mercoledì, Febbraio 18Settimanale a cura di Valeria Sorli

Su la maschera!

Su la maschera!

La lunga stagione del Carnevale valdostano

Planato sulle Alpi occidentali insieme ai gelidi venti polari di questo inizio 2026, è tornato uno dei periodi più speciali dell’anno per la Valle d’Aosta: è la stagione del Carnevale o, meglio, dei Carnevali, al plurale: se in tutto il mondo si celebra la fine dell’inverno più buio, le giornate che si allungano a salutare i primi sprazzi di primavera, per la regione più alta d’Italia il sollievo vale doppio. C’è persino un proverbio, in patois, che celebra questo momento di passaggio: “se nèit la demendze grasa, tot l’an la tèra grasa.”, ovvero, “se nevica la domenica di carnevale, tutto l’anno la terra sarà grassa”, nel senso di generosa, fertile e produttiva.

I riti di Carnevale anticipano nei calendari contadini l’inizio della stagione della semina: un momento di grandi aspettative e speranze, da trascorrere in allegria ed abbondanza in un’atmosfera sospesa e licenziosa, dove ogni scherzo vale e per un giorno ci si può concedere qualche cosa in più.

In Valle d’Aosta, tuttavia, il Carnevale non dura un giorno: è possibile partecipare, di settimana in settimana, alle celebrazioni delle diverse località della Regione più alta d’Italia: sono tre, i principali carnevali storici, ma la festa si irradia in diversi altri borghi della Valle, in un’euforia diffusa che dura tutto un inverno.

Il Carnevale di Verrès – una storia di coraggio femminile

Vive Introd et Madame de Challant: un coro di festa che affonda le radici in una vicenda di quasi 600 anni fa. Appellandosi alla legge salica, che escludeva le donne dalle linee di successione, i cugini di Francesco di Challant cercarono di impedire alle due figlie Caterina e Margherita di ereditare i feudi del padre. La coraggiosa Caterina, tuttavia, rifiutò le pressioni dei prìncipi di Challant, difendendo i propri diritti con ogni mezzo, conscia che per conseguire i propri obiettivi era indispensabile poter contare anche sul supporto popolare: fu così che in occasione della festa della Trinità del 1450, insieme al suo coniuge Pierre d’Introd, Caterina uscì in piazza a danzare insieme alla gioventù del paese. Al suono del piffero e del tamburo si aggiunse, nell’entusiasmo generale, ben presto anche il coro da cui siamo partiti: Vive Introd et Madame de Challant, che riecheggia ancora oggi per tutta la durata del Carnevale.

 

Verrès, Piazza Chanoux | sabato 10 gennaio 2026, a partire dalle ore 23:00

Veglione di apertura

Il Carnevale di Verrès si apre, come ogni anno, con la presentazione dei nuovi Catherine di Challant e Pierre d’Introd LXXVII, che interpreteranno per l’edizione 2026 i due coniugi rinascimentali, seguita dalla Proclamazione dei nuovi cavalieri del Carnasciali Verretiesi Supremus Ordo.

Verrès | 14 – 17 febbraio 2026

YAT TORNÀ LO CARNAVAL! Carnevale storico di Verrès

La storia della castellana “amica del popolo” è rivissuta ogni anno dai Verrezziesi, ancor grati del gesto tanto bello quanto inusuale data l’epoca. Si parte il sabato sera con fiaccolata e corteo storico, a cui partecipano ben 250 figuranti in costume, la “Lettura del Proclama” e ricevimento delle ex-Caterine al castello. Il resto è una tre giorni tutta da vivere di atmosfere medievali, allegria e goliardia.

 

La Coumba Freida – un Carnevale portato dal vento e da Napoleone

Se gli spifferi gelidi di queste località sono valsi il nome di Coumba Freida, gli abitanti della valle del Gran San Bernardo e della Valpelline sanno certamente come riscaldarsi: un Carnevale che rievoca il passaggio, sul valico, di Napoleone Bonaparte, transitato lungo l’antica via Francigena nel maggio dell’anno 1800.

I borghi di quest’area, a Nord-Est della città di Aosta, conservano infatti consuetudini e costumi simili, ispirati alle uniformi dell’esercito dell’Empereur. Abiti preziosi, confezionati a mano, adorni di perline, paillette e specchietti che riflettendo la luce allontanano le forze maligne. Ecco le località che rievocheranno, nelle prossime settimane, quest’antica tradizione.

Ollomont | 10 gennaio 2026
Bionaz | 16 – 17 gennaio 2026
Valpelline | 18 gennaio 2026
Doues | 24 – 25 gennaio 2026
Étroubles | 12 – 13 febbraio 2026
Roisan | 14 – 17 febbraio 2026
Saint-Oyen | 14 febbraio 2026
Allein | 15 – 17 febbraio 2026
Saint-Rhémy-En-Bosses | 17 febbraio 2026

 

San Martino, il Diavolo e un ponte romano:

il Carnevale di Pont-Saint-Martin

Il celebre ponte romano che dà il nome alla cittadina di Pont-Saint-Martin risale al primo secolo Avanti Cristo, ma nel Medioevo gli abitanti locali ormai non lo ricordavano più: una diffusissima leggenda locale, infatti, fa risalire l’arcata di pietra che sovrasta il torrente Lys all’epoca di Martino di Tours che, diretto a Roma, rese possibile la costruzione del ponte in una sola notte, ingannando il diavolo. Sono proprio San Martino e Belzebù i due personaggi fondamentali dello storico Carnevale di Pont-Saint-Martin, giunto alla 116ima edizione, oltre alla Ninfa del torrente Lys e alcune figure folkloriche legate all’antica Roma, come Consoli, Tribuni della Plebe, Milites e, dall’altra parte, i loro grandi nemici: i Salassi, introdotti nella manifestazione ormai 50 anni fa.

Giovedì 12 febbraio si parte con il Mini Carnevale Storico a cura delle scuole dell’Infanzia del territorio, culminando nella cerimonia del Mini Rogo del Diavolo.

Il vero clou della manifestazione è a ridosso del Martedì Grasso, con la tradizionale Corsa delle Bighe di lunedì 16 e la sfilata dei carri allegorici di martedì 17.

 

Fiaccolate sugli sci in maschera

Fiaccole accese, sci ai piedi, maschere sul volto: anche la neve, in Valle d’Aosta, sa travestirsi. Le fiaccolate di Carnevale chiudono la stagione come un ultimo brindisi sotto le stelle, tra musica, risate e discese illuminate.

Torgnon | 21 febbraio 2026

Fiaccolata di carnevale a Torgnon

 

Fiaccolata in maschera per grandi e piccini, con i maestri di sci e animazione con musica e DJ.

Pila | 21 febbraio 2026

Fiaccolata di Carnevale a Pila

 

La Fiaccolata in maschera più divertente della stagione, sulle nevi di Pila.