giovedì, Ottobre 17Settimanale a cura di Valeria Sorli

Vita… da cani?

D Pet Hotel, Chelsea – lobby
A New York tutto è sempre un po’ “extra”. I parametri sono peculiari, si vive in una realtà che ha regole sue, che raramente si conformano a quelle del resto del mondo. Quando una donna che indossa un bel paio di scarpe si ferma al semaforo in attesa di attraversare la strada, il minimo che le possa capitare è che un’altra donna, estasiata, le dica: “I looooveee your shoes” (“Adooooro le tue scarpe”), senza mezzi termini e senza ritegno, per poi lasciarsi con indifferenza, mentre entrambe puntellano i marciapiedi di Madison Avenue con le loro Jimmy Choo con il tacco a stiletto. In conversazioni standard, espressioni come: “Oh my God!”, “Sooooo good” e “Amaaazing”, sono di prassi. Sempre tutto… “un po’ di più”.
Per contrasto, se si incappa in Robert De Niro al Nail Salon, mentre, gomito a gomito, sta facendo una pedicure (e prende l’iniziativa di sorriderti!), invece, è tacita regola del newyorkese autentico comportarsi come se questo fosse all’ordine del giorno anche se sta invece pensando “Robert!! De!! Niro!!!! Seduto in fianco a me con i piedi a mollo. Oh My God!”. Appunto, oh my God. 
Qui è tutto fuori dall’ordinario ed è usanza comune reagire alle stranezze e agli eventi eccezionali con coolness e indifferenza.
Wiggly Pups Rolls Royce
Un servizio di limousine per cani è quindi normale, davvero una grande comodità se, per esempio, non ci si fosse ancora asciugato lo smalto sulle unghie o si dovesse presentare qualche altra necessità basilare di vita quotidiana metropolitana. D’altronde New York è una città di lavoratori trapiantati, molto spesso single e con le famiglie d’origine lontane, in altri stati o addirittura in altri Paesi. Per chi non sceglie il gatto per motivi pratici, per tenere lontani possibili piccoli intrusi, roditori che si inerpicano nelle tubature e si introducono nelle case attraverso  i più microscopici buchi nel muro, il cane è quindi un compagno di vita, un membro di una nuova famiglia che ci si costruisce lontano da casa, e come tale viene trattato.
Umorismo a parte, il Pet Taxi è davvero utile, in una città in cui i cani non possono entrare in metropolitana o bus, se non in borsa e in cui, nella maggior parte dei casi, i taxi rifiutano la corsa sia al cane che al suo compagno umano a due zampe. Pet Chauffeur, Canine Car, le opzioni aumentano a vista d’occhio, alcuni servizi sono dedicati esclusivamente al trasporto di animali, altri consentono un accompagnatore, nel caso, per esempio, di cani grandi, che debbano andare dal veterinario, all’aeroporto o agli Hamptons nel fine settimana. Tutto è curato nei minimi dettagli: Pet Cab NYC, ad esempio, assume solo autisti che amino gli animali, sottoponendoli ad accurate selezioni, incluso un controllo della fedina penale, impronte digitali e test anti droga annuali, per la tranquillità di mamme e papà che affidano i loro piccoli all’agenzia, senza patemi, per un viaggio in città o un trasporto eccezionale. I quadrupedi vengono sistemati in comode cuccette, nella parte posteriore della macchina, ma non prima di ricevere una bottiglia d’acqua e un biscottino, per rendere il viaggio il più confortevole possibile. Altre organizzazioni offrono limousine stretch bianche e enormi loft per il soggiorno, anche giornaliero, ma a volte nulla è abbastanza. Non contenti del giro della città in macchine di lusso? Stressati? No problem, non serve abbaiare! Prima di rientrare a casa si può fare una fermata da Dog Nanny, un salone di bellezza di lusso per cani che offre bagni ayurvedici e massaggi reiki, o un’intera giornata di relax allo spa per la modica cifra di 300 dollari.
D Pet Hotel – via observer.com
Sembra una follia, ma invece rientra nella norma, se si considera che queste attività prosperano, adattandosi alla richiesta di un mercato in cui, come si dice qui, “the sky is the limit”, il limite è il cielo. Questo è il caso di D Pet Hotel, una catena di alberghi di lusso per cani, che ha scelto, per la sua sede a Manhattan, la zona di Chelsea, residenziale, sofisticata e decisamente una delle più stravaganti della città, con un’alta concentrazione di persone single e quindi, di conseguenza, tanti cani. L’hotel è hollywoodiano, dotato di suites private con letti, laddove una cuccia sembra dozzinale, televisioni flat-screen, una palestra e chef privati. Mentre i “genitori” vanno fuori a brunch per il loro avocado toast, i bambini a quattro zampe possono gustare ricette di alta cucina, preparate con cibi naturali e biologici, anche se non necessariamente vegani, naturalmente con servizio in camera. Durante la giornata, oltre alle passeggiate d’obbligo, i piccoli ospiti possono indulgere in toelettatura, manicure, volendo completa di smalto colorato e, perché no, una classe di Doga, dog- yoga così rilassante che spesso fa addormentare gli allievi, dopo pochi minuti, sui loro tappetini imbottiti.
La competizione non ha tardato a presentarsi, d’atra parte a New York tutto succede velocemente. Wiggly Pups, a Gramercy Park, un’altra zona residenziale molto esclusiva, offre servizi simili e utilizza, per le corse in città, una Rolls Royce vintage, adattata per il trasporto di animali. Con la formula del club privato e una membership annuale si può fruire di ospitalità personalizzata e letti disegnati da uno stilista, uno dei due proprietari, che ha lavorato per famose case di moda. La sera le luci vengono abbassate, per favorire il rilassamento degli animali, e il club viene trasformato, da parco giochi su cui correre e saltare, in un’oasi tranquilla in cui viene trasmessa musica diffusa, studiata appositamente per infondere pace e tranquillità.
dpethotel.com
Da Seneca a Schopenhauer, Mark Twain e Konrad Lorenz, i cani sono stati elogiati in mille modi, ma la mia frase preferita è questa: “Se guardi un cane e non provi subito affetto, devi essere un gatto”. Certo, i newyorkesi esaltano questo concetto, ma non avevamo detto all’inizio che è una loro caratteristica quella di andare sempre “un po’ oltre”? 
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