ARTE E SCIENZA SI INCONTRANO: IL 2° GALA FIRA EMOZIONA MILANO
Oltre 200 ospiti al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia per una serata di danza, musica e solidarietà a sostegno della ricerca in reumatologia
Milano, 11 maggio 2026 – Una serata di grande fascino, eleganza ed emozione, capace di unire arte, musica, danza e scienza nel segno della solidarietà e del sostegno alla ricerca scientifica. Si è svolto ieri sera, presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, il 2° Gala FIRA per la Ricerca sulle Malattie Reumatologiche, promosso dalla Fondazione Italiana per la Ricerca in Reumatologia (FIRA).
Oltre 200 ospiti hanno preso parte all’evento, vivendo un’esperienza culturale immersiva costruita per sensibilizzare il pubblico sull’importanza della ricerca scientifica e raccogliere fondi destinati alla 2ª Borsa di Ricerca “Carla Fracci”, dedicata a progetti innovativi di giovani ricercatori italiani.
Una serata tra danza, musica e arte
Gli ospiti sono stati accolti nella suggestiva Sala del Cenacolo, tra gli affreschi recentemente restaurati e valorizzati da una raffinata illuminazione scenografica, per un cocktail di benvenuto che ha aperto la serata in un’atmosfera elegante e conviviale.
Il percorso ha poi condotto il pubblico attraverso alcuni degli spazi più affascinanti del Museo: dalle Gallerie Leonardo, dedicate all’arte e alle macchine progettate dal genio vinciano, fino all’innovativa Area Spazio, con installazioni immersive dedicate all’esplorazione spaziale, tute astronautiche, strumenti storici e un frammento autentico di Luna.
Nell’elegante Salone delle Colonne, il pubblico ha quindi assistito a uno spettacolo dal forte impatto emotivo, in cui musica e danza si sono intrecciate in modo coinvolgente.
Il trio jazz del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano ha accompagnato la serata reinterpretando celebri colonne sonore cinematografiche con freschezza, creatività e contaminazioni contemporanee, dando ritmo e atmosfera allo spettacolo.
Grande emozione ha accompagnato le performance dei testimonial FIRA Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, étoile e primo ballerino del Teatro alla Scala, che si sono esibiti a stretto contatto con il pubblico in intensi passi a due – da Caravaggio e Carmen – firmati da grandi coreografi del repertorio contemporaneo come Mauro Bigonzetti e Roland Petit. Le loro interpretazioni, osservabili da una distanza ravvicinata raramente possibile in teatro, hanno incantato e commosso gli ospiti, regalando uno dei momenti più memorabili della serata.
La conduzione di Cristiana Schieppati ha accompagnato il pubblico durante tutta la serata, conclusasi con una partecipata lotteria benefica, che ha assegnato premi offerti da importanti brand di moda e design.
La ricerca al centro
Nel corso della serata sono stati presentati alcuni progetti scientifici sostenuti da FIRA. In particolare, il dott. Matteo Vecellio, vincitore della 1ª Borsa di Ricerca “Carla Fracci” 2025 e coordinatore scientifico del Centro Ricerche FIRA, ha illustrato i risultati del proprio studio sul possibile ruolo del microbiota nello sviluppo delle spondiloartriti nelle donne, una ricerca che apre nuove prospettive verso trattamenti sempre più personalizzati e attenti alle differenze di genere.
“Siamo onorati di poter rappresentare la Fondazione, raccogliendo il testimone dalla storica testimonial Carla Fracci. Attraverso eventi come questo si apre una preziosa finestra di attenzione sulla ricerca scientifica: il lavoro dei ricercatori italiani merita maggiore visibilità e sostegno, e crediamo che l’arte possa contribuire a sensibilizzare il pubblico su questi temi così importanti” ha dichiarato l’étoile Nicoletta Manni.
“Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questa serata indimenticabile. Vediamo crescere anno dopo anno la community di istituzioni, aziende, donatori e sostenitori che si raccoglie attorno agli obiettivi della Fondazione. Anche grazie a eventi come questo, il lavoro di ricerca potrà proseguire e finanzieremo la seconda Borsa di Ricerca Carla Fracci” ha sottolineato il prof. Alberto Cauli, Presidente FIRA.
Partner e sostenitori
L’iniziativa è stata realizzata con il supporto del main partner Giorgio Armani, dei partner artistici Conservatorio G. Verdi di Milano e Fondazione Roland Petit – Zizi Jeanmaire – Valentine Petit, delle aziende sponsor CSL e Sorelle Ramonda, del partner tecnico TecnoConference TC Group e dell’organizzazione di AIM Group International.
FIRA ETS
La Fondazione Italiana per la Ricerca in Reumatologia (FIRA) è un ente senza scopo di lucro (ETS del Terzo Settore), costituita nel 2006 su impulso della Società Italiana di Reumatologia (SIR). Da allora, FIRA si impegna a sostenere la ricerca scientifica sperimentale indipendente per la diagnosi e la cura delle malattie reumatologiche, promuovendo progetti di laboratorio, borse di studio, premi e contratti di ricerca, oltre a corsi di formazione e master universitari.
Le malattie reumatologiche
Le malattie reumatologiche – tra cui artriti, artrosi, osteoporosi, fibromialgia, lupus, sclerodermia, connettiviti, gotta -, sono patologie croniche che hanno pesanti riflessi sulla qualità di vita dei malati. In Italia si stimano più di 5 milioni i pazienti, di tutte le età, affetti da malattie reumatologiche con un costo di circa 20 miliardi all’anno. Nei paesi occidentali, le malattie reumatologiche rappresentano la prima causa di disabilità e riguardano oltre 150 differenti patologie ad alto impatto sociale, sia per i costi che per il numero di malati, che aumentano con l’avanzare dell’età senza tuttavia risparmiare i soggetti più giovani inclusi bambini e adolescenti e avendo una “predilezione” per il genere femminile. Queste patologie, per le due costanti dell’infiammazione e del dolore, portano a un ricorso al farmaco così frequente da rappresentare la seconda causa assoluta di prescrizione. Negli ultimi anni la ricerca reumatologica ha fatto enormi progressi nella identificazione delle cause delle principali malattie reumatologiche con ricadute cliniche determinanti nell’identificazione di nuovi markers diagnostici e di nuovi presidi terapeutici che hanno contribuito a migliorare la vita dei pazienti.
