martedì, Gennaio 31Settimanale a cura di Valeria Sorli

Castello di Miradolo I La musica di Arvo Pärt tra progetto e architettura

La musica tra progetto e architettura

Il racconto dell’installazione sonora della mostra Christo e Jeanne-Claude. Projects al Castello di Miradolo (TO)

 

 

“Ogni progetto ha il suo suono” dice Jeanne-Claude, commentando, insieme a Christo, il film Running Fence di Albert Maysles, David Maysles e Charlotte Zwerin, del 1978. Il suono di Running Fence è il tintinnio dei moschettoni che ancorano il tessuto al cavo d’acciaio teso a quasi sei metri di altezza, quando il vento “corre” lungo la vela, bianca e infinita. I suoni dei progetti di Christo e Jeanne-Claude sono le onde che si infrangono sulle stoffe che circondano le isole o che avvolgono di tessuto galleggiante in polipropilene la superficie dell’acqua di una baia a forma di mezzaluna a King’s Beach a Newport, Rhode Island. Il suono sono i passi sulle banchine galleggianti o il motore dei gommoni sul Lago d’Iseo, le voci che, come il tessuto, avvolgono il Reichstag a Berlino, o l’Arco di Trionfo a Parigi. Il suono è anche il silenzio degli anni che hanno preceduto la realizzazione di ogni progetto: un silenzio assordante, presente, di attesa.

Immaginare un suono per il progetto espositivo della mostra Christo e Jeanne-Claude. Projects al Castello di Miradolo è stato cercare quel silenzio d’attesa, quella sospensione del tragico propria anche del gesto musicale, precedente e, insieme, successiva al suo compiersi. Il suono scelto dal progetto Avant-dernière pensée per l’installazione sonora è la musica di Arvo Pärt. Spiega Roberto Galimberti: “Così come i progetti di Christo e Jeanne-Claude sembrano suggerire la possibilità di osservare la realtà – fatta di spazi, architetture, forme e luci – con occhi che si rinnovano già nell’attesa, allo stesso modo la musica di Arvo Pärt ricerca l’ascolto di ogni suono con spirito nuovo, ancora prima dell’esecuzione stessa. Arvo Pärt libera la musica dalla necessità dell’ascolto dando suono al silenzio, così come Christo e Jeanne-Claude sottraggono l’opera d’arte alla vista, dando forma all’invisibile”.

Nelle sale espositive si ascoltano così tre opere di Arvo Pärt, diffuse grazie a un inedito sistema in quadrifonia, appositamente realizzato in ogni sala: l’installazione sonora ricostruisce l’unità duale propria del tintinnabuli attraverso la distribuzione nello spazio dei differenti flussi sonori, in una dimensione percettiva in cui la musica è relazione con il luogo e passaggio, nel tempo, da progetto a suono.

L’incontro rientra nel programma “Mezz’ora con…”: conversazioni con esperti d’arte e curatori sulle tematiche e sulle opere esposte nella mostra “Christo e Jeanne-Claude. Projects” che espone disegni, collages, fotografie e video delle loro opere più famose, insieme ad opere di alcuni artisti del Nouveau Réalisme e della Land Art che hanno influenzato la loro produzione artistica e il loro pensiero. Curata da Francesco Poli, Paolo Repetto e Roberto Galimberti, con il coordinamento generale di Paola Eynard, la mostra, realizzata grazie alla collaborazione con la Christo and Jeanne-Claude Foundation di New York, presenta circa sessanta opere accompagnate da un’ampia sezione fotografica e dalla proiezione dei video che documentano la realizzazione delle monumentali installazioni artistiche.

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