sabato, Giugno 22Settimanale a cura di Valeria Sorli

GAMeC Bergamo | Pensare come una montagna

Inaugurati i progetti del primo ciclo
del programma biennale
PENSARE COME UNA MONTAGNA
L’installazione di Sonia Boyce al Palazzo della Ragione,
la mostra di Lin May Saeed e il progetto di Studio Ossidiana alla GAMeC,
la performance di Mercedes Azpilicueta a Brembate
e i lavori di Chiara Gambirasio a Castione della Presolana
sono visibili al pubblico da questo weekend

SONIA BOYCE BENEVOLENCE Bergamo, Palazzo della Ragione 17 maggio – 22 settembre 2024 In occasione di Pensare come una montagna la GAMeC torna ad abitare la prestigiosa sede del Palazzo della Ragione, nel cuore della città antica, con un nuovo progetto site-specific pensato per la Sala delle Capriate dall’artista inglese Sonia Boyce (Londra, 1962).

Dalla fine degli anni Ottanta l’artista ha affrontato temi quali l’identità, le dinamiche sociali e la marginalizzazione razziale e di genere; più recentemente si è concentrata nella sperimentazione di una pratica relazionale che combina il valore estetico e il valore politico della partecipazione e della collaborazione, realizzando lavori che vertono sulla storia e sulla memoria “acustica”, accomunati dall’amore per la musica, il suono e la voce.

Il progetto concepito per il Palazzo della Ragione ha portato l’artista ad avvicinarsi con curiosità al territorio bergamasco e alla sua storia, e a concentrare la propria attenzione sui canti della tradizione popolare italiana.

Boyce ha avviato una collaborazione con tre studenti dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Gaetano Donizetti” di Bergamo, che lo scorso autunno sono stati invitati a esibirsi e a improvvisare canzoni popolari nel cuore di Città Alta. In particolare, l’artista e gli studenti hanno rilevato quanto Bella Ciao sia divenuto un simbolo di resistenza globale transgenerazionale. Questo brano, risuonato spontaneamente tra i passanti durante le riprese tra i balconi di Piazza Vecchia, è diventato per Boyce uno stimolo per avviare una riflessione sul significato della musica, sul suo valore nel tempo e sulla sua capacità di unire, ma anche di dividere.

Il dialogo tra Sonia Boyce e gli studenti molto rivela del processo che ha portato alla realizzazione di Benevolence, composta da sei “monumenti visivi” che occuperanno la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione. La video installazione, nata da una performance trasformata in un film, è stata generata dalla mediazione autoriale del materiale video e fotografico girato durante le riprese.

In occasione della mostra verrà pubblicato un nuovo volume della collana di saggi, edita da Lenz e GAMeC, legata ai progetti espositivi realizzati per il Palazzo della Ragione di Bergamo. Autore sarà l’artista e teorico del suono Brandon LaBelle.


MERCEDES AZPILICUETA QUE ESTE MUNDO PERMANEZCA (CHE QUESTO MONDO POSSA RESTARE) Oasi della Biodiversità, Brembate 18 maggio 2024 In occasione del primo ciclo di eventi di Pensare come una montagna l’artista argentina Mercedes Azpilicueta (La Plata, 1981) presenta Que este mundo permanezca (Che questo mondo possa restare), una nuova performance partecipata dedicata al tema della riscoperta degli spazi naturali.

L’azione avrà luogo presso l’Oasi della biodiversità di Brembate, un’area naturalistica al centro di un progetto di ricomposizione e recupero ambientale operato dall’azienda Nuova Demi in seguito della cessazione dell’attività estrattiva di ghiaia e sabbia.

Per l’ideazione della performance, sviluppata nell’ambito della terza edizione del progetto di residenza ON AIR – Argentina-Italia Art Residency, l’artista si è ispirata alla peculiarità di questo luogo, una cava restituita alla natura ripopolata oggi da una grande varietà di specie vegetali e animali. La relazione fra uomo e ambiente trova qui un equilibrio che l’artista ha voluto indagare attraverso l’azione performativa, che vede protagonisti tre uccelli che abitano l’Oasi – il Martin Pescatore, il picchio verde e l’upupa – interpretati da tre performer che ne elaboreranno una propria personale interpretazione: Antonella Fittipaldi, che ha già collaborato in passato con Azpilicueta, Nicola Forlani e Aurora Rota, ballerini professionisti e insegnanti presso l’Accademia Arte Bergamo.

L’azione sarà strutturata in più tappe, tracciando un percorso intorno allo specchio d’acqua al centro dell’Oasi. Ogni tappa avrà luogo in contesti naturali diversi: dai canneti ai prati, dal bosco alle pozze per la nidificazione degli uccelli, consentendo agli spettatori di addentrarsi nell’Oasi e percepirne le molteplici sfaccettature.

I colori del piumaggio dei tre uccelli saranno l’elemento principale delle maschere e dei mantelli che l’artista ha creato appositamente insieme al costumista Alberto Allegretti. Questi, insieme alla gestualità dei performer, evocheranno il messaggio che Azpilicueta intende trasmettere attraverso l’azione: in qualità di creature che hanno dovuto affrontare numerosi cambiamenti e situazioni avverse quali l’industrializzazione, e sviluppare nuovi modi di vivere nell’ambiente, i tre volatili si faranno portavoce della capacità adattiva della loro specie per parlare di possibilità, potenzialità e trasformazioni.

L’Oasi, normalmente chiusa al pubblico, sarà eccezionalmente aperta in occasione della performance.

Evento al completo


CHIARA GAMBIRASIO M’AMA e V’ARCO Castione della Presolana e Dalmine Dal 18 maggio 2024 In occasione di Pensare come una montagna, e grazie alla collaborazione con Fondazione Dalmine, l’artista Chiara Gambirasio (Bergamo, 1996) ha dato vita a un progetto partecipativo sviluppato in diverse fasi.

L’intervento ha assunto in origine la forma di un workshop che ha visto protagoniste alcune “testimoni” che da bambine hanno frequentato la colonia estiva di Dalmine a Castione della Presolana, e che sono state invitate a rivivere, riscoprire e condividere esperienze e ricordi legati al tempo trascorso nella colonia attraverso un lavoro focalizzato sull’utilizzo del colore.

Il colore rappresenta per l’artista il mezzo attraverso cui percepire intuitivamente e soggettivamente il mondo, ma anche una condizione in cui “risiedere”, senza la mediazione della parola, per imparare a sentire oltre l’immediatamente percepibile: il cosmo e l’interiorità, ma anche il tempo geologico inafferrabile dalla memoria.

Per Pensare come una montagna Chiara Gambirasio ha ideato due opere scultoree, che parlano di relazioni, di esperienze condivise, di traiettorie spazio-temporali, ma anche di rapporto fusionale con la natura e il paesaggio.

M’ama, ideata per il borgo di Rusio, piccola frazione del comune di Castione della Presolana, evoca l’idea di Madre Natura, o una “montagna-mamma”, ed è stata concepita dall’artista come un tentativo di avvicinamento e riconciliazione sia con il proprio vissuto personale, sia con la natura stessa. La forma assunta dall’opera, che presenta toni grigio-bruni alla base, verdi e gialli nella parte centrale e azzurri cangianti sulla cima, è infatti quella di una montagna che si fonde a un ceppo, in una sorta di abbraccio che l’artista si augura possa includere anche i visitatori, invitati ad abbracciare la scultura.

V’arco sarà invece allestita presso l’antico ponte che collega Castione della Presolana alla Valle dei Mulini, nell’area sottostante la ex colonia. L’opera costituisce una sorta di arco temporale e spaziale che unisce più dimensioni: a nord quella della montagna, con la sua prospettiva geologica; a est la ex colonia, con il suo portato emotivo; a sud quella della valle. L’orientamento dell’arco, composto da un intreccio di rami e dipinto con i colori di un “arcobaleno di terra”, segue la direzione del sole da Est a Ovest, formando un’aureola di luce che incornicia a raggiera la cima della Presolana, e proiezioni di ombre ramificate nel fondo della valle.

La documentazione del processo creativo che ha condotto l’artista all’ideazione del progetto espositivo, attraverso il percorso condiviso durante il workshop, sarà a disposizione dei visitatori della nuova sede della Fondazione Dalmine, unitamente ai materiali dell’archivio fotografico che forniranno testimonianza della vita nella colonia a partire da inizio Novecento.


LIN MAY SAEED Bergamo, GAMeC 17 maggio – 22 settembre 2024 Nell’ambito del progetto Pensare come una montagna e in tandem con la nona edizione della Biennale Gherdëina, curata da Lorenzo Giusti, sarà presentata, in contemporanea a Bergamo e a Ortisei, una mostra omaggio dedicata al lavoro dell’artista Lin May Saeed (1973-2023).

May Saeed ha dedicato la propria ricerca al mondo animale e alle relazioni tra animali umani e non umani, elaborando una nuova iconografia della solidarietà interspecie.

La sua pratica, che spazia dalla scultura al bassorilievo, dal disegno alla carta intagliata, prediligendo spesso il polistirolo, si concentra sulla produzione di opere popolate da animali di diverse provenienze geografiche e da figure umane tratte da storie, favole e miti, creando narrazioni interculturali e interspecie che si proiettano in un futuro comune alternativo.

L’allestimento nello Spazio Zero della GAMeC si concentra su figure animali – tra cui cani, pangolini, pantere, iene, vitelli e formichieri – e conferisce enfasi alla centralità che l’artista intende restituire loro in contrapposizione alla condizione di subalternità a cui l’umanità li ha relegati. Rappresentati attraverso sculture e bassorilievi in scala reale, gli animali divengono protagonisti assoluti nello spazio espositivo in qualità di individui dotati di una propria psicologia, e non di oggetti.

Accompagna le mostre una pubblicazione tascabile edita da Mousse Publishing che propone al pubblico di lingua inglese, italiana, araba e ladina le fiabe originariamente scritte in tedesco da May Saeed. Illustrato con una selezione di disegni su carta dell’artista, il volume è introdotto da un testo di Lorenzo Giusti.


STUDIO OSSIDIANA in collaborazione con Frantoio Sociale MASSI ERRATICI Bergamo, GAMeC Dal 17 maggio 2024 Il progetto Massi Erratici, sviluppato da Studio Ossidiana in collaborazione con Frantoio Sociale, riconfigura gli spazi di accesso alla GAMeC attraverso superfici e volumi modulari pensati per accogliere molteplici attività.

Questi “sassi” contemporanei si muoveranno come un tangram che si ricombina, a seconda delle necessità, in disposizioni ordinate o casuali, formali o informali, introducendo nell’utilizzo dello spazio museale un elemento di gioco derivato dalla modularità dei pezzi. Massi Erratici si sviluppa su diverse scale, impostate a partire da un modulo base. Ai moduli massicci si accompagnano tendaggi semitrasparenti, in un gioco di pesi e tattilità alterne, a memoria di un’altra grande tradizione industriale bergamasca, quella del tessile.

La collaborazione con Frantoio Sociale – un progetto di ricerca itinerante di Studio GISTO + Hund Studio – si è sviluppata proprio in questa direzione, con l’obiettivo di rendere la demolizione una pratica sociale accessibile a tutti, un’occasione di scambio e di crescita collettiva. Un workshop e una conferenza dedicati forniranno un’interessante occasione per sperimentare e condividere pratiche e idee attorno al tema dei materiali e dei processi produttivi circolari.

Il lavoro di Studio Ossidiana combina pigmenti, pietre, sabbia e cemento circolare in rapporti diversi, mettendo a nudo il carattere vivace e luminoso del calcestruzzo che, nell’industria edilizia, ha progressivamente perso il suo potenziale espressivo. In questa occasione, la ricerca materica ha incontrato i saperi veicolati dalle comunità locali, in particolare in merito all’uso delle risorse, le filiere produttive, i programmi educativi e i siti di esplorazione, per rivelare e promuovere pratiche alternative di trasformazione e ricircolo dei materiali.

Le tre diverse miscele di calcestruzzo impiegate per la produzione di Massi Erratici sono realizzate con una base di granulato fine in marmo di Zandobbio. Questo, insieme all’arabescato rosa, pietre originali della Bergamasca, caratterizzeranno gli elementi della scacchiera e del backgammon, e le relative pedine. Anche gli inerti aggiunti alle miscele per la realizzazione degli inserti tattilo-materici presenti sui moduli sono frutto di una ricerca su base locale, non tanto perché affioramenti lapidei tipici del territorio, quanto perché “estratti” presso il centro di raccolta di rifiuti da demolizione e costruzione di Zanica. Qui con Frantoio Sociale sono stati ricercati e campionati per lo più resti di marmi e pietre naturali, poi suddivisi per tipologia mineralogica e cromatica.

Nella lavorazione sono stati coinvolti artigiani del territorio, al fine di attingere alla lunga storia produttiva dell’area orobica riducendo al contempo costi ed emissioni legate al trasporto.

La restituzione fotografica dell’intero sviluppo di progetto è stata realizzata da Riccardo De Vecchi: una selezione di stampe fotografiche è allestita nella hall del museo.

Massi Erratici è tra i progetti vincitori della prima edizione dell’avviso pubblico Architetture Sostenibili per i luoghi della cultura, programma di ricerca promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura per promuovere l’architettura contemporanea italiana, con l’obiettivo di contribuire alla realizzazione di uno sviluppo globale più sostenibile. La Fondazione Architetti Bergamo e l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bergamo sono partner di progetto.

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