domenica, Settembre 15Settimanale a cura di Valeria Sorli

Autore: Ivan Cottini

Ivan Cottini: Un pensiero alla vita

Ivan Cottini: Un pensiero alla vita

PRIMAPAGINA, VIP
Questa volta vorrei iniziare con una riflessione che mi ha turbato per tante notti lasciandomi insonne. Tutto è’ partito da una pubblicità in tv e dalla storia della mia cara amica Valeria Sorli, il direttore del settimanale La Gente Che Piace che si è annullata per un lungo periodo di tempo per stare accanto alla madre malata e accompagnarla fino alla fine. Lo chiamano ciclo della vita, prima son i nostri genitori a darci la pappa, cambiarci il pannolino e sostenerci se cadiamo, Con il tempo i ruoli si invertono, siamo noi ormai diventati adulti a prenderci cura di loro. E io? Oggi a 34 anni, causa la mia malattia , ho ancora mia mamma che si riprende cura di me, ma un domani come farò a prendermi cura di lei ? Perché io non potrò vivermi questa fase, perché purtroppo la dovrò lasciar
Ivan Cottini: un marzo burrascoso

Ivan Cottini: un marzo burrascoso

Ivan Cottini, PRIMAPAGINA
  Mai avrei creduto in un marzo cosi e se dico mai è mai...alle apparizioni su Rai 1 e balletto in diretta con la mia pazza maestra Bianca(santa donna che da quattro anni mi prepara e sopporta),all'incontro in studio con Milly Carlucci e approdo a "ballando on the road" e poi...(ma questo potrò dirvelo solo nel prossimo pezzo di aprile😁)voi intanto seguitemi da fine aprile su Rai 1 e tifate per me. Poi ne vogliamo parlare di Mattarella in visita in Ancona che chiede un incontro privato con me e andiamo a parlare sapete di cosa?DI SMALTOOOO. Un padre deve sempre accontentare la figlia e io devo far forza su quelle attività da seduti. Se tante persone al di fuori vedono ridicolo che a 34 anni giro e vado in tv con lo smalto, io me ne frego e anzi.NE VADO ORGOGLIOSO DI SF
Ivan Cottini: Io danzo per la vita

Ivan Cottini: Io danzo per la vita

Ivan Cottini, PRIMAPAGINA
In un mondo dove ormai tutti vogliono essere influencer, rap, trap ,tip e tap, io voglio mettermi in questa sfida narrativa e provare a raccontarvi com’è difficile vivere da malato ribelle molto fuori dagli schemi. Insomma, andando molto contro corrente,"perché detto fra noi", a me di far il malato classico fermo, a casa a grattarmi, osservando il mondo che corre da seduto, non mi va' proprio. Forse sarò egoista a pensare solo a danzare e stupire le persone con quello che faccio, mettendo in secondo piano la mia salute. Anche se dovrei preservare la mia salute per mia figlia Viola e per tutta la mia famiglia che se amo tantissimo. Pochi giorni fa sono stato all’ospedale di Ancona e nascondendomi in una stanza, ho voluto fare una sorpresa ad una mamma che lotta al fianco della figlia da