lunedì, Giugno 21Settimanale a cura di Valeria Sorli

Emozioni firmate Ivana Spagna

Ci sono capolavori che possono rinascere e diventare ancora più emozionanti della loro versione originale: così è capitato per Have you ever seen the rain storico brano dei Creedence Clearwater Revival. Dopo un silenzio, Ivana Spagna torna con un’inedita cover di questo cover pubblicata sul lato A di un 45 giri in vinile arricchito nel lato B con “Bridge over troubled water”, brano di Simon & Garfunkel. Un ritorno all’inglese, un ritorno alla musica, un ritorno all’emozione senza fine che la straordinaria voce di Spagna è in grado di trasmettere, soprattutto in versione anglofona. Drammatica, intensa, toccante: Ivana ci porta in un’atmosfera vicina allo scenario che ispirò questa canzone, tra arrangiamenti su giro armonico di archi, tempo più lento, cori e un video che vi lascerà a bocca aperta imponendo a ciascuno il compito di riflettere sul passato.

Ivana, come nasce questa stupenda cover?

A volte, nella vita, le cose ti vengono incontro senza che tu le cerchi- racconta Ivana – Un giorno il mio manager, l’Avv. Ugo Cerruti mi manda la canzone “Have you ever seen the rain” con un messaggio “Te la ricordi?”. Certo che me la ricordavo. Era un brano storico dei CreedenceClearwater Revival, mitico gruppo degli anni’70. Riascoltandolo, dopo molto tempo, ho fatto molta più attenzione al testo e mi sono resa conto che, pur essendo “easy listening”, è un brano che parla della guerra in Vietnam e, dopo alcune ricerche, ho scoperto anche che la frase “Haveyoueverseen the raincoming down on a sunnyday” era la descrizione dell’effetto ottico che creava un potente defoliante usato per deforestare le zone di guerra e scovare il “nemico”. L’agent orange”, così veniva chiamato, era rilasciato dagli aerei e mentre cadeva a terra sembrava una leggera pioggia, una “pioggia” che a distanza di anni, lascia ancora segni devastanti su tanti bambini innocenti. Tanto odio la guerra e tanto amo questa frase di Abraham Lincoln ‘Non esiste un modo onorevole di uccidere né un modo garbato di distruggere. Non c’è niente di buono nella guerra, eccetto la sua fine’”.

Come sei passata dalla versione più americana ad una tua con archi e armonie completamente diverse?

L’arrangiamento e la realizzazione del brano sono avvenuti in pieno lockdown. Non potevo andare a Reggio Emilia dove abbiamo lo storico studio di registrazione con mio fratello Theo. Quindi ci siamo arrangiati a distanza. Studiando la storia di questo pezzo sono stata veramente colpita e ho voluto portare il pezzo in un’atmosfera completamente diversa ma più vicina al mio cuore. Sono stata telecomandata a distanza da Theo: dal suo studio, con il suo computer mi ha guidata passo dopo passo. L’arrangiamento è stato fatto da lui tranne la parte degli archi (parte centrale del pezzo) che ho arrangiato e suonato io. Ho cantato da casa, usando un computer ed un microfono posizionati nel mio guardaroba. Quando ho sentito il pezzo finito ho iniziato a danzare e piangere, rapita dalla creazione, dall’armonia, dall’aver trasformato un periodo terribile in un momento di creazione artistica.

Anche il video è particolarmente toccante: come nasce?

Il messaggio è veramente forte e non mi pareva il caso di entrare nel pezzo in modo eccessivo. Abbiamo deciso quindi di acquisire dei video e delle immagini storiche della Guerra in Vietnam: io appaio pochissimo e in punta di piedi. Ci sono e non ci sono: lascio spazio alla musica, alle parole, alla storia.

Senti a proposito di Theo, so che è arrivato un grande riconoscimento per lui come autore

Proprio così! L’ASCAP americana gli ha assegnato il premio come il compositore pop più suonato negli USA per la canzone The Rhythm of the night, ripresa dai Black Eyed Peas, J Balvin in Ritmo (Bad Boys for Life)! Non male, eh?

Quindi il prossimo album sarà inglese? Le premesse ci sono… mi pare…

Non lo escludo. Ho anche dei brani pronti nati proprio in questi mesi lontano dalle scene.

Come trascorrerai l’inizio estate?

Al momento sono in promozione del nuovo singolo, poi spero di tornare a fare le serate dal vivo nel mese di luglio. Mi mancano tantissimo, mi manca il mio pubblico, mi manca la musica e la gioia di condividerla.

Print Friendly, PDF & Email