Sanremo 2026 si è concluso da alcune settimane e tra polemiche (alcune demenziali), meme, delusioni e conferme è il momento di tracciare alcune considerazioni sulla kermesse più importante della televisione.Avevo definito questa edizione un motore diesel a livello musicale ed è stato così: non ci sono state le hit tormentone al primo ascolto, bensì canzoni che hanno necessitato di un ascolto più paziente e ripetuto, capace di conquistare streaming, cuore e classifiche.
Sal da Vinci (alla faccia dei detrattori) regge su tutte le piattaforme supportato da un’intensa attività social tra meme, critiche e apprezzamenti, creando una notevole hype per l’Eurovision.
Come sempre però Sanremo è terra di sorprese: Samurai Jay dal 17° posto sta spopolando con la sua “Ossessione” con oltre 1 milione di ascolti su Spotify, così come Ditonellapiaga best seller in radio e nelle classifiche FIMI. Bene anche per Nait, Fulminacci, Tommaso Paradiso, Arisa. Male per Leo Gassman, Patty Pravo, Enrico Nigiotti, Raf.
Sicuramente meno impattante rispetto al 2025 (ad oggi record dei record) tale quadro conferma che la tendenza di edizioni transgenerazionali è la regola non scritta della kermesse al fine di attirare il principale consumatore del Festival, ovvero un pubblico molto giovane coinvolgendolo in diretta con il televoto e renderlo parte attiva sui social tra Tik Tok e piattaforme digitali.
Foto fb: Sanremo official
