mercoledì, Giugno 10Settimanale a cura di Valeria Sorli

The Only True Protest Is Beauty

FONDAZIONE
DRIES VAN NOTEN
‘THE ONLY TRUE PROTEST IS BEAUTY’
Palazzo Pisani Moretta
San Polo, 2766, 30125 Venice, Italy
25 Aprile—4 Ottobre 2026
Fondazione Dries Van Noten inaugura la sua prima Presentazione “The Only True Protest Is Beauty”, un’esplorazione della bellezza intesa non come risoluzione ma come tensione: un’intensità che mette in discussione ciò che è familiare e apre spazio all’inaspettato. La Presentazione si offre ai visitatori come un’indagine viva, capace di generare riflessione, provocazione e trasformazione.

Peter Buggenhout, The Blind Leading the Blind #48, 2012, Mixed media, covered with domestic dust, Courtesy of the artist and Axel Vervoordt Gallery)
PIANO TERRA

La presentazione si apre nell’androne con The Blind Leading the Blind #48 di Peter Buggenhout, presenza monumentale che afferma la bellezza come esigenza emotiva, piuttosto che come decorazione. Con i suoi oltre quattro metri d’altezza, la scultura orchestra una detonazione silenziosa nello spazio, assecondando la verticalit. dei pilastri in pietra d’Istria pur interrompendone la simmetria con deliberata violenza. Sotto la luce mutevole dei portali ad arco, la sua anatomia composita – una brutale collisione di cartone, ferro e scarti umani – rivela un paesaggio viscerale, corroso dal tempo, che incrina la solennit. dell’ambiente radicandovi una tensione provocatoria.

Comme des Garçons, Collection Spring/Summer 2025, Headpiece by Julien d’Ys, Courtesy of Comme des Garçons.
Christian Lacroix, Haute Couture Fall/Winter 2004, Look 37, Wig by Fabio Petri, Courtesy of Christian Lacroix, STL group.
Kate MccGwire, STIFLE, 2008, Private collector.
Steven Shearer, Whiskered Sentinel, 2024, Courtesy the artist, Galerie Eva Presenhuber and David Zwirner — Julius Blüthner, Grand piano 36437, 1893 — Portrait of Pietro Vettor Pisani by unknown artist, 18th century.
Kaori Kurihara, Pierrot fleuri, 2025, Courtesy of the artist — Tessitura Bevilacqua textiles.
PRIMO PIANO

Il primo piano si sviluppa in otto sale concepite come un dialogo tra oscurità e luce, fragilità e trasformazione. Interni storici veneziani, arte contemporanea e design radicale si fondono attraverso contrasti sorprendenti: la quiete monumentale dei ritratti di Steven Shearer, le silhouette scultoree di Comme des Garçons e Christian Lacroix, e i temi ricorrenti del Memento Mori, della memoria e della rinascita esplorati da artisti quali Joyce J. Scott, Peter Buggenhout e Katsuyo Aoki.

Attraverso la sequenza di sale, colori vivaci, forme distorte, elementi botanici surreali, materiali di recupero e delicate opere in vetro di Ritsue Mishima e Wave Murano Glass creano un’atmosfera che oscilla tra intimità e teatralità. L’artigianato veneziano rimane una presenza costante — dai tessuti Bevilacqua e dal vetro di Murano ai mobili del XVIII secolo reinterpretati — mentre artisti e designer contemporanei tra cui Ayham Hassan, Lionel Jadot e Wendy Andreu sfidano la tradizione attraverso materiali sperimentali e narrazioni emotive, trasformando il piano in una riflessione immersiva sulla bellezza che nasce dalla tensione e dalla trasformazione.

Misha Kahn, Flotsam Jetsam, 2017, Courtesy of Friedman Benda and Misha Kahn — Arthur Vandergucht, Metropolis Cabinet, 2025, Courtesy of Uppercut — Tuscan School, 16th century, CRUCIFIXION WITH THE MOURNING
Joseph Arzoumanov, L’Échiquier des Songes, 2026, Courtesy of the artist.
Virginia Leonard, A Frock Will Hide All Those Sticky Out Bits He Said, 2026, Courtesy of Virginia Leonard and Side Gallery.
SECONDO PIANO

Il secondo piano della Fondazione Dries Van Noten esplora la sperimentazione dei materiali, la memoria e l’illusione. I ritratti monumentali di Steven Shearer, le silhouette scultoree di Comme des Garçons, Christian Lacroix e gli interventi di artisti quali Peter Buggenhout, Misha Kahn e Ann Carrington creano un’atmosfera sospesa tra fragilità e trasformazione.

Attraverso la Biblioteca, la Cappella e l’ex Sala della Musica, legno, metallo, vetro, tessuti e tecnologie digitali vengono continuamente reinventati attraverso le opere di Joris Laarman, Ayham Hassan, Lilla Tabasso e Joseph Arzoumanov, dove l’artigianato incontra la sperimentazione e la memoria emotiva. I temi della pelle, dell’ornamento, dei fiori e del prezioso quotidiano ricorrono in tutto il piano, mentre il patrimonio decorativo veneziano viene stravolto da materie prime, forme distorte e giustapposizioni inaspettate, trasformando il secondo piano in una riflessione immersiva sulla percezione e la bellezza.

Václav Cigler, Panorama, 2010, Courtesy of Galleria Caterina Tognon, Venezia
atelier lachaert dhanis, Trompe l’oeil, 2026, Courtesy of the artists — Alexander Kirkeby, Chandelier, 2025, Courtesy of the artist studio and Uppercut — Chinoiserie decorations featuring exotic scenes and animals

«Ci interessa la bellezza non come risposta, ma come domanda», affermano i fondatori Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe«Non è una fuga dalla realtà, ma un modo per confrontarsi con essa. Quando la bellezza lascia spazio ad ambiguità, lentezza e contraddizione, quando turba invece di risolvere, allora diventa una forma sottile di protesta. Questa Presentazione è un invito a guardare più a lungo, ad accogliere l’incertezza e a riconoscere il fare come un atto profondamente umano, in cui concetto e artigianato si incontrano, portando con sé la cultura e la memoria delle mani».