domenica, Ottobre 17Settimanale a cura di Valeria Sorli

Anna Montella- Tutta colpa del 68

L’arte è sempre stata la musa ispiratrice di chi ama questo linguaggio così unico, elegante e raffinato con il
quale si possono trasmettere le proprie passioni, intuizioni e grandi emozioni. Un via vai di emozioni e di soddisfazioni che Anna Montella, autrice poliedrica che si muove con grande disinvoltura tra i diversi generi di scrittura, dal romanzo al racconto breve, dalla fiaba alla ricerca storica, dagli articoli di informazione alla poesia. L’artista racconta attraverso le sue numerose pubblicazioni, lasciando intravedere le tappe del suo viaggio nel mondo della scrittura dove l’immaginazione e le capacità narrative e affabulatorie che le sono proprie, l’hanno portata nel corso del tempo a raggiungere interessanti traguardi.                                                  Conosciamo da vicino questa autrice con un pensiero a lei dedicato e a chi ama l’arte in tutte le sue sfaccettature, con una bellissima frase di Giacomo Leopardi “L’immaginazione è la prima fonte della felicità umana”.
Una passione che è diventata molto importante nella tua vita, come nasce e perché’?
“Sono alchimia su un foglio le parole, non le ho cercate son giunte qui da sole”. Così scrivevo qualche
tempo fa pensando proprio a questa passione che ho per la parola scritta. Quando sia nata questa passione
non saprei dirlo. “L’amor per il bello scrivere” ha sempre fatto parte della mia vita, dai temi scolastici
all’affezione per i classici. Agli esami di terza media inferiore, per esempio, mi presentai con una tesina sui
Promessi Sposi che nessuno mi aveva chiesto. Un mostro di ragazzina, avranno pensato gli insegnanti, ma
la mia era solo meraviglia ed entusiasmo per un mondo che mi si era svelato con la narrazione del Manzoni.
E Lucia Mondella, un cognome così simile al mio non poteva che accendere il mio interesse. Di certo sono
stata una lettrice appassionata ed instancabile e lo sono tuttora ma una grande fantasia, a prescindere da
qualsiasi lettura, e “Le buone cose di pessimo gusto immillate nel quarzo”, di gozzaniana memoria, devono
aver avuto un ruolo importante.
Quali sono i premi che ti sono stati conferiti?
Non sono una persona particolarmente affezionata all’idea di targhe o diplomi e difficilmente partecipo a
Premi letterari, soprattutto perché spesso sono presidente e/o membro di giuria e consulente tecnico in più
concorsi letterari, ma di certo mi fa piacere se il mio lavoro riceve delle conferme e, sicuramente, nel corso
del tempo ho ricevuto diverse gratificazioni. Proprio in questi giorni un mio racconto “Danzatori di sogni” è
stato selezionato da Radio1 e sarà pubblicato nell’e-book di Rai Libri 2020/2021. Tra i riconoscimenti più
recenti nel 2020 la Pro Loco Limbiate con il patrocinio di Città di Limbiate, U.N.P.L.I. (Unione Nazionale Pro
Loco d’Italia), Provincia Monza Brianza e Regione Lombardia mi ha conferito il Premio alla Cultura «Per
l’impegno costante rivolto alla valorizzazione e la promozione del territorio, del patrimonio umano, artistico
e culturale, che incarna lo spirito della mission delle Pro Loco d’Italia. Per la manifesta preparazione
culturale di vasto respiro» mentre nel 2018 ricevevo il riconoscimento di Eccellenza del Territorio in ambiti
culturali, nella II edizione del Premio Grottaglie Città delle Ceramiche, riferito in particolar modo al volume,
pubblicato lo stesso anno, “Noi, le ragazze del Convento dei Cappuccini”, un lavoro che è un excursus
paesaggistico, geografico ed umano con un’accurata ricostruzione storica attraverso le fonti.
Ti occupi di comunicazione sociale, esperta in marketing no profit e promotrice culturale.
Provengo dal tessuto associativo dell’universo no profit nei cui ambiti opero da circa 30 anni e da cui
scaturiscono molte delle attività a cui mi dedico, tanto per la promozione culturale che per la
comunicazione sociale la cui etica deontologica, per me, viene al primo posto. Tra le altre cose, nel 2009
nasce Il Caffè Letterario La Luna e il Drago, di cui sono ideatrice e curatrice, un progetto culturale “a portata
di click” per la promozione del territorio e del Genius Loci nei cui ambiti vengono organizzati premi letterari
ed eventi culturali con una progettualità di ampio respiro. Dodici anni di grandi soddisfazioni e di tanti
talenti che hanno spiccato il volo grazie proprio alle occasioni di visibilità offerte da questo progetto che per
me è un po’ come un figlio.
Dal 2000 a oggi hai pubblicato dodici libri tra narrativa, raccolte in versi e testimonianze storiche oltre ad aver curato innumerevoli antologie e raccolte, raccontaci.
Per quanto riguarda le mie pubblicazioni come autore, nel 2000 ho pubblicato il primo di una serie di tre
quaderni che, tra mitologia e tradizioni, hanno come filo conduttore quel fascino del meraviglioso presente
in ognuno di noi. L’ultima pubblicazione, in ordine di tempo nel 2020 è stata, invece, una raccolta in versi
“La pioggia è uno stato d’animo” e nel mezzo… tre romanzi, una silloge, una parodia del mito di Ulisse, un
libro di racconti, due volumi di testimonianze storiche, un libretto di aforismi e drabble (racconti di 100 parole). In questi mesi sto lavorando ad una ricerca storica che verrà pubblicata indicativamente alla fine
dell’estate.
Ad oggi, per il Caffè Letterario La Luna e il Drago, ho curato cinque raccolte e sedici antologie scaturite da
altrettante iniziative e concorsi letterari promossi dal Caffè (nel 2011 con una delle nostre antologie, edita
da Il Foglio Letterario, siamo stati ospiti con l’editore al Pisa Book Festival), dal 2010 al 2013 ho curato
anche gli undici numeri della webzine digitale “La Luna e il Drago” nonché altre otto raccolte per organismi
associativi diversi. Tra le mie attività, occasionalmente, anche quella di webmaster e videomaker.
Chi è Anna e cosa vorrebbe comunicare al mondo dell’arte?
In uno dei miei libri dal taglio storico biografico “Il mio coccodrillo lo scrivo da me” del 2019 affermo che se
Anna è Anna… è tutta colpa del ’68. Un tempo in cui c’ero ma che non ho vissuto perché troppo giovane,
avevo dieci anni e frequentavo le scuole elementari. Col tempo la mia curiosità per quel periodo così
affascinante diventava rimpianto e decisi che se non avevo potuto viverlo me lo sarei ripreso e ogni giorno
della mia vita sarebbe stato un ’68. E così è stato. Tutta la mia vita un viaggio alla ricerca della
“sessantottina mancata”, che fa capolino tra le pieghe di tutto ciò che faccio. Dalle avventure e le
sperimentazioni culturali alla valorizzazione del territorio, dai libri che pubblico alle mie attività con e tra le
associazioni, dal grande amore per gli animali all’empatia per le creature più deboli, dalla ricerca di giustizia
e di eguaglianza sociale all’etica deontologica. Per mettersi in viaggio c’è bisogno della nostalgia di
qualcosa, scrive Susanna Tamaro. Ed è per questa nostalgia, per questa saudade di un tempo che non ho
vissuto, che mi sono messa in viaggio e che continuo a camminare.
Cosa vorrei comunicare al mondo dell’Arte? La necessità e l’urgenza di creare occasioni di confronto e di
crescita per valorizzare e promuovere i tanti talenti dimenticati che sono un’autentica ricchezza per il
nostro territorio.
www.annamontella.weebly.com

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