venerdì, Aprile 26Settimanale a cura di Valeria Sorli

La top ten degli sport più richiesti sul web: Danza e Yoga battono Calcio

Il motore di ricerca degli sport Orangogo – startup a vocazione sociale – ha stilato la classifica delle attività sportive più ricercate online nel 2018. Sorprese sul podio.

 

Torino, 14 marzo 2019 – I dieci sport più richiesti sul web dagli italiani nel 2018?  Se pensate che il primo sia il calcio, resterete sorpresi.

In un settore dove la digitalizzazione è ancora poco diffusa e la scelta delle attività spesso legata alla moda del momento e polarizzata verso i cosiddetti “sport maggiori”, lapresenza online indicizzata grazie ad un motore di ricerca dedicato è preziosa come in pochi altri contesti.

Orangogo rivela: pur restando lo “sport pop” per eccellenza, il gioco del calcio ha conquistato nel 2018 solo il gradino più basso del podio, superato dalla danza – medaglia d’oro – e, ancor più inaspettatamente, dallo yoga, in seconda posizione. In termini percentuali la danza, con il 15,62% di ricerche, ha quasi doppiato il celeberrimo terzo classificato (8,01%).

«La danza, sia nella sua accezione artistica che sportiva, offre una varietà incredibile di possibilità – ha spiegato Giulia Pettinau, fondatrice di Orangogo, primo motore di ricerca e mappatura degli sport in Italia e maggior player nazionale nel settore – e porta in dote il suo essere “trasversale”, in termini di età e genere. Per questo ha tanto successo

Ancora più sorprendente è il successo dello yoga (9,86%) che per molti definire sport è riduttivo o addirittura improprio. La pratica millenaria made in India che fa bene a corpo, postura, respiro e spiritualità rivela una tendenza introspettiva da parte dei nostri connazionali. Fare movimento, forse, non basta più: il tempo libero degli italiani pare orientato da un lato alla ricerca del benessere grazie allo yoga, dall’altro alla voglia di esprimersi attraverso le mille opportunità del ballo.

Un’evoluzione nella domanda che si deve anche al web: grazie a internet, infatti, le oltre 35 milioni di persone che praticano sport in Italia hanno la possibilità di scoprire attività anche meno conosciute e, grazie a strumenti di ricerca personalizzata come Orangogo, possono in pochi click trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze in termini di geo-localizzazione, disciplina, orari, età e disabilità.

Scorrendo la classifica, «dopo il calcio troviamo kick-boxing, nuoto, basket, ginnastica artistica, pallavolo, karate e tennis – ha continuato Giulia Pettinau, che ha infine fornito qualche dato sui trend dell’anno appena iniziato – Una delle novità più interessanti è il Calisthenics, una forma di allenamento a corpo libero duale (aerobica e anaerobica ndr.), a metà tra ginnastica artistica e street workout, in cui si sfrutta solo il peso del proprio corpo. Coniuga forza ed equilibrio, aumenta la padronanza del proprio corpo e la percezione di sé stessi. Un altro modo per allenare corpo e spirito.» Proprio come lo yoga e la danza, ma con maggiore fisicità.

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La piattaforma Orangogo porta la firma della startup torinese a vocazione sociale Sport Grand Tour, la cui mission è “aiutare le persone a scoprire il proprio talento” attraverso la promozione della pratica sportiva come fattore d’integrazione sociale e di sviluppo economico. Una mappa online alla quale hanno aderito, a soli 18 mesi dal suo ingresso sul mercato, oltre 11.000 tra associazioni e società sportive da tutta Italia.

CHI E’ GIULIA PETTINAU, Founder & CEO Sport Grand Tour

Nel 2017, Giulia capitalizza un’esperienza di oltre dieci anni – quattro dei quali in qualità di Marketing Manager al servizio di Yaskawa, importante multinazionale nel settore dell’automazione industriale – fondando Sport Grand Tour.

Impresa a vocazione sociale in un settore che incide per l’1,6% del PIL italiano, Sport Grand Tour ha sviluppato il primo motore di ricerca e mappatura degli sport in Italia – OrangoGo, al quale, in pochi mesi, hanno aderito oltre 6.500 società sportive, posizionandolo così come il maggior player nazionale nel settore.

Una laurea in economia e una visione strategica profondamente etica del business, Giulia dice di sé “La mia missione personale è testimoniare che, con il rispetto della vita e dei suoi valori più profondi, non solo la società ma anche l’economia migliorano”.