giovedì, Ottobre 17Settimanale a cura di Valeria Sorli

Mamma: Il coraggio di un amore

 

Quando un soffio di vento ti prende per mano tu non lasciarlo andare, stringilo forte a te, forse è come ascoltare il cinguettio di un uccellino o guardare un fiore mentre sboccia. In ogni forma della natura è nascosto un sorriso, o una piccola parte d’amore che tu non ti accorgi, ma c’è. Ho lasciato che il destino compisse il suo corso, un destino ignaro della mia tristezza, della disperazione più struggente nel perdere una mamma e cercare di stringere la sua mano per accompagnarla in quel viaggio verso la luce. Lei mi ha sorriso quando mi ha vista la prima volta, stanca ma felice di quel parto ed ‘io con un dolore struggente e con il viso rigato di lacrime, tenendo la sua stessa mano che mi ha portato a conoscere le meraviglie della vita, l’ho accompagnata verso la sua nuova luce. Avrei voluto non arrivare mai in quella maledetta notte che mai dimenticherò e che rimarrà per sempre come un segno tangibile scolpito nella mia anima e nel mio cuore. Eravamo io e lei, sole come quando ci siamo incontrate la prima volta nella vita e ci siamo salutate senza nemmeno un sorriso per l’ultima volta, in quella notte, dove tutto il silenzio ci avvolgeva, insieme al dolore, alla paura e alla solitudine. Io e lei, abbandonate in quell’unico e crudele destino dove io ero la madre e lei la figlia, dove quei ruoli così difficili ma ricchi d’amore si sono scambiati. Avevamo bisogno di aiuto ma il nostro grido di dolore si perdeva in quella notte dove tutto taceva, e nessuno lo ascoltava e veniva così disperso nel vuoto delle tenebre dove tutto fa più paura. Non volevo lasciarla andare! Stringevo la sua mano così forte perché sentivo che il vento della morte inesorabile era arrivato, ma nessuno ci ascoltava e nessuno ci ha ascoltato, lasciandoci sole al nostro destino dove lei come un piccolo pesciolino boccheggiava e cercava di potermi dire ancora una volta: ti amo bambina mia. In quel silenzio, nel solo rumore della disperazione era il mio cuore che batteva forte perché il suo a poco a poco si era fermato. Anche la morte di una mamma è una storia d’amore che va raccontata, ma non così su di un foglio bianco dove l’inchiostro è intriso di lacrime, va raccontata con la voce dell’amore e io lo farò. Vorrei prendere la vostra mano e farvi accarezzare i nostri cuori così potrete conoscere quanto il mio amore ha superato tante battaglie, menefreghismo e cattiverie subite.  Adesso la Anto, così come la conoscete in tanti e così come vi siete innamorati della sua dolcezza e di quel tenero sorriso è diventato un bellissimo angelo che ci guarda da lassù, ma io non dimentico le sue lacrime, non dimentico il suo dolore e non dimentico quel grande e meraviglioso amore. Lo racconterò, perché gliel’ho promesso, in quella notte che ci ha separate portandoci via i nostri sguardi, le carezze, i sorrisi, ma non l’amore, perché è proprio l’amore che mi darà la forza, quella grande forza di poter guardare in alto nel cielo e vedere il suo sorriso!

 

Print Friendly, PDF & Email