c’è appunto l’incontro con “Il pibe de oro” Diego Armando Maradona,  una star mondiale oltre al grande calciatore che è stato. Conservo perfettamente nella mia memoria l’incontro con un uomo che ora non c’e più e che tutto il mondo piange, in particolare i napoletani ai quali ha dato lustro, scudetti e ha lasciato il cuore, lo stesso cuore che oggi a sessant’anni  lo ha tradito. Riposa in pace Diego, non ti dimenticheremo mai!

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