venerdì, Dicembre 3Settimanale a cura di Valeria Sorli

La Calisto di Faustini eseguita alla Scala per la prima volta

Il Seicento fantasioso e surreale di Francesco Cavalli approda al Teatro alla Scala con uno dei massimi capolavori del compositore nativo di Crema una rocambolesca storia eroicomica in cui si fondono erotismo, mitologia e apoteosi: La Calisto. Fino al 13 novembre.

Dramma per musica in un prologo e tre atti, su testo del librettista e impresario teatrale veneziano Giovanni Faustini, tratto dal celebre poema di Ovidio Le Metamorfosi, debuttò al Teatro Sant’Apollinare di Venezia nel 1651, con un’accoglienza abbastanza fredda.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro alla Scala su strumenti storici, integrata con l’ensemble Les Talens Lyriques troviamo il clavicembalista e direttore d’orchestra Christophe Rousset, fondatore del gruppo musicale francese e già applaudito dal pubblico scaligero nel 2013 per La scala di seta con regia di Damiano Michieletto. Lo spettacolo porta la firma di David McVicar, che tutti probabilmente ricorderanno per la mirabolante produzione de Les Troyens proposta a Milano nel 2014.

L’allestimento è arricchito dalle atmosferiche luci di Adam Silverman, con una preponderanza del blu; dai video di Rob Vale (vedute veneziane di Canaletto, cieli stellati, paesaggi boschivi, specchi d’acqua, le fiamme di Fetonte e l’immancabile Orsa Maggiore); dall’efficace coreografia di Jo Meredith.

 

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