mercoledì, Maggio 12Settimanale a cura di Valeria Sorli

Eva Bolognesi- Influencer di successo

Carattere deciso e graffiante quello di Eva Bolognesi, celebre influencer che su Instagram usa il nome di eva_labolofficial (https://www.instagram.com/eva_labolofficial/) da dove promuove tantissimi brand ed eventi grazie a un seguito di decine di migliaia di follower. Nella vita di tutti i giorni, Eva lavora come responsabile ricerca personale per un’importate azienda e trova sempre poco tempo per la sua vita privata. La yop player di Instagram ci racconta chi sono oggi gli influencer, come mai anche la politica si interessa a loro e che futuro avranno nell’era 3.0

Eva, a un certo punto della tua vita professionale hai deciso di diventare influencer. Come mai?

Mi ritengo una persona piuttosto determinata nel perseguire i miei obiettivi ma non ho deciso di diventare influencer da un giorno all’altro, ho “riscoperto” un lato di me maggiormente creativo che avevo tenuto da parte per molti anni e che ad un certo punto ho deciso di far emergere. E’ stato tutto molto naturale perché ho fatto coincidere le mie più grandi passioni che sono la moda e i viaggi, facendole diventare parte integrante della mia attività.

È un ruolo in cui ci si improvvisa oppure esiste un percorso per riuscire a definirsi tale?

La tendenza negli ultimi anni per lo più è quella di diventare popolari senza essere preparati, lo notiamo sia per chi lavora con i social ma anche per chi vuole lavorare nel mondo dello spettacolo.
In realtà per chi intraprende il percorso dell’attore, cantante o conduttore vi è la possibilità di studiare anche presso scuole di prestigio, supportando così il talento naturale.
Per lavorare come influencer non c’è un percorso chiaro anche se sicuramente aver studiato marketing e comunicazione fornisce basi importanti.
Ovviamente scattare belle foto non è sufficiente, è più un mix di varie cose: saper creare curiosità, saper comunicare, essere presenti ma non in modo eccessivo, capire quali contenuti possono essere più apprezzati, essendo sempre coerenti con la propria immagine…ma non solo…

I blogger famosi oggi sono visti in maniera più mediaticamente interessante rispetto a tanti personaggi dello spettacolo. Come ti spieghi questa tendenza?

Per le aziende spesso puntare sulle celebrity non è sempre la scelta giusta, perché nel bene e nel male i personaggi dello spettacolo hanno un alto coinvolgimento che è determinato dalla fama della celebrità stessa e non dal progetto del brand, e può non portare vantaggi a medio/lungo termine per che investe.
Gli influencer hanno un rapporto personale con i loro follower, molti interagiscono con la loro community nei commenti e persino nei loro contenuti. Questa interazione individuale crea un rapporto duraturo tra gli influencer e i loro seguaci. In sintesi si può dire che gli influencer riempiono il gap tra celebrità e persone comuni.

Anche la politica si è interessata ai blogger. Il caso Chiara Ferragni e la famosa chiamata del Presidente del Consiglio, si è trasformata in un caso. Perché pensi che perfino il Premier abbia pensato di rivolgersi a lei, per la campagna a favore dell’uso delle mascherine e del distanziamento sociale anti Covid?

L’idea del Presidente Conte è stata tutto, eccetto che azzardata. Anche se la politica e gli influencer sono due mondi distanti, nel momento in cui si ha la necessità di sensibilizzare il pubblico soprattutto quello più giovane, che per la gran parte della giornata vive attaccato allo smartphone e al pc, l’idea di coinvolgere figure popolari che parlano in modo diretto è in linea con i tempi.
Chiara Ferragni e Fedez con 34 Milioni di follower sono sicuramente più ascoltati dai giovani rispetto ai politici stessi.

Credi che questa opportunità possa avvenire anche per la campagna sulle vaccinazioni Covid?

Ritengo non solo che questa opportunità possa esserci anche per la campagna sulle vaccinazioni Covid, ma che sia una mossa intelligente poter utilizzare persone molto seguite per uno scopo così utile.
Mi colpisce come tutto nel nostro Paese deve essere un modo per creare polemica… Negli USA, come giustamente ricordò il virologo Burioni, già nel 1956 si “sfruttavano” le celebrity anche per questi scopi, dato che fu proprio Elvis Presley a vaccinarsi in diretta tv contro la poliomelite, e la copertura vaccinale si alzò dallo 0,5% a oltre l’80%.  In questo periodo non importa quali o quante forze si debbano mettere in campo, l’importante è combattere tutti contro lo stesso nemico.

Chi fa il tuo mestiere ha cominciato dal settore della moda per poi estendere il suo ventaglio di proposte anche in altri settori. Tu, per esempio, indipendentemente dalla moda, che cosa proponi ai tuoi follower?

Amo moltissimo viaggiare, visitare luoghi e fare esperienze meglio se enogastronomiche!  Per me non è importante solo la meta ma soprattutto l’emozione e la sensazione che provo e che poi trasmetto quando assaggio un piatto in un ristorante nuovo, un calice di vino al tramonto in una location che ho scoperto da poco oppure mostro un posto che conosco bene ed amo molto. Cerco di vivere e trasmettere alle persone che mi seguono alcuni momenti come se ci fossero anche loro con me…per questo quando ho l’opportunità di promuovere ristorati, locali ed hotel sono sempre felicissima.

Come in tutti i settori, anche in quello social si rischia la saturazione. Come riesce un’influencer di successo a mantenere il suo profilo su un certo livello senza che la concorrenza rischi di adombrarlo?

L’influencer che riesce a conquistare e mantenere la fiducia con il proprio pubblico più difficilmente passerà nel dimenticatoio, un processo di acquisizione di fiducia che deve essere alimentato settimana dopo settimana, invitando i follower ad essere presenti il più possibile nel privato della quotidianità.
A mio avviso è molto importante sapersi adattare ai cambiamenti, modulando il comportamento e l’immagine, variando la modalità di espressione e comunque saper trasmettere energia positiva che è poi quello che comunemente si usa chiamare resilienza!

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