venerdì, Marzo 5Settimanale a cura di Valeria Sorli

Antonietta Micali- Dammi una penna e ti regalerò parole

L’amore per l’arte non si può descrivere, ma è un sentimento immenso che ti parte dal cuore e arriva dritto nel tuo essere, fino ad avvolgere la tua mente e portarti lontano tra immaginazione e realtà.                           Antonietta Micali, della sua arte ne ha fatto una vera e propria passione.                                                              Un lungo percorso il suo, fatto di emozioni e soprattutto di poesia, racconti e successi!

Scrittrice, poetessa, insegnante e autrice. Come nasce questa tua passione?                                                     La mia voglia di scrivere è nata di pari passo a quella di leggere, sin da bambina ricordo che mi piaceva riempire dei fogli inventando storie e poesie. Crescendo ho iniziato a leggere, mi piaceva moltissimo confrontarmi con una mia amica con la quale ci scambiavamo libri.                                                                    Ho iniziato a scrivere per caso con un progetto arrivato a scuola da un’associazione di enti locali denominata Bimed che proponeva una staffetta di scrittura creativa, cioè la realizzazione di un libro composto da dieci capitoli e scritto da dieci scuole italiane partendo da un incipit scritto da un autore, decisi di partecipare con la mia classe e in seguito mi proposero di scrivere e di fare l’editing. Da quel momento ho capito che era quello che volevo fare da sempre, e così iniziai a fare dei corsi di formazione; un corso di perfezionamento post – laurea sulla scrittura, ma siccome sono convinta che la formazione di un individuo non finisca mai, mi sono iscritta a un  corso di alta formazione di scrittura creativa ed editing proposto dalla casa editrice Armando Curcio, e da quel momento è nato un bellissimo rapporto con l’editore.              L’estate scorsa ho pubblicato il libro Dedalo e Icaro, una riedizione del mito per bambini. La poesia era invece una passione che per troppo tempo avevo tenuto per me, perché credo che a differenza della narrativa, sia un tipo di scrittura più intima e più elitaria, che definisco “letteratura dell’anima”. Avevo una certa ritrosia nel pubblicare, poi mi sono decisa e ho iniziato a partecipare a concorsi banditi dalla casa editrice Aletti, e dal CET di Mogol, arrivando sempre finalista inserendo molte poesie in tante antologie con firme prestigiose come quella di Alessandro Quasimodo, figlio del Premio Nobel Salvatore o quella di Mogol. Con Aletti ho pubblicato la mia prima silloge dal titolo” Mentre eravamo Altrove” con la prefazione di Alessandro Quasimodo. Da un paio d’anni scrivo e pubbliche poesie con varie case editrici, tra cui una silloge “Un ballo alla Vita “, mentre con la casa editrice CTL di Livorno con la prefazione di Rita Iacomino e    la recensione di Teresa Laterza. Ho ricevuto da poco una menzione speciale per il premio di poesia bandito dalla Pro Loco di Limbiate.

Sei laureata in lettere presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Un percorso importante con un grande impegno nello studio in una facoltà così impegnativa. Raccontaci come è scaturita questa tua scelta?

I miei genitori avrebbero desiderato per me una laurea in biologia all’università di Messina, mi ero iscritta ma dopo due esami ho capito che non era quella la mia strada, amavo troppo gli scrittori e i poeti avevo la passione per la letteratura, così cambiai facoltà e luogo, riuscendo alla fine a fare le cose che amavo, iscrivendomi in lettere e filosofia con indirizzo storico- artistico alla Sapienza di Roma. Mi sono laureata con ottimi voti e con una tesi in Storia del Cristianesimo sul Cardinale Giuseppe Guarino, vissuto verso la fine del 1800. Dopo la laurea ho ricoperto il ruolo di Presidente di un centro studi che porta il suo nome, anche perché è ancora in corso la causa di canonizzazione presso la Postulazione della Causa dei santi in Vaticano. Ho continuato le mie ricerche e prendendo spunto anche dalla mia tesi di laurea, ho pubblicato un saggio dedicato a questo Cardinale e al periodo storico in cui è vissuto, dal titolo “Il prevetariello di Montedoro”.

Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?

Mi ricordo di essere andata in una biblioteca da ragazzina, in quanto la mamma della mia amica d’infanzia era docente di storia delle religioni all’università e una volta ci portò con lei. Rimasi incantata nel vedere così tanti libri. Amavo studiare e in biblioteca quando insegnavo a Viadana in provincia di Mantova, finita la scuola andavo in biblioteca a leggere e preparare le lezioni, mentre quando vivevo a Livorno, la domenica mattina mi recavo in biblioteca e poi andavo a fare jogging sul lungomare.

Qual è il poeta con il quale ti identifichi?

Amo tantissimo le poesie di Quasimodo e della moglie Maria Cumani Quasimodo, conosco il figlio Alessandro, attore e scrittore. Mi ritengo molto fortunata perché tramite i suoi racconti ho potuto approfondire la conoscenza di due grandi personalità. Mi piace Alda Merini, Neruda e tanti altri, ma la mia ispirazione deriva dalla Cumani.

Quale consiglio daresti a chi si avvicina al mondo dell’arte?

È un mondo affascinante, soprattutto bisogna credere in quello che si fa, ci vuole molto impegno e molta fatica, ma se c’è la vera passione la fatica si annulla, inoltre ci vuole il talento e quello è un dono.

I tuoi progetti futuri?

Sono davvero tanti! Mi sono iscritta a un master di giornalismo culturale, ho firmato un contratto con un’altra casa editrice e sono certa che non abbandonerò più questa passione e continuerò a scrivere, pubblicare e partecipare a eventi culturali.

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