venerdì, Dicembre 3Settimanale a cura di Valeria Sorli

007- No Time to Die

007 – NO TIME TO DIE

Regia: Cary Fukunaga

Anno: 2021

 

 

 

Dopo i ripetuti slittamenti dovuti alla chiusura dei cinema, è finalmente uscito nelle sale l’ultimo film di 007, interpretato per la quinta volta da Daniel Craig, che ha dato in questi anni nuovo volto e rinnovata personalità, più umana e vulnerabile, all’agente segreto più famoso del grande schermo.

A dare filo da torcere a James Bond stavolta è il perfido criminale Lyutsifer Safin (Rami Malek), affiliato alla Spectre e in possesso di una sostanza biotecnologica in grado di eliminare chiunque venga anche solo sfiorato da essa. Nonostante il suo ritiro dal servizio, Bond entra in azione su richiesta dell’amico Felix Leither (Jeffrey Wright) e affiancato da una new entry, Nomi, l’agente donna che ha preso il suo posto all’MI6 e la mitica matricola 007. Tra inseguimenti spericolati, sparatorie e scene mozzafiato, in parte girate anche in Italia nella suggestiva cornice di Matera, l’avventura di Bond sarà questa volta più difficile del solito perché vengono coinvolti i suoi sentimenti e affetti, l’amata psicologa Madeleine Swann (Léa Seydoux) e una bambina che potrebbe essere sua figlia.

Il male scava nel passato dei personaggi, cerca la vulnerabilità nei legami di famiglia e da lì si fa spazio per diffondersi nell’umanità. Per fermarlo c’è bisogno di tempo e non è tempo per morire, come recita il titolo del film, finché tutti non siano in salvo, ma questa volta la lotta sarà molto dura e richiederà un sacrificio estremo in un finale visivamente ed emotivamente memorabile, che lascia aperti nuovi spunti per i prossimi episodi della saga. Per il resto, sulle note di Louis Armstrong che chiudono il film nei titoli di coda, “we have all the time in the world”, c’è ancora tempo per la speranza e per il futuro.

Diretto correttamente da Cary Fukunaga, dopo la rinuncia di altri più famosi registi, “No time to die” non ha quella marcia in più di “Casino Royale”, “Skyfall” e “Spectre”, che davano maggior spessore ai personaggi e godevano di regia e sceneggiatura più brillanti e d’autore, ma si segue senza sosta nelle sue oltre due ore e mezza e ha l’onore (e l’onere) di dare una svolta fondamentale alla saga bondiana, rigorosamente top secret per chi ancora non ha visto il film.

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