giovedì, Ottobre 22Settimanale a cura di Valeria Sorli

Visionari – L’uovo color zafferano

L’uovo di zafferano
La nuova realtà, che ci si è presentata senza preannunciarsi, ha cambiato l’approccio al mondo esterno, lasciando molte persone disorientate, ma offrendo grandi possibilità a chi ha la capacità di reagire, di inventare qualcosa che si adatti ai tempi attuali, di cavalcare l’onda.
Di onde Monica Melotti e Marco Bruzzi ne hanno affrontate e superate molte, in senso figurativo e letterale, essendo esperti navigatori e imprenditori che hanno raggiunto il successo con perspicacia, definendo passo dopo passo le tappe necessarie per la crescita della loro impresa.
Sette anni fa sono partiti da Modena, la loro città, per intraprendere con le figlie Lucia, Chiara e Anita la traversata atlantica in barca a vela. Approdati a Miami, hanno deciso di fermarsi e capire come ricreare ‘il nido’ per la loro famiglia. Il lavoro era fondamentale e il mercato immobiliare offriva grandi possibilità. Decisero quindi che per entrambi una carriera nel campo degli investimenti immobiliari poteva avere un futuro, con un approccio creativo che consentisse di creare un agile percorso evolutivo di lavoro in terra straniera.
Grazie all’esperienza di Monica, architetto e curiosa ricercatrice di spazi unici da trasformare, e al supporto professionale di Marco, che estende anche al business la sua passione per i territori inesplorati, questa dinamica coppia ha saputo unire entusiasmo e competenza nella realizzazione di progetti dal cuore pulsante. A Monica basta un’occhiata per capire le potenzialità di un nuovo progetto, un rudere, una casa storica da salvare, un garage da trasformare in sala per ricevimenti con la pianta ad “ali di farfalla”. Quando le proiezioni di sviluppo le danno ragione si procede senza esitazione e così è nata la ristrutturazione della palazzina a Wynwood, nel quartiere più stravagante di Miami, per ospitare artisti alla ricerca di un habitat naturale. Il progetto successivo è stato il restauro della casa di Al Capone, salvaguardando la sua identità attraverso accurati studi e l’utilizzo dei pezzi originali, per poi essere destinata, in tutto il suo splendore stile anni ’20, a case cinematografiche come set per film e servizi fotografici.
Tra molte altre imprese, frutto a volte dell’intuizione del momento, altre di un brainstorming di gruppo con validi collaboratori, il loro percorso nel settore immobiliare è culminato in un importante progetto italiano, focalizzato sul ripristino edilizio di una fabbrica abbandonata, che Monica ha saputo trasformare in residenze di lusso, non limitandosi a una semplice ristrutturazione, ma ampliando l’intero concetto a una più estesa riqualificazione della zona..
Tutto questo oggi appartiene a un capitolo compiuto, un’esperienza che, come ogni progetto individuale che ne ha costituito il tessuto, ha fatto il suo corso, lasciando spazio a una nuova creatura in divenire.
È un uovo color giallo zafferano il simbolo del progetto Saffronegg, attualmente in fase di lancio. Instancabili nella concretizzazione di nuove idee, anche durante il lockdown Monica e Marco, pur non facendosi mancare il pane fatto in casa e altri esperimenti culinari di rigore in quei giorni di reclusione, hanno studiato, programmato, progettato.
“L’uovo, se si rompe dall’interno è vita che nasce, se rotto dall’esterno è nutrimento”, spiega Monica. “Rappresenta inoltre il concetto di casa, guscio, nido, esterno e interno, vita. È allo stesso tempo fragile e forte, come la casa”, aggiunge. “Lo zafferano è una spezia pregiata e un colore caro a Marco perché è caratteristico del buddhismo, è caldo, luminoso e accogliente, crea comfort e simpatia, dà una sensazione di positività”, conclude.
Sono due i prodotti che fanno parte di questo progetto: Saffronegg Design e Saffronegg.
Continuano a illustrare il progetto, alternandosi nella conversazione con l’affiatamento di un team in sintonia: “In questi anni abbiamo studiato il mercato del lusso. In America il Made in Italy è dato per scontato a livello qualitativo: dalla penna, al cappello, alla sedia, se è Made in Italy la qualità è indiscussa. Ma nonostante il riconoscimento, il Made in Italy non riesce ad essere forte a livello economico perché il prodotto è caro. In una società massificata come quella americana, in cui la stessa cosa si trova in tutti i cinquantadue stati, è un controsenso che un prodotto sia privilegio di pochi. Quindi ci siamo chiesti se, grazie al network di relazioni che abbiamo stabilito qui in America, noi che siamo una società americana costituita da due italiani e siamo inseriti nel mercato americano, che ha molta liquidità, possiamo far sì che il nostro prodotto italiano sfondi in America”.
Le case americane sono spesso fatte in serie, tanto da essere definite “cookie cutter”, tagliate con gli stampini da biscotti. Saffronegg Design offre la possibilità di avere un servizio total look per personalizzare gli interni, per far cambiare volto a uno spazio, con la consulenza di un architetto italiano e con prodotti Made in Italy, a un costo contenuto.
Per voler ulteriormente avvicinare il prodotto a potenziali acquirenti Marco ha pensato a uno step successivo, che consentisse un ‘fai da te’ assistito. L’affiancamento della piattaforma e-commerce Saffronegg alla formula ‘chiavi in mano’ di Saffronegg Design, amplia il bacino di utenza, rivolgendosi anche a chi ama il concept ma vuole procedere gradualmente all’acquisto dei prodotti contenuti nei progetti di design.
Il concetto di Saffronegg si sintetizza in un’espressione molto chiara, spiega Marco: “Pensa Made in Italy, parla in inglese”, deve essere quindi un linguaggio pratico, semplice, diretto, facile da utilizzare, che risponde e si adatta alle abitudini e alla cultura sociale di questo Paese. C’è tutto un mercato che può essere conquistato, è solo una questione di mentalità.
“Molte imprese europee si spengono sul nascere, perché non conoscono il mercato a cui si rivolgono, non sanno adattarsi alle usanze del posto. È un po’ il concetto di quando si viaggia e si va in un posto di cui si mangiano cibi tipici. Abbiamo studiato il processo per sei mesi e questo ha portato alla creazione del nostro e-commerce. Chi non si può consentire il lusso del pacchetto completo può avere gli stessi identici prodotti, comprare cioè il prodotto senza la consulenza. Abbiamo sdoganato il Made in Italy dal ‘luxury’”, conclude Marco.
È un concetto che ben si adatta ai tempi correnti, perché in tempo di crisi la disponibilità economica è ridotta. Poter fruire di un servizio accessibile amplia quindi il bacino di utenza e si inserisce in un contesto sociale contemporaneo in cui l’acquisto on line favorisce, tra l’altro, il distanziamento sociale.
Com’è già avvenuto in passato anche in questo Monica e Marco considerano il presente con un occhio al futuro, connettendo ancora una volta il know how della loro esperienza americana con la conoscenza del mondo professionale italiano. “Dell’Italia conosciamo qualità e tempistiche di produzione”, dicono, “ma anche le esigenze delle aziende di stabilire una presenza nel mercato americano. Noi operiamo negli Stati Uniti a livello nazionale, sollevando le aziende da compiti di gestione, incluso magazzino e distribuzione, che in un Paese straniero non sono di facile realizzazione, se gestiti long-distance”.
Mentre Marco sviluppa l’aspetto commerciale, Monica, ancora una volta, si dedica alla parte creativa, che consiste nel proporre a clienti americani l’estetica italiana, riassunta in tre modelli di design d’interni, per uffici e residenze private. È un flusso a doppio senso, che mette a frutto la professionalità individuale coadiuvata da un lavoro di squadra, decisamente vincente, che ne esalta il successo.
Ora che il completamento del loro viaggio in barca a vela intorno al mondo è temporaneamente sospeso, seppure le attività umanitarie ad esso legato procedono a distanza, in attesa che si possano riprendere viaggi di scoperta, Bellerofonte è ormeggiata a Panama, pronta a partire alla volta della traversata del Canale e poi viaggiare nel Pacifico, dall’Ecuador alle Galápagos, per proseguire per le Marchesi e arrivare infine in Polinesia.
La prima parte della loro storia di temerari viaggiatori e imprenditori alla scoperta di nuove realtà, è stata pubblicata nel libro “Destinazione Miami”, che racconta il viaggio dalla partenza alla traversata atlantica, fino all’arrivo a Miami. Dalla carta stampata alla televisione il passo è stato breve: un documentario prodotto da Jo Squillo per TV Moda li ha ritratti nella loro realtà di vita, lavoro e gestione della famiglia, sette anni dopo aver ‘toccato terra’. Il docu-film dà una visione ampia e personale del viaggio, della città di Miami e della nuova dimensione che “the Bruzzis”, come ora vengono definiti in loco, hanno saputo trovare, inclusa la caratteristica di Monica di aver sempre saputo creare quello che Marco definisce un ‘nido’ confortevole e funzionale per tutti.
Raccontati da altri o incontrati di persona Marco Bruzzi e Monica Melotti sono una costante fonte d’ispirazione, non solo per le loro idee di business ma anche per la filosofia di vita che sanno trasmettere con inusuale semplicità. Andare oltre i confini conosciuti non è da tutti, ma ognuno lo può fare a modo suo. Loro ne sono certamente un buon esempio.
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