martedì, Agosto 20Settimanale a cura di Valeria Sorli

Hong Kong: Alviero Martini in corrispondenza da Hong Kong

Hong Kong è Cina, oggi maggiormente integrata al Paese stesso, ma in passato ha vissuto per molti ani di indipendenza, creando uno stato dentro lo stato, portando benefici colossali alla nuova Cina.

Hong Kong è, come Macao, una regione amministrativa speciale della Cina.

Situata sulla costa meridionale della Cina tra il delta del fiume delle Perle e il Mar Cinese Meridionale,  la città è famosa per la sua preponderante skyline e per il profondo porto naturale. Con una superficie di circa 1.100 km2 e una popolazione di sette milioni di persone, Hong Kong è una delle aree più densamente popolate del mondo. Il 95% della popolazione di Hong Kong è di etnia cinese, mentre il restante 5% appartiene agli altri gruppi. Il gruppo etnico cinese maggioritario della città, gli Han, ha origine principalmente nelle città di Canton e Taishan nella vicina provincia del Guangdong

Hong Kong divenne una colonia dell’Impero britannico dopo la prima guerra dell’Oppio del 1839-1842. Originariamente limitati alla sola Isola di Hong Kong, i confini della colonia furono estesi, nel 1860, a includere la penisola di Kowloon e poi con nuovi territori nel 1898. La regione fu poi brevemente occupata dal Giappone durante la guerra del Pacifico, per poi tornare sotto il controllo britannico, terminato nel 1997 quando la Cina ne ha ripreso la supervisione,  La storia di Hong Kong ha profondamente influenzato la sua cultura, l’economia, le visioni del futuro, che spesso viene descritta come “l’Oriente che incontra l’Occidente” con un  sistema educativo che ha perseguito quello  inglese fino alle riforme attuate nel 2009.

In base al principio “una Cina due sistemi”, Hong Kong possiede un sistema politico diverso dalla Cina continentale,  Il funzionamento dell’indipendente magistratura del paese funziona secondo il modello di ordinamento giuridico del Common law. La Hong Kong Basic Law, il suo documento costitutivo, stabilisce che la regione goda di un alto grado di autonomia in tutti gli aspetti, tranne che nelle relazioni estere e nella difesa militare. Nonostante Hong Kong possieda un sistema multipartitico fiorente, un piccolo elettorato controlla la metà della sua legislatura. Il  Capo Esecutivo di Hong Kong, il capo del governo, è scelto da un comitato elettorale che varia da 400 a 1.200 membri, un sistema che sarà in vigore per tutti i primi 20 anni di dominio cinese.

Hong Kong è uno dei centri finanziari internazionali più importanti del mondo e vanta una sviluppata economia capitalistica basata sul settore terziario e caratterizzata da una bassa imposizione fiscale e dal libero scambio. La valuta, il Dollaro di Hong Kong, è l’ottava valuta più scambiata al mondo. La mancanza di spazio e il crescente numero di abitanti e di infrastrutture, hanno portato la città ad avere una intensa densità di costruzioni, rendendola la città più verticale al mondo I cittadini di Hong Kong vantano uno dei redditi pro capite più alti al mondo.  La densità ha portato anche allo sviluppo di una avanzata rete di trasporti pubblici. I cittadini che ne usufruiscono sono superiori al 90%,  la percentuale più alta al mondo,  Hong Kong gode alte posizioni in numerose classifiche internazionali. Per esempio, nella libertà economica, nella competitività economica e finanziaria, nella qualità di vita, sul contrasto alla corruzione e nell’indice di sviluppo umano, la regione è sempre classificata fra i primi posti. E’ una città frenetica, multietnica, molto avanzata in tutti i settori, ed è tutt’ora il riferimento per gli imprenditori cinesi di altre aree.

Nel 1839 il rifiuto da parte delle autorità della dinastia Qing all’importazione di oppio, scatenò tra Cina e Gran Bretagna la prima guerra dell’oppio. L’isola di Hong Kong fu occupata dalle forze britanniche il 20 gennaio 1841 e formalmente ceduta, ai sensi della Convenzione di Chuenpee, come parte di un accordo di cessate il fuoco tra il capitano Charles Elliot e il governatore Qishan. Tuttavia tale trattato non fu mai ratificato a causa di una controversia tra i funzionari di alto rango di entrambi i governi.] Con il trattato di Nanchino, stipulato il 29 agosto 1842, l’isola passò in cessione perpetua al Regno Unito. I britannici stabilirono una Colonia della corona britannica con la fondazione di Victoria City, avvenuta l’anno successivo. Sotto il dominio britannico, la popolazione di Hong Kong isola aumentò dai 7.450 residenti del 1841, per lo più pescatori cinesi, a 115.000 cinesi e 8.754 europei registrati nel 1870.  Nel 1860, dopo la sconfitta della Cina anche nella seconda guerra dell’oppio, la penisola di Kowloon e l’isola di Stonecutter si aggiunsero, a seguito della Convenzione di Pechino, ai possedimenti della Gran Bretagna.

Nel 1894 la terza pandemia di peste bubbonica si diffuse dall’entroterra Cinese a Hong Kong, causando tra i 50.000 e i 100.000 morti.  Nel 1898 secondo i termini della Convenzione per l’estensione del territorio di Hong Kong, la Gran Bretagna ottenne la cessione per 99 anni dell’isola di Lantau e le terre settentrionali adiacenti, che divennero note come i Nuovi Territori.  Da allora i confini di Hong Kong sono rimasti invariati.

Durante la prima metà del XX secolo, Hong Kong era un porto franco. Gli inglesi introdussero un sistema scolastico basato sul proprio modello, mentre la locale popolazione cinese ebbe pochi contatti con la ricca comunità europea che si stabilì nei pressi di Victoria Peak. Insomma un’isola felice benché il suo passato sia stato piuttosto burrascoso. Vado ad Hong Kong un  paio di volte all’anno dal 90, ed ho visto molti cambiamenti. Ricordo come una cosa impressionante la mia prima volta, quando mi trovai davanti alle impalcature per le costruzioni o restauri di edifici… anziché i classici tubi innocenti, tutti gli intrecci che formavano l’impalcatura da terra sino a piani altissimi, tutto con canne di bambù, noto per la sua resistenza e flessibilità, e tutt’ora è di uso comune. Ho visto Hong Kong moltiplicare le aree urbane, il nuovo aeroporto in sostituzione di quello di Kowloon, tuttavia son rimasto fedele a quell’area, al mio primo hotel, e nonostante l’avvento dei vari siti per le prenotazioni, io mando una mail alla persona di riferimento, quasi un amico ormai, ed ottengo la stessa camera, gli stessi privilegi di sempre e il solito piacevole benvenuto, che nell’arte orientale dell’ospitalità è ad un livello elevatissimo. Città dinamica, ci si muove con estrema facilità, attraversano i canali con traghetti comodissimi, i taxi li trovi ad ogni angolo, la metropolitana è efficientissima, ma a Kowloon cammino molto a piedi, tra i miei negozi e ristoranti abituali, e spessissimo attraversando un centro commerciale dopo l’altro, collegati perfettamente, per evitare la calura che è spesso altissima, soprattutto i gradi di umidità. Si dice persino che questo clima contribuisca a rallentare l’invecchiamento della pelle, infatti è difficilissimo stabilire  l’età ad una donna di Hong Kong, sempre con il volto levigato, a 20, 30 o 60 anni. Lo skyline di Hong Kong in generale è molto fotogenico, a parte qualche palazzo eccessivamente alto che per riprenderlo dovresti sdraiarti a terra (cosa che faccio senza vergogna) per ottenere quello scatto che immortala la statura completa del grattacielo. Le aree verdi in città sono moltissime,  tra laghetti artificiali, ma molto armoniosi.

Oltre dall’America è da Hong Kong che setaccio i negozi con le decorazioni natalizie più impressionanti e anche dalla mia Cina torno ogni volta con un sovrappeso. Ma lo shopping di Hong Kong, l’elettronica in particolare di ultima generazione è davvero impressionante. Articoli che arriveranno da noi solo anni dopo, lì già li trovi, con l’adattamento alle funzioni europee, e incredibile ma vero,  non ho mai preso fregature.

Il livello degli hotel è altissimo, una media ben al d sopra di alte città del mondo e sono dotati di qualunque confort.

Hong Kong è un parco divertimenti e la vita orientale si mescola perfettamente sia con i pub di tradizione britannica che i mille locali new age sorti negli ultimi anni, e come quasi tute le città civilizzate, la vita sociale prosegue dopo il lavoro: chiuso l’ufficio non stop, 9-17, la gente si concede un relax, un aperitivo, una cena prima di rientrare a casa, spesso lontane dal centro.

Un città eccitante, entusiasmante, che visito volentieri, lavoro a parte, visita allo show room, e via di corsa per la città per non perdermi  nulla o quasi, del movimento che questa splendida città offre!

Print Friendly, PDF & Email