lunedì, Marzo 25Settimanale a cura di Valeria Sorli

Mamma mia: Il nuovo remake


Regia: Ol Parker
Anno: 2018

A dieci anni esatti dal successo di “Mamma mia!”, film tratto dal celebre musical con le canzoni degli ABBA, arriva sugli schermi il sequel/prequel con quasi tutti gli stessi interpreti e qualche new entry.

L’atmosfera è sempre la stessa, solare e colorata, e l’ambientazione la solita pittoresca isola greca, ma con una grande assenza: Donna, la protagonista del primo film, interpretata da Meryl Streep, è morta, lasciando sola la figlia Sophie (Amanda Seyfred), che ora è alle prese con l’inaugurazione di un piccolo hotel, in ricordo della madre, che proprio su quell’isola giunse da giovane.

Con frequenti flashback, all’insegna di nostalgici ricordi, si ricostruisce la storia della giovane Donna (Lily James) e delle sue spassose amiche Tanya e Rosie, che sullo scorcio degli anni ’70, in uno scanzonato clima post-hippie, intrecciano storie e avventure amorose. La più vivace è la radiosa Donna, che passa fra le braccia di tre aitanti e simpatici giovanotti, dai quali viene però puntualmente piantata in asso, salvo il fatto che un giorno si ritrova incinta senza sapere quale dei tre sia il padre del bebè. Con l’aiuto e la generosità degli abitanti dell’isola e delle fedeli Tanya e Rosie, Donna dà alla luce una bella bimba e con lei decide di restare per sempre su quella magica isola, dove la vita scorre senza troppi pensieri, illuminata dai riflessi del mar greco e dalla semplice genuità della popolazione locale.

Il seguito della storia è noto dalla prima pellicola: a distanza di anni sull’isola giungono i tre amori giovanili di Donna, ormai adulti, pronti a formare una sorta di famiglia allargata, canterina e danzante sulla melodia dell’amore sempre e ovunque palpitante.

L’esile trama del nuovo film è, in qualche modo, un puro pretesto per rivedere sullo schermo i divertenti protagonisti che ballano e cantano sulle note delle canzoni degli ABBA (anche se le migliori erano presenti nel primo film), senza la magnetica presenza della Streep, che si ritaglia solo un piccolo cameo alla fine del film, come apparizione “angelica” alla figlia, il tempo di cantare insieme la dolce “My love, my life”.

La parte più riuscita è quella dei flashback, con i nuovi giovani attori che danno anima al film. Lily James, la giovane Donna, anche se non ha alcuna somiglianza fisionomica con Meryl Streep, è brava, radiosa e perfettamente integrata nel clima festoso del cast. Ma la vera chicca arriva quando entra in scena Cher, versione biondo platino e di bianco vestita, nei panni improbabili della nonna di Sophie (e quindi di madre di Meryl Streep!) per la festa del nuovo hotel. Il suo ironico duetto con il fascinoso signor Cienfuegos, direttore dell’albergo (Andy Garcia), sulle note di “Fernando” è sicuramente il momento cult di un film di cui probabilmente non si sentiva l’esigenza, ma che si lascia vedere per un paio d’ore di simpatici momenti musicali, per poi svanire come una colorata bolla di sapone.