venerdì, Giugno 14Settimanale a cura di Valeria Sorli

Emily- Nascita di un capolavoro intramontabile

EMILY

Regia: Frances O’Connor

Anno: 2022

 

 

Come ogni anno, lo schermo estivo regala delle piacevoli sorprese provenienti da film al di fuori delle grandi produzioni, ma capaci di emozionare con storie e personaggi di grande intensità. E’ il caso di “Emily”, incentrato sulla vita della scrittrice inglese Emily Bronte (1818-1848), divenuta famosa per il suo unico romanzo, “Cime tempestose”, che rivoluzionò la letteratura inglese dell’Ottocento.

Figlia di un curato di campagna e quinta di sei figli, Emily crebbe nello Yorkshire profondamente a contatto con la natura “forte” e selvaggia della brughiera, introversa, reticente all’educazione tradizionale dell’epoca e dotata di grande talento per la scrittura. Il film indaga i rapporti di Emily con le sorelle Charlotte, altra celebre scrittrice, e Anne e soprattutto con il fratello Branwell, fautore della libertà di spirito e pensiero, che tanto influenzerà l’animo di Emily, destinato però a scontrarsi con la rigida morale del padre.

L’incontro con un affascinante curato, appena arrivato in paese e assunto dal padre di Emily come precettore di francese, porta la ragazza alla scoperta dell’amore passionale e trascinante, tenuto clandestino e dal quale il giovane prenderà improvvisamente le distanze per rispetto alle apparenze che la moralità di quel periodo imponeva. In seguito alla dolorosa esperienza d’amore e separata dall’amato fratello, allontanato per evitare uno scandalo per la sua relazione con una donna sposata, Emily elabora il romanzo che la renderà universalmente celebre. Godrà appena di questa fama; la precoce morte porrà fine alla sua promettente carriera di scrittrice.

“Emily” segna l’esordio alla regia dell’attrice Frances O’Connor che realizza un biopic non convenzionale, perfettamente calato nell’Ottocento, ma con uno spirito moderno, come quello della sua protagonista interpretata dalla brava Emma Mackey, un insieme di passione e sentimento, di sguardi inquieti in un mondo ancora dominato da ipocrisie e moralismi. Il suo intenso legame con la natura viene esaltato da una fotografia che rende viva ogni inquadratura di cieli tempestosi, di brughiere battute dai venti, di voci nella tempesta.

Non è il classico film letterario, corretto e calligrafico, ma un approccio personale verso un personaggio a suo modo “freak”, un’anima introversa e non in linea con le convenzioni del mondo in cui viveva, che probabilmente avrebbe affascinato anche una regista come Jane Campion. Un film da vedere per uscire dai soliti schemi biografici e per scoprire l’anima “diversa” e lunare di una moderna donna di due secoli fa.

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