giovedì, Ottobre 22Settimanale a cura di Valeria Sorli

Salotto di Milano-In mostra Maria Cristina Carlini

Il Salotto di Milano ospita, dal 1 al 30 ottobre, la mostra “Maria Cristina Carlini. Ritorno Ritorno alle origini”, a cura di Francesca Bellola, in cui l’artista percorre un viaggio che giunge agli inizi del mondo e alla nascita dell’uomo, in un’ottica di totale rispetto e armonia nei confronti della natura e del pianeta.

Il Salotto di Milano, luxury hub situato nel cuore del quadrilatero milanese, dedicato alle eccellenze Made in Italy nell’ambito del fashion, del design e dell’arte, con questa importante mostra conferma il suo ruolo di promotore culturale nonché la sua vocazione a valorizzare le più interessanti espressioni della ricerca artistica italiana contemporanea.

Per l’occasione sono esposte una selezione di sculture di medie e piccole dimensioni realizzate con i materiali che rappresentano la cifra stilistica di Maria Cristina Carlini che vanno dal grès, al legno, passando per il bronzo e il ferro, attraverso i quali l’artista istituisce un collegamento diretto con la terra e con gli elementi naturali. Un legame indissolubile che è punto di partenza, fonte di ispirazione da cui nascono lavori che spaziano da sculture anche di dimensioni monumentali, ad arredi di design, tele e opere su carta. Di queste è possibile ammirare diversi esemplari in un’unica sala dove, in collages e serigrafie, spesso si scorgono riferimenti e rimandi alle sculture; due Libri d’artista, realizzati in ferro e impreziositi da una formella in grés, conservano al loro interno 13 disegni autografi, mentre le altre opere vivono e interagiscono con i diversi spazi espositivi.

L’utilizzo e la ricerca sui materiali grezzi o di recupero, come il legno, e l’intervento spesso minimo dell’artista denotano il profondo rispetto che Maria Cristina Carlini ha coltivato nel tempo nei confronti della materia; in opere come i Crateri viene mantenuta l’essenza della terra, una storia plasmata attraverso la mano della scultrice che porta alla luce letture e interpretazioni che accompagnano l’uomo fin dalle sue origini.

Lo sguardo sul passato parte dai singoli elementi ed evolve nella rappresentazione della Terra; nelle opere in bronzo intitolate Globo, è infatti evidente l’allusione al nostro pianeta, che appare con delle crepe e dei fili, che, come cuciture, ne tengono unite le parti. Una lettura che mostra la fragilità e la devastazione del mondo attuale, ma che vuole allo stesso tempo proiettarsi verso un futuro migliore. Afferma la curatrice Francesca Bellola “La spiritualità di questa grande artista ci porta a riflettere sulla speranza di un mondo in cui uomini e natura convivono in perfetto equilibrio. La terra come risorsa magnifica da contemplare, conoscere, amare”.

Alla memoria e alla riscoperta dell’identità dell’essere umano è dedicata l’opera in grés Libri bruciati una denuncia del tentativo di cancellare la cultura e la storia, che, spesso, si concretizza nell’atto di bruciare i libri, un simbolo che diventa sostegno e incoraggiamento alle idee e alla libertà di pensiero.

Nella sala espositiva un video offre la possibilità di conoscere più a fondo l’artista e i suoi lavori, grazie a interviste, dichiarazioni e immagini di numerose sculture esposte in diverse mostre o in permanenza in tutto il mondo.

Cenni biografici. Maria Cristina Carlini inizia a lavorare la ceramica nei primi anni Settanta in California, per poi esprimersi con l’utilizzo di diversi materiali quali grès, ferro, acciaio corten, lamiera e legno. Il suo percorso artistico comprende mostre personali e collettive in numerose sedi pubbliche e private, nazionali e internazionali e le sue sculture monumentali sono presenti in permanenza in tre continenti: Europa, America, Asia.

Nel 2010 è la prima scultrice a esporre nella Città proibita a Pechino e rappresenta Milano nell’Expo di Shangai con opere monumentali. Per Expo 2015 vengono collocate in permanenza sue due sculture monumentali: La nuova città che sale presso fieramilano Rho, presentata alla Triennale di Milano da Philippe Daverio, e Vento nel Parco dell’Arte all’Idroscalo. Nel 2019 a Parigi espone presso la Beffroi di Place du Louvre l’imponente opera Origine, nello stesso anno la scultura Impronte entra a far parte della collezione permanente del Museo del Parco di Portofino, Centro Internazionale di Scultura all’Aperto. Nel 2020 è protagonista presso lo Studio Museo Francesco Messina di Milano di un’importante mostra personale a cura di Chiara Gatti.

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