domenica, Novembre 27Settimanale a cura di Valeria Sorli

Isole Canarie- La migliore destinazione per remote working

● Campagna internazionale del Governo delle Isole Canarie con Airbnb per posizionare le isole come una delle 20 migliori destinazioni al mondo per il remote working
● Le Isole Canarie sono indicate come l’unica località per smartworkers della Spagna sulla piattaforma digitale per trovare alloggi a privati e turisti
● La campagna di Airbnb “Live and Work Anywhere” vuole creare hub locali con informazioni puntuali per aiutare coloro che cercano di diventare nomadi digitali

Le Isole Canarie continuano a rafforzare la loro strategia per posizionarsi come una delle migliori destinazioni al mondo per lavorare da remoto, proseguendo sulla scia della prima campagna lanciata nel novembre 2020.           In quella fase, fu aggiunto il “remote worker” come segmento turistico, a seguito della pandemia.
All’epoca, il Governo delle Isole Canarie stabilì un obiettivo: far arrivare sull’isola 30.000 telelavoratori entro un decennio. Secondo Nomad List, il principale portale di telelavoro al mondo, il numero di lavoratori remoti in arrivo sulle isole entro il 2021 sarebbero stati almeno 47.000: obiettivo decennale quindi superato in un solo anno.
Per attrarre questo tipo di viaggiatori, l’Ente per il Turismo delle Isole Canarie ha confermato la sua partecipazione a un programma di collaborazione con Airbnb, la più grande piattaforma di affitto di case vacanza, per consolidare le isole come una delle 20 migliori destinazioni turistiche al mondo per accogliere gli smartworkers, l’unico posto in Spagna e uno dei sei in Europa.

Le aziende scommettono sulla felicità come risorsa sicura per la redditività
Il numero di nomadi digitali aumenta di mese in mese, ma i profili stanno cambiando.

Ora ci sono più dipendenti che lavoratori autonomi, quasi un terzo arriva in coppia o in famiglia e l’età media è salita a ben oltre i 30 anni. Secondo Nacho Rodríguez, CEO e fondatore di Repeople, prima della pandemia, invece, tra l’80% e il 90% dei nomadi digitali era single, libero professionista, sotto i 30 anni e in viaggio con un laptop e una tavola da surf.
Diversificare e rendere il turismo meno dipendente dal modello e dai mercati più tradizionali
Con questa strategia, le Canarie mirano a favorire lo sviluppo di segmenti turistici che non siano solamente legati a mare e spiaggia e a quelli più tradizionali.

“Nei due anni trascorsi dall’inizio della pandemia” spiega Mónica Casañas, direttore generale di Airbnb Marketing Services SL “si è delineato un nuovo modo di lavorare, in cui molti impiegati e professionisti sono slegati da una sede fissa. Collaborando con le Isole Canarie, vogliamo rendere la vita di chi lavora ancora più flessibile, generando anche nuove opportunità economiche per le comunità locali e distribuendo talenti in tutto il mondo”
Nello spazio che la piattaforma Airbnb dedicherà alle isole, che sarà lanciato alla fine dell’anno,
saranno messe in evidenza le migliori strutture ricettive locali per soggiorni di lunga durata.
Saranno fornite tutte le informazioni sui requisiti di ingresso, i dettagli sulle politiche fiscali e sull’ampia varietà di attività turistiche che si possono svolgere sulle isole.

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