domenica, Marzo 7Settimanale a cura di Valeria Sorli

Amedeo Goria- Chi sarà a dare per primo scacco matto?

È uno dei giornalisti televisivi più noti dello sport italiano, in particolare del calcio. Conduttore televisivo di noti programmi RAI, attore teatrale di cinema e fiction.  Amedeo Goria, una persona perbene e con le idee ben chiare appassionato dell’arte del Novecento, stimato collezionista, oltre alla sua abilità per il gioco degli scacchi è anche scrittore. Ultimo suo lavoro che lo ha tenuto molto impegnato in un giallo avvincente è il romanzo” Il Sacrificio del Re”.

Un titolo importante quello del tuo romanzo, a cosa ti sei ispirato e perché?

Il gioco degli scacchi è il più intellettuale dei giochi e lascia poco spazio alla sola fortuna. Il Re è la pedina, il pezzo non sacrificabile degli strateghi; abili scacchisti, devono essere gli allenatori di calcio, e il calcio è lo sport che professionalmente mi ha fatto conoscere più ancora delle conduzioni come Uno Mattina. Il romanzo che ho scritto è un giallo ambientato nel mondo del calcio, con morti eccellenti, trucchi per arricchirsi con le plusvalenze nelle compravendite di giocatori, gossip per foto scandalose, stadi chiusi, indagini e sorprese, con finale imprevedibile.

Giornalista, conduttore televisivo, attore e scrittore- Quale di queste professioni ami in particolare?

Non amo dare preferenze. Ho fatto tante cose, forse perchè non ne so fare bene nessuna. Ai giovani consiglio sempre di tentare nuove strade, se ne hanno l’occasione, perchè ogni esperienza è arricchente e indimenticabile. Mi manca il lavoro del cronista, del segugio, dello scopritore di situazioni, cose, persone misteri.Un mestiere, quello del cronista, quasi scomparso, in un mondo dell’informazione omologato, appiattito, fra siti più o meno credibili, esagerazioni, a volte falsità e ricerca del successo, grazie alle scorciatoie della visibilità. Anche fare l’attore mi è piaciuto, ho imparato il mestiere della battuta, del tempo giusto nel far ridere, soprattutto a teatro. Tra decimi di tempo sbagliato, la risata non arriva. Scrivere invece è un’esperienza nuova, difficile, è conquistare lettori. Il mio triller lo si compra comunque su Amazon, IBS libri, nei vari bookstore on line, in libreria, alla Feltrinelli soprattutto.

Facendo il resoconto della tua vita, quali sono le cose che non rifaresti?

Eviterei troppe scappatelle facendo infuriare la mia ex moglie Maria Teresa. Non lo meritava, anche perchè mi ha dato due ottimi figli, Guenda e Gian Amedeo. Forse non ero troppo adatto al matrimonio, come mio padre.

Davanti allo specchio, chi è Amedeo Goria?

Sono un uomo fortunato  per quello che ho avuto dalla vita e rifarei tutto, errori compresi, scappatelle eccessive a parte. Mi guardo attorno, vedo gente che soffre. Sono generoso, abbastanza almeno, aiuterei tutti..ho il senso della morte, delle cose che fuggono e non ritornano. Tanti gli amici morti negli ultimi mesi, compresi quelli famosi, da Maradona a Paolo Rossi, amico vero, sorridente e diponibile con tutti. Purtroppo si invecchia e ai giovani dico di essere salutisti, no droghe e alcol, alla fine ogni eccesso si paga.

Cosa ti senti di dire al pubblico che da sempre ti segue?

Di amare la vita, di non idolatrare nessuno, di essere critico. L’italiano troppo spesso accetta tutto, e i giovani non mettono più in discussione niente e nessuno, spesso rimbambiti da una inutile vita social. Manca un senso politico, anche una forza di ribellione, e lo dico che sono tranquillo e non violento, oltrechè permissivo e contradditorio tanto da amare l’alto e il basso, il raffinato e anche il trash. Sono curioso, timido e trasgressivo insieme, forse un pò strano.

Chi è per te la gente che piace?

Alla gente spero piaccia chi è sè stesso, che non finge e non millanta. Non mi piaccion gli idoli, i miti, anche se la gente ha bisogno di identificarsi in chi ha avuto successo…ma deve sempre fare dei distinguo, fuoriclasse a parte, e qui intendo chi fa cose, anche nello sport, che altri non possono fare; sono gli inarrivabili, loro si che strappano ammirazione, anche se poi ne privato hanno vizi e virtù come tutti.                Mi piacerebbe che si ammirasse chi fa qualcosa per gli altri, senza interesse, non vorrei sembrare minimalista o un pò vecchio, ma la penso così.

 

 

 

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