lunedì, dicembre 17Settimanale a cura di Valeria Sorli

Silvia Anicchiarico: Un’artista esuberante e ironica

Estroversa, ironica e dotata di un’energia affascinante, una donna direi originale, un’artista a tutto tondo che ti trascina con la sua travolgente e coinvolgente simpatia. Cantante, attrice e conduttrice radiofonica, una lunga carriera alle spalle che fanno di Silvia Anicchiarico una delle donne più seguite dal grande pubblico. Lei, quella donna senza tempo con il suo ricco bagaglio di esperienze, ma che da sempre si nutre di musica perché per lei la musica è passione e vita.

Ho avuto il piacere di conoscere Silvia da vicino, di ascoltare la sua genuina umiltà che la contraddistingue; una persona davvero semplice, educata e disponibile ma soprattutto vera, direi quasi un’amica preziosa. Una di quelle che di sicuro non te le manda a dire ed è per questo che piace, anzi, piace davvero tanto! 

I tuoi esordi in tv sono davvero numerosi, il tuo connubio con Paola e Nora Orlandi, regine del mitico coro “Quattro più Quattro”, le tue collaborazioni con artisti di grande calibro come Adriano Celentano, Mina, Ornella Vanoni, Lucio Battisti, Umberto Tozzi, Enzo Jannacci, Julio Iglesias, e molti altri fino ad arrivare al tuo esordio nel ’64 con Jannacci, Cochi e Renato dove facevi la figurante nella trasmissione di Giorgio Gaber “Questo e quello “, uno dei primi cabaret in tv, dopodiché nel ’69 con Renzo Arbore in “Speciale per voi” in tv e successivamente il  sodalizio con Renzo Arbore con “Le ragazzine terribili” con il quale ti sei consacrata con il seguitissimo programma “L’altra Domenica” per poi approdare nel 1985 a “Quelli della notte”. Che ricordi hai di quei tempi?

I più bei ricordi della mia mia vita che sono indelebili a scaglioni e a tappe, dall’adolescenza ai primi amori, le prime esperienze in giro per l’Italia, facendo i cori. Ricordo il primo lavoro entusiasmante con Jonny Dorelli dove facevo la corista jazz. Lui per me è stato un mentore, un uomo che parlava in chiave di violino; top dei top degli uomini che esistevano a quell’epoca, un grande personaggio e una persona eccelsa. Insieme a Catherine Spaak. Per quanto riguarda il canto con Paola Orlandi, ho conosciuto i più grandi, una tournée con Celentano, 5 anni con Mia Martini a fare i cori, e poi un grande amore che è stato Augusto Martelli, il quale mi ha insegnato a leggere la musica. Galoppavo sulla cresta dell’onda, senza mai perdere l’umiltà e l’ironia, perché bisogna essere così. Senza mai sovrastare gli altri, questo è Il segreto della continuità, la mia grande passione è stata sempre la radio, ho iniziato con Jannacci e poi con Arbore.

La tua amicizia con Lina Wertmuller con la quale hai recitato sotto la sua regia, insieme a Giuliana De Sio, Elio e le Storie Tese e Gabriella Pession in uno spettacolo che ti ha visto una delle ragazze del “bordello”; era la trasposizione del film “Storie d’amore e d’anarchia”, con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato. Come si vive la vita di un attore di teatro?

Terribile, nel senso che è un po’ anomalo, a parte che era musicale e io recitavo e cantavo tutto live con le musiche di Nino Rota, ha fatto un successone! Per me è stato molto faticoso avendo fatto parecchie tournée ed essendo tutte repliche, perciò non mi emozionavo più, per il pubblico invece era appassionante, io invece mi annoiavo perché alla 42 esima replica, dovevo dire sempre le stesse cose. Per 3 anni abbiamo girato tutta l’Italia, e poi mi ha temprato.

Attrice di cinema al fianco di nomi di grande calibro, preferisci recitare sul set di un film o sul palco di un teatro dove ti arriva dritto al cuore lo scrosciare degli applausi del pubblico?

Non ho mai sofferto o gioito dell’emozione del teatro, anche se il teatro è bello, io sono un’attrice anomala, il teatro è meraviglioso, però non ho mai provato l’emozione di quando facevo i cori, il teatro era molto pesante, troppo ripetitivo. Sono stati 3 anni bellissimi, ma a me piace cambiare altrimenti mi annoio. ho preferito fare “Il pap’occhio”  con Renzo Arbore e le Sorelle Bandiera e “Sette chili in sette giorni” con Verdone e Pozzetto o “Tutta colpa del Paradiso” con Francesco Nuti. Il teatro non mi ha mai dato l’emozione che tutti gli attori hanno, non so, si vede che sono un po’ di pelo.

Un altro amico a te caro Alviero Martini e nostro caporedattore, raccontaci la vostra amicizia.

Cara gioia, vai avanti così! Io so che lui era un attore bravissimo. L’ultima volta che l’ho visto è stato quando siamo andati a casa di Lina Wertmüller a pranzo alla palazzina, mi è venuto a prendere davanti alla Rai e siamo andati nella bellissima villa di Lina e abbiamo trascorso un pomeriggio incantevole. È bellissimo stare ad ascoltare i suoi ricordi, i viaggi e la sua vita, Alviero è una persona dolcissima e stupenda, l’ho conosciuto che era biondino con la barbetta!

Da tredici anni speaker a RTL 102.5 in coppia con il bravissimo Nino Mazzarino, tuo alleato compagno in “Ma la notte no”. Un programma super ascoltatissimo dal pubblico della notte in onda dal venerdì alla domenica dalle 3 alle 6.  Cosa ti senti di dire a Nino, tu una donna vulcanica e lui suadente e ironico al punto giusto?

Nino mi è molto caro, a lui dico tutto quello che mi capita per la testa, ogni tanto ci bacchettiamo; un po’ come la coppia Vianello – Mondaini, io vado proprio a gamba tesa, in contrapposizione al suo aplomb, alla perfezione che ha, agli annunci, alla dizione e ai concetti.