lunedì, dicembre 17Settimanale a cura di Valeria Sorli

Un gigolò come regalo di Natale

È successo ad Aaron, trentenne romano, che è stato chiamato da un gruppo di ragazze chiedendogli di diventare il regalo di Natale per una loro amica.
Mi hanno detto che questa ragazza mi ha visto in tv e da quel giorno parla continuamente di me, segue il mio blog, desidera trascorrere una serata in mia compagnia. Insomma, una vera e propria ossessione. E così ecco nascere l’idea del regalo. Ho accettato subito, stupito e lusingato allo stesso tempo da questa proposta particolare.

Quante sono le chiamate sui generis che riceve uno gigolo? E come mai molti appuntamenti si concentrano nei periodi di festa, come appunto il Natale, dove il cellulare di Aaron squilla in continuazione?
La causa è da ricercare in due fattori principali e opposti: la solitudine e la voglia di trasgredire.
Durante le feste chi è single o non ha una vita sentimentale e sociale particolarmente attiva si ritrova solo e allora scatta la molla dell’accompagnatore a pagamento. Colui che ti fa compagnia, ti porta a cena, a teatro, cucina per te, viene addirittura in vacanza con te. E, non da ultimo, colui da presentare ai parenti insistenti come la tua nuova frequentazione. Sì, un finto fidanzato, uno dei servizi più richiesti.
L’altra causa delle tante chiamate durante i periodi festivi è la trasgressione. Si è più rilassati, si prendono pause dal lavoro e dalla routine quotidiana e allora scatta la voglia di fare qualcosa che normalmente non si avrebbe tempo per fare. E per una donna cosa c’e’ di più trasgressivo di non rispettare le regole del corteggiamento e pagare un uomo?
Tutto pur di raggiungere un briciolo di felicità.
Già, perché alla fine, la vera trasgressione è proprio essere felici.
Anche a costo di pagare.