sabato, Gennaio 23Settimanale a cura di Valeria Sorli

13 Dicembre Santa Lucia – La vita e la devozione a cura di Don Luca Roveda

Santa Lucia, la celebre martire, tutti sappiamo è venerata come protettrice della vista poiché si narra che le furono strappati gli occhi ( o in alcuni e in più rari testi, addirittura che lei stessa se lì fosse strappati per non cedere alle lusinghe del peccato) vedremo che sono aggiunte posteriori alla sua passio, sorte per cristallizzare e sintetizzarne il popolarissimo culto. Il suo nome, Lucia, ricorda il termine latino “lux”, che starebbe a significare “nata con la luce”, evocando l’episodio dell’accecamento. Percepita anche come patrona della luce che vediamo (non a caso la sua festa è stata collocata nei giorni immediatamente precedenti il solstizio d’inverno, quando la luce del giorno è più ridotta almeno in Europa), ebbe una vita breve ma intensamente vissuta. Lucia nacque a Siracusa, sul finire del terzo secolo, da ricca e nobile famiglia. Ancor bambina, perdette il padre, rimanendo sotto la custodia della madre Eutichia che soffriva da molti anni un flusso di sangue, così ostinato, che aveva fatto ingenti spese per consultare medici, senza ricavarne nessun giovamento. L’amorosa figliuola le stava sempre al fianco, prestandole i servigi più delicati e le cure più affettuose. Un giorno, ispirata dal cielo, le disse : “Madre, se nulla più ci resta sperare dai soccorsi umani, perché non andiamo a Catania, per implorare la grazia del sepolcro della beata Agata?          La fama invitta e gloriosa martire si è propagata per tutta la Sicilia, per i miracoli da lei operati. Anche i cittadini di Siracusa si recano nel venerato luogo dove era sepolta la martire catanese per pregare; molti afflitti vi hanno trovato la pace, e molti infermi la salute .Su dunque , o madre ,coraggio e fede !”                   Nel febbraio dell’anno 304 madre e figlia si recano a Catania, passando per quei luoghi su cui un giorno verrà edificata la città di Carlentini, e qui secondo una pia tradizione sostarono a riposare. Il 5 febbraio, giorno sacro a sant’Agata, arrivano a Catania. Recatesi al sepolcro di sant’Agata, udirono leggere il Vangelo dell’emorroissa , la donna che toccando il lembo della veste di Gesù ebbe la guarigione. Lucia, disse alla madre: “Madre, se credi a quello che ora si è letto, crederai pure che Agata, la quale ha patito per Cristo, può chiedere per te a Gesùla guarigione: se vuoi, dunque, tocca con fede il suo sepolcro e sarai guarita “. Lucia ed Eutichia, avvicinatesi al sepolcro, s’inginocchiarono, pregando la martire tra le lacrime.     Mentre stavano in preghiera, Lucia fu presa da una visione e vide, in mezzo a schiere di angeli, sant’Agata che rivolta a lei ,  le diceva: “ Lucia sorella mia, vergine di Dio, perché domandi a me quello che tu stessa puoi concedere ?    La tua fede ha giovato a tua madre, ed ecco che è divenuta sana. Tu ti sei consacrata a Dio nella verginità e perciò come per me la città di Catania viene ricolma di grazie del cielo, così per te lo sarà la città di Siracusa.” Ritornata a Siracusa, Lucia per ringraziare il Signore per la guarigione della madre, decide di dare tutta la sua dote ai poveri e di consacrarsi, così come era nel suo cuore a Dio. E avendo cominciato a vendere le sue sostanze ed a fare la distribuzione ai poveri, ne pervenne la notizia alle orecchie di un giovane, che desiderava la mano di Lucia: il quale, vedendosi deluso nelle sue speranze, per vile vendetta la denunziò come cristiana, al prefetto di Siracusa, Pascasio. Era l’anno 304: i feroci imperatori, Diocleziano e Massimiano avevano emanato un editto di sterminio contro i cristiani; e, in tutto l’impero, i seguaci di Cristo morivano, tra i più feroci tormenti. Lucia, già matura per il cielo, vide avvicinarsi anche per lei l’ora del combattimento desiderato. Presa dai soldati e condotta dinnanzi al tribunale di Pascasio, si mostrò serena e lieta involto . Il prefetto, sapendo che essa apparteneva a nobile famiglia e vedendo che era giovanissima e di una rara bellezza, la trattò dapprima con buone maniere, consigliandola a lasciare la superstizione cristiana e ad offrire incenso agli idoli pagani . La rimproverò pure perché sciupava la dote che poteva servire allo sposo . Lucia disse : “Io sono cristiana e non adoro false divinità ; ma il vero Dio , che sta nei cieli , creatore del mondo , e Gesù Cristo , che ci ha redenti . In quanto poi alla mia dote , io sola ne posso disporre e perciò con tutto il cuore l’ho distribuita alle vedove , agli orfani , ai poveri e hai ministri di Dio, io ho posto al sicuro il mio patrimonio e il mio corpo non conosce l’impurità . Voi invece siete schiavi della corruzione del corpo e allontanate le anime degli uomini dal Dio vivente per farle servire al diavolo.” Pascasio, cieco dalla rabbia riprese in tono minaccioso: “ Ti farò condurre in un luogo infame ,dove sarai, costretta a vivere nel disonore ; e così lo Spirito Santo fuggirà da te”. La vergine Lucia , nella sua calma imperturbabile , rispose ancora: “Non viene deturpato il corpo , se non dal consenso della volontà . Se tu comandi che io subisca una violenza ,contro la mia volontà , la mia castità avrà il merito di una doppia corona.”

Pascasio confuso e adirato, ordinò che si trascinasse Lucia in un luogo infame, radunando , per maggior vergogna, tutto il popolo . Ma avvenne un grande prodigio! Lo Spirito Santo diede a Lucia tale immobilità,      da non poterla rimuovere. Vi provarono i più robusti soldati, ma Lucia resta ferma, mentre quei forti cadono spossati . La legano ai piedi e alle mani, con delle corde, e incominciarono a tirare tutti insieme; ma quella rimane incrollabile come un monte . Pascasio, furibondo, dà ordine di far venire molte paia di buoi ma non riescono a smuovere la vergine di Cristo, che lo Spirito Santo mantiene immobile . Pascasio, sempre più cieco dalla rabbia , le grida : “Quali sono le tue arti magiche ?” La Santa rispose : “Queste non sono arti magiche , ma è la potenza di Dio , il quale ha detto : Cadranno mille alla tua sinistra e diecimila alla tua destra , ma nessuno arriverà ad avvicinarsi a te. Misero Pascasio , a che ti affliggi ? Perché impallidisci ?Perché ti struggi di furore ? Hai avuto gia la prova che io sono tempio di Dio : credi ormai.” Ma quegli diventa maggiormente furibondo e ordina che sia acceso un gran fuoco attorno a lei , che vi si getti pece , resina olio , affinché la vergine sia consumata al più presto . Vano tentativo anche questo ! Le fiamme ardono ma non toccano la santa martire , la quale , sorridente alla letizia degli angeli , canta inni al Signore. Gli amici di Pascasio la tolgono di là, per finirla col pugnale. Mentre il carnefice si accinge a vibrare il colpo fatale , Lucia , piegate le ginocchia, prega e dice agli astanti:” Fra breve sarà data pace alla Chiesa di Dio . Diocleziano e Massimiano cadranno dall’impero e finiranno miseramente . Come la città di Catania ha in venerazione sant’Agata , così anche voi onorerete me , per grazia del Signor nostro Gesù Cristo , osservando di cuore i comandamenti di Dio .”Dette queste parole, cadde trafitta e l’anima generosa volò verso Gesù il suo Sposo divino . Era il 13 dicembre 304, giorno che fu assegnato, a caratteri d’oro, nella storia di Siracusa e della Chiesacattolica . Per editto imperiale del 290, era concesso ai cristiani di assistere alla morte dei fratelli di fede e di seppellirli. Onde Eutichia e altre devote matrone siracusane seppellirono il corpo glorioso della santa Martire in una tomba , all’ ingresso delle catacombe di Acradina .Sul sarcofago scolpirono la colomba , spiccata dall’arca di Noè per annunziare al mondo la pace. Presso il sito , dove la Santa rese lo spirito a Dio , i siracusani edificarono , nell’ anno 310 , un bel tempio . Sotto il papa San  Gregorio Magno, che propagò il culto di S .Lucia e ne inserì il nome nel Canone della Messa , vi fu annesso un monastero di benedettini .Il culto della Santa si diffuse rapidamente ,subito dopo la sua morte , in tutta la cristianità. Nell’ anno 384 , il siracusano S . Urso , vescovo di Ravenna , le dedicò un tempio in quella città. Nel secolo VII , sant’ Adelmo in Inghilterra e S . Giovanni Damasceno in Oriente la celebrarono nei loro scritti . Dante Alighieri e Cristoforo Colombo ne furono devotissimi : l’uno , che attribuì alla sua intercessione la guarigione da una grave infermità agli occhi, ne fece uno dei principali personaggi della Divina Commedia , l’altro ne pose il nome a un isola delle Piccole Antille , scoperta il 13 dicembre .Caduta Siracusa , nell’ anno 878 , nelle mani dei Saraceni , il corpo di S . Lucia fu tenuto dai siracusani gelosamente nascosto nelle catacombe . Il generale greco Giorgio Maniace , impadronitosi della città nel 1040 ,lo chiese e lo trasportò a Costantinopoli , facendone un dono all’imperatrice Teodora. I Crociati veneziani , dopo la conquista del 1204 , lo portarono a Venezia , dove oggi si venera nella chiesa parrocchiale di S . Geremia , su un altare laterale dentro un’urna di marmo cipollino . Nel 1904 ,il Cardinale Patriarca di Venezia ne fece la giuridica ricognizione e ne constatò la meravigliosa conservazione . Il corpo della Santa è mummificato e conserva la pelle , molle al tatto. I piedi appaiono intatti ;vi si scorge un’ unghia nel piede destro . Manca buona parte del braccio sinistro , che in vari tempi fu concesso , come reliquia a papi e sovrani . Tutto il corpo ha una tinta gialla di cartapecora languida ; la testa è più nera , piuttosto piccola , regolarissima , come regolare è la parte superiore dell’osso nasale rimasta ancora sana .Quattro ciocche di capelli neri incorniciano la fronte , uscendo sotto la corona di seta bianca. Meravigliosi sono gli occhi. Le occhiaie sono coperte da una membrana nera, morbida, costituita dall’occhio stesso e dalle palpebre mummificate. Si vede pure ( cosa rarissimanei corpi dei martiri ) la traccia del suo martirio: un profondo buco vicino al petto, sul lato destro .
Le reliquie della Santa sono state, in ogni tempo, strumenti delle meraviglie del Signore, specialmente per le infermità agli occhi. Un passaggio del lungo confronto con il suo persecutore Pascasio è alla base del sui patrocinio sula vista, “ Toglierò ai pagani l’accecamento della fede, Lucia parlava non della vista fisica ma di quella interiore, del cuore, che è come il cieco nato impedito a capire e conoscere Gesù, il paganesimo rende ciechi e non ci fa essere luce nelle azioni mentre Cristo e il suo messaggio danno la vera vista e sono la vera luce. Si può ben evincere come questo concetto teologico si stato per sintesi rappresentato dagli occhi tolti e poi risanata per intervento divino, infatti Santa Lucia è rappresentata con quattro occhi, due sul piatto che le sono stati tolti, e due sul volto che Gesù le ha ridonato e sono simboli del vedere oltre, vedere con la luce della fede.
Don Luca Roveda  

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