domenica, Luglio 21Settimanale a cura di Valeria Sorli

Fondazione Brescia Musei | Lorenzo Mattotti-Storie, ritmi, movimenti

LORENZO MATTOTTI. STORIE, RITMI, MOVIMENTI

a cura di Melania Gazzotti

 

14 settembre 2023 – 28 gennaio 2024

Museo di Santa Giulia, Brescia

 

 

PRESS PREVIEW

mercoledì 13 settembre, ore 12.15

Piano mostre, Museo di Santa Giulia

La mostra è promossa da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei

 

[1] Manifesto per il festival Annecy Cinéma Italien, 2007.

[2] Manifesto per lo spettacolo Play back, Nuithonie, Villars-sur-Glâne, 2009.

[3] Manifesto per Torinodanza Festival, Torino 2002.


Brescia, 2 agosto 2023. Dal 14 settembre 2023 al 28 gennaio 2024 Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei presentano Lorenzo Mattotti. Storie, ritmi, movimenti, una grande mostra a cura di Melania Gazzotti dedicata all’illustratore, fumettista, artista e regista nato a Brescia nel 1954. Per la prima volta il percorso espositivo si concentra sui tre mondi che hanno maggiormente influenzato il lavoro di Mattotti – musica, cinema e danza – per esplorare e approfondire la sua produzione da nuove prospettive, mettendo in luce il suo stile inconfondibile e la sua capacità di infrangere i confini tra generi e linguaggi, tra tecniche e stili.

 

La mostra parte analizzando l’intenso e vitale rapporto di Mattotti con la musica, testimoniato da due importanti nuclei di opere: le illustrazioni raccolte nel libro di Lou Reed The Raven (2011) e le grandi tavole a china disegnate per la messa in scena dell’Hänsel und Gretel (2009) di Engelbert Humperdinck all’Opera di Parigi.

La sezione dedicata al cinema, insieme a una serie di lavori legati agli interludi per i tre episodi del film Eros di Michelangelo Antonioni, Steven Soderbergh e Wong Kar-wai, comprende alcuni estratti delle sue tante animazioni con i relativi disegni preparatori. Uno spazio particolare viene dedicato al suo acclamatissimo lungometraggio La famosa invasione degli orsi in Sicilia (2019), tratto dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati.

Infine, per raccontare il rapporto di Mattotti con il mondo della danza, verranno esposti alcuni dei disegni raccolti nel libro Carneval (2005), frutto dell’esperienza immersiva dell’artista al carnevale di Rio de Janeiro, e tre grandi tele inedite, dipinte per la mostra bresciana, e appartenenti a un ciclo di opere sulle danze collettive.

 

La mostra dedicata al lavoro dell’artista contemporaneo Lorenzo Mattotti arricchisce di un ulteriore tassello il ricco palinsesto espositivo che Fondazione Brescia Musei ha messo in campo per il 2023, anno di Brescia Bergamo Capitale italiana della Cultura, e si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale bresciano attraverso l’arte contemporanea che la Fondazione ha intrapreso con il progetto Palcoscenici Archeologici, che ha visto protagonisti, negli ultimi anni, artisti come Francesco Vezzoli, Emilio Isgrò e Fabrizio Plessi.

L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo edito da Skira.

 

Lorenzo Mattotti è nato a Brescia nel 1954, vive e lavora a Parigi. Dal suo esordio, nel 1984 con Fuochi, si aggiudica importanti premi internazionali. Il suo lavoro si evolve nel segno costante di una grande coerenza e dell’eclettismo di un artista che sceglie di esplorare continuamente nuovi territori. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo e i suoi disegni appaiono su riviste e quotidiani, The New Yorker, Le Monde, Das Magazin, Süddeutsche Zeitung, le Nouvel Observateur, Corriere della Sera e la Repubblica.

Numerose le sue esposizioni personali, tra cui l’antologica al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al Frans Hals Museum di Haarlem e, più di recente, ai Musei di Porta Romana di Milano. Mattotti realizza copertine, campagne pubblicitarie e manifesti, tra gli altri per Cannes 2000, l’Estate Romana e da sei anni per la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (suo il manifesto ufficiale).

Di prossima pubblicazione, entro la fine dell’anno, con la casa editrice Einaudi (collana “I Millenni”), una nuova edizione del Lancillotto – volume IV della tetralogia Artù, Lancillotto e il Graal, con il quale Mattotti torna a confrontarsi con l’interpretazione dei grandi classici della letteratura.

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