giovedì, Febbraio 29Settimanale a cura di Valeria Sorli

Fondazione Brescia Musei | Inedito contemporaneo 2023

Grande successo di Finché non saremo libere:

la mostra porta il progetto Arte e Diritti,

avviato dalla Fondazione Brescia Musei nel 2019 con la personale

di Zehra Doğan, a raggiungere oltre 60.000 visitatori.

A novembre 2024 il nuovo capitolo del programma

che promuove il lavoro di artisti contemporanei, in contesti geopolitici

nei quali i diritti umani sono a rischio, avrà come protagonista l’artista

sudanese Khalid Albaih.

Registra un grande successo di pubblico anche Storie, ritmi, movimenti,

personale di Lorenzo Mattotti che si conclude con oltre 15.000 visitatori

tra esposizione e programma collaterale con rassegne cinematografiche

e incontri con l’autore.

La Fondazione annuncia anche che tre delle grandi sculture di Davide Rivalta

resteranno esposte in modo permanente nei giardini del Castello di Brescia

a conclusione della mostra personale Sogni di Gloria allestita nel Parco del

Castello di Brescia che nei sei mesi della durata dell’esposizione è stato

fruito da più di 500.000 visitatori.

www.bresciamusei.com

[1] Davide Rivalta, Sogni di gloria, installation shot. Parco del Castello di Brescia, 2023.

Photo credit: Ela Bialkowska OKNO Studio. Courtesy: Fondazione Brescia Musei

[2] Lorenzo Mattotti, Storie, ritmi, movimenti, installation shot. Museo di Santa Giulia, Brescia, 2023.

Photo credit: Alberto Mancini. Courtesy: Fondazione Brescia Musei

[3] Finché non saremo libere, installation shot. Museo di Santa Giulia, Brescia, 2023.

Photo credit: Alberto Mancini. Courtesy: Fondazione Brescia Musei


Brescia, 5 febbraio 2024. Con gennaio sono terminate le tre grandi mostre che Fondazione Brescia Musei ha dedicato all’inedito contemporaneo per l’anno in cui Brescia è stata con Bergamo Capitale italiana della Cultura: Finché non saremo libere, Lorenzo Mattotti. Storie, ritmi, movimenti e Davide Rivalta. Sogni di Gloria.

Grazie a Finché non saremo libere, la mostra al Museo di Santa Giulia promossa da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei dedicata alla condizione femminile nel mondo, il ciclo di mostre avviato nel 2019 Arte e Diritti supera i 60.000 visitatori. Il filone di ricerca, promosso dalla Fondazione dal 2019, continua la sua indagine sui contesti geopolitici internazionali attraverso la prospettiva della produzione di artisti contemporanei, coinvolgendo un pubblico di tutte le età.

Dopo le esposizioni Avremo anche giorni migliori. Opere dalle carceri turche (2019) dell’artista e attivista turca Zehra Doğan – inserita anche grazie a questa iniziativa da The Art Newspaper tra le 100 persone più influenti nel mondo dell’arte contemporanea –, La Cina non è vicina (2021) dell’artista e attivista cinese Badiucao – protagonista, grazie al successo della mostra, di una travelling exhibition al Dox Center for Contemporary Art di Praga nel 2022 – e The Last Soviet Artist (2022) dell’artista e attivista russa Victoria Lomasko, Finché non saremo libere, a cura di Ilaria Bernardi, è stata inaugurata a novembre 2023 in collaborazione con l’Associazione Genesi e il Festival della Pace.

Viste da oltre 60.000 visitatori, le quattro mostre, allestite da Fondazione Brescia Musei nel museo di Santa Giulia a partire da novembre 2019, sono state occasione di incontri, approfondimenti e appuntamenti culturali gratuiti di grande successo, come la presentazione, in prima nazionale, con il giornalista Beppe Severgnini del libro Love Harder. Le ragazze iraniane camminano davanti a noi di Barbara Stefanelli, vicedirettrice vicaria del Corriere della Sera; le performance dell’artista iraniana Zoya Shokoohi, dall’instant display site specific dell’artista iraniano Majid Bita Il Canto del Dolore alla performance Base per dialogo / struttura evidente / struttura impossibile, realizzata con l’artista ucraino Vitalii Fedotov in occasione del finissage del 28 gennaio, di cui, insieme a parte delle opere esposte nella mostra, resterà traccia nella collezione del Museo.

In occasione della chiusura della mostra, Fondazione Brescia Musei annuncia la quinta tappa del ciclo, anche questa volta organizzata nell’ambito del Festival della Pace. Protagonista della nuova mostra, dall’8 novembre fino al 23 febbraio 2025, sarà l’artista esule sudanese ora di base a Oslo Khalid Albaih, in una personale a cura di Elettra Stamboulis, già curatrice delle mostre su Zehra Doğan, Badiucao e Victoria Lomasko.

Insieme a Finché non saremo libere, a fine gennaio e raggiungendo oltre 15.000 visitatori, si è conclusa anche Lorenzo Mattotti. Storie, ritmi, movimenti la grande retrospettiva a cura di Melania Gazzotti che, con circa 250 tra quadri, schizzi preparatori, appunti, manifesti e animazioni cinematografiche, ha approfondito il lavoro di un artista bresciano famoso in tutto il mondo che, per questo progetto, ha realizzato ad hoc un trittico dedicato alla danza.

Anche il progetto dedicato a Mattotti ha registrato un grande successo di pubblico, sottolineato anche dalla partecipazione a Focus Mattotti e Carta bianca, due rassegne cinematografiche realizzate in concomitanza dell’esposizione al Cinema Nuovo Eden di Brescia. Nella prima sono stati proposti 12 film e un cortometraggio in cui l’artista ha collaborato o curato la regia, nella seconda rassegna invece sono stati presentati titoli scelti dal grande illustratore, importanti per la sua formazione o da lui particolarmente amati. Lorenzo Mattotti ha collaborato attivamente all’attivazione del programma collaterale, tornando più volte a Brescia per partecipare agli affollatissimi incontri che hanno accompagnato le proiezioni e che hanno visto in totale più di 1.600 spettatori prendere parte alle proposte.

Fondazioni Brescia Musei coglie l’occasione per annunciare, inoltre, che tre delle monumentali sculture esposte dall’artista Davide Rivalta nelle aree verdi del parco del Castello di Brescia in occasione della mostra Sogni di gloria resteranno come opere permanenti all’interno della Fossa delle Vipere.

Le opere, viste da circa 500.000 visitatori che sono affluiti al parco del Castello di Brescia durante i sei mesi di durata della mostra, sono un richiamo a continuare a parlare di libertà, dignità e vita, suggerendo la possibilità di un diverso rapporto tra noi e gli animali.


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