martedì, Aprile 16Settimanale a cura di Valeria Sorli

Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia

Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia18 settembre 2020 –6 gennaio 2021Mostra organizzata da Fondazione CariPerugia Arte e Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia SedeFondazione CariPerugia Arte, Palazzo Baldeschi Perugia. Dopo il rinvio causato dall’emergenza Coronavirus,dal 18 settembre prende il via “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia”, la mostra organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte e dall’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci per rendere omaggio all’artista a 500 anni dalla sua scomparsa.Tra reale e virtuale Raffaello animerà le sale di Palazzo Baldeschi La Fondazione CariPerugia Artee l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”vogliono rendere omaggio a Raffaello Sanzio a 500 anni dalla sua scomparsa con la mostra“Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia”che, rinviata a causa dell’emergenza Covid-19, aprirà i battenti il 18 settembre a Palazzo Baldeschi a Perugia. Fra le manifestazioni riconosciute dal Comitato Nazionale“Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia” è parte del percorso “Perugia celebra Raffaello” e si inserisce nel più ricco programma di celebrazioni “Raffaello in Umbria”,coordinato dal Comitato organizzatore regionale.Tra reale e virtuale: è così che Raffaello abiterà le sale di Palazzo Baldeschi al Corso fino al 6 gennaio 2021. Il sommo artista italiano arriverà infatti in una versione digitale senz’altro coinvolgente, e i visitatori potranno persino vederlo mentre disserta con suo padre e con il suo maestro Pietro Vannucci, detto il Perugino. La cosa eccezionale è che si potranno ammirare, a Perugia, tutte ma proprio tutte le opere legate all’Umbria, oggi conservate nei più importanti musei del mondo. Non solo: la sua eredità artistica verrà raccontata attraverso la produzione dei grandi maestri di cui fu fonte di ispirazione. La mostra infatti è divisa in due sezioni: la prima a cura di Francesco Federico Mancini, con la regia della Fondazione CariPerugia Arte e il contributo della Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche e dell’Archivio di Stato di Perugia, la seconda dal sottotitolo“L’Accademia di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento” realizzata dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”di Perugia e curata da Alessandra Migliorati, Stefania Petrillo e Saverio Ricci,con il coordinamento di Giovanni Manuali,conservatore dei Beni dell’accademia.RAFFAELLO IN UMBRIA Raffaello nel capoluogo umbro ha trascorso più o menosei anni della sua vita, dal 1500 al 1505 circa.Perugia e Città di Castello,rappresentano i luoghi dell’Umbria dove ha mosso i primi passi e svolto una parte significativa della sua formazione artistica,iniziata quando il padre Giovanni Santi chiese a Pietro Vannucci di accettare il figlio nella sua bottega per perfezionarsi nell’arte della pittura. Come è noto, le uniche due opere ancora conservate in Umbria sono il Gonfalone della Trinità, nella Pinacoteca comunale di Città di Castello e l’affresco di San Severo presso l’omonima cappella annessa alla chiesa camaldolese,oggi di proprietà del Comune di Perugia.A Palazzo Baldeschi prenderàvita un’esperienza immersiva dove si potranno ammirare in sequenza tutte le opere umbre del Maestro–se ne contano ad oggi dodici-permettendo ai visitatori di esplorarne anche i dettagli,accompagnati da informazioni lette da una voce narrante. L’esperienza emozionale e innovativa di questa parte multimediale della mostra è data proprio dall’intreccio tra suggestioni visive e sonore.Ecco dunque scorrere le immagini delle opere umbre del grande maestro del Rinascimento: la Pala di San Nicola da Tolentino-oggi ridotta in frammenti e ricostruita virtualmente attraverso alcuni disegni autografi di Raffaello e una copia settecentesca–e a seguire ilGonfalone della Trinità, laCrocefissione Mond, loSposalizio della Verginemesso a confronto con l’opera omonima del Perugino, laPala Colonna, laPala degliOddie laPala Ansidei. E ancora laMadonna delLibro,più nota come Conestabile, l’affresco di San Severo, laDeposizione Baglioni, laMadonna con il Bambino e i Santi-pala d’altare nota anche come Madonna di Foligno–e, infine,l’Incoronazione della Vergine, opera realizzata da Giulio Romano e Giovan Francesco Penni su disegno di Raffaello. In un’altra sala del palazzo,sempre grazie alla magia deglieffetti multimediali,partendo da famosi ritratti alcuni attori in costume rinascimentale porterannoin scena ilpittore urbinate attraverso due dialoghi: il primo(siamo nel 1494), è una conversazione che vede un Raffaello undicenne portato dal padre Giovanni Santi presso la bottega del Perugino, a cui viene chiesto di accoglierlo tra i suoi allievi. Il secondo, a questo punto Raffaello ha 21 anni,è un confronto con il Perugino che ruota intorno ai due capolavori che raffigurano lo Sposalizio della Vergine.Fiore all’occhiello della mostratre prestigiose opere del Rinascimento umbro appartenenti alla collezione dellaFondazione Cassa di Risparmio di Perugiae realizzate da tre maestri a cui Raffaello si ispira e con i quali si relaziona quando arriva in Umbria: la Madonna col Bambino e due cherubinidi Perugino, la Madonna con il Bambino e San Giovannino di Pintoricchio e il Santo Stefano lapidato di Luca Signorelli. L’EREDITA’ DI RAFFAELLO IN ACCADEMIA. Lasezione della mostra, dal titolo “L’Accademia di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento” si articola inquattro parti tematiche e cronologiche che vogliono mostrare e dimostrare come, per tutto L’Ottocento, Perugia grazie alla presenza di Tommaso Minardi, fu un epicentro insieme a Roma della corrente purista e del ritorno all’arte diispirazione religiosa. L’Accademia infatti fu un vivaio di talentuosi pittori che rielaborano la lezione degli antichi maestri,Perugino eRaffaello prima ditutti, attualizzandone modelli e stile, interpretando quel gusto neo-rinascimentale, molto apprezzato anche dal collezionismo e dal mercato internazionale dell’epoca.

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