giovedì, Aprile 2Settimanale a cura di Valeria Sorli

Sanremo 2020- Il Festiva che piace!

Lo show più longevo e seguito della televisione italiana ha chiuso i battenti con un successo senza precedenti, riuscendo a battere ogni record di auditel, polverizzando critici e detrattori, riportando il Festivalone nazionale come il gigante mediatico che avevamo abbandonato a fine anni ’90 dopo i fasti baudiani.

Amadeus spalleggiato all’unisono da Fiorello ha fatto goal, con una precisione televisiva da fare invidia a Ronaldo sul campo, autoincoronandosi re della televisione.

70 anni di storia pronti ad essere reinventati da uno show che ha permeato tutti i media tenendo incollati gli spettatori  per ore e ore, evento impensabile nelle edizioni sfortunate di inizio Millennio targate ad esempio Carrà, Baudo, Panariello, Fazio, Ventura.

A sipario calato è impossibile non sentirsi sazi da uno spettacolo a tutto tondo dove praticamente ogni cosa è stata portata in scena. Finalmente è il momento di cononscere meglio la musica e i 24 artisti.             Ecco i nostri giudizi: buona lettura!

Achille Lauro- Me ne frego  La canzone è passata in secondo piano rispetto allo spettacolo che Achille ha
saputo portare all’Ariston con quella sfrontatezza che solo un grande artista sa di avere e di mostrare.
Caleidoscopico e inaspettato.

Alberto Urso- Il sole ad est  La sua bellezza e la sua voce di velluto hanno trovato un pezzo molto
orecchiabile. Peccato però che lo stile Urso ci arriva un po’ in ritardo, abituati oramai ai fasti de Il Volo.
Rubacuori.

Anastasio- Rosso di rabbia  Bello e intenso. Testo importante, performance azzeccata. Rabbioso.

Bugo e Morgan- Sincero Quando lo show supera e schiaccia un bel pezzo. Peccato.

Diodato –Fai rumore Il talento spacca e riunisce pubblico, giornalisti e critici. Vittoria meritata.

Elettra Lamborghini –Musica (e il resto scompare) Puoi anche non cantare ma diventare una hit virale.
Tormentone prosperoso e ironico. Brava!

Elodie –Andromeda Diciamo la verità: ci siamo concentrati tutti ad ammirare la sua bellezza e le sue
avvenenti scollature. Il pezzo? Si, lo abbiamo ascoltato. Ci piacerà anche in radio.

Enrico Nigiotti- Baciami adesso La drammaticità di Nonno Hollywood era davvero difficile da superare a
Nigio lo sapeva. Pezzo carino ma poteva fare di più.

Francesco Gabbani- Viceversa Due anni anni di riflessione per poi tornare con un pezzo alla Gabbani senza
imitare Gabbani e per un soffio non abbiamo assistito ad un Gabbani bis, felicemente senza scimmia o altre
idee circensi. Un fuoriclasse.

Giordana Angi- Come mia madre Un pezzo molto intenso e di classe. La vetrina del Festival non è stata di
aiuto. Più apprezzabile in radio e live.

Irene Grandi-Finalmente io Bentornata Irene! Sei sempre tu ma sai spolverarti via i luoghi comuni in cui
potevi inciampare rovinosamente. Eppure potevi osare un po’ di più: osa!

Junior Cally –No grazie Gettata la maschera, cancelati i testi osceni, allontanata la provocazione maledetta,
questo pezzo resta nella mente e ha le caratterisrtiche del tormentone con un arrivo sul palco tormento.

Le Vibrazioni- Dov’è Meritava il podio, peccato. Un grande ritorno cantato anche con con il linguaggio dei
sordomuti. Pop vibrante.

Levante- Tikibombom Mi ha convinto meno delle aspettative nonostante le notevoli doti vocali. In attesa di
giudizio.

Marco Masini- Il confronto E’ proprio il titolo di questo pezzo a mettere in crisi la versione 2020 di Masini:
pezzo pulito e coerente con Marco. AAA novità cercasi.

Michele Zarrillo- Nell’estasi o nel fango Pezzo piacevole e ritmato. Lo ascolti una volta e dici wow. Lo
ascolti una seconda e cerchi di cantarlo. Lo ascolti una terza e se non ti piace Zarrillo cambi frequenza.

Paolo Jannacci- Voglio parlarti adesso Bellissimo testo e commuovente performance sul palco. Un pezzo
quel tanto sanremese che basta per lasciarti tanta emozione ma troppo distante per diventare una hit.

Piero Pelù- Gigante. E’ stato proprio come la sua canzone: Piero Pelù si veste di attualità senza rinnegare il
suo stile. Brano orecchiabile e profondo. Sei un Gigante!

Pinguini Tattici Nucleari, Ringo Starr Inizialmente pensi ad una nuova copia de Lo Stato Sociale ma presto ti
accorgi che il pezzo è una hit piacevolissima e li trovi al terzo posto. Tattici e nucleari.

Rancore- Eden Bellissimo pezzo con un testo potente, forse il più impattante del Festival. Autoriale 2.0.

Raphael Gualazzi- Carioca Esplodono i colori e il talento per questo viaggio in Brasile! Grande Gualazzi.
Carlevalesco.

Riki- Lo sappiamo entrambi E’ finito in fondo alla classifica e spero che questo evento non lasci un trauma
indelebile sul faccino di Riki. Certo che le ragazzine lo consoleranno e non solo: il brano è radiofonico. E se
gli ultimi arriveranno primi…

Rita Pavone- Niente (Resilienza 74) L’ho amata da subito: esplode sul palco e riporta Rita Pavone al giorni
nostri. La classifica resta tale ma il pezzo è una bomba. Resiliente.

Tosca- Ho amato tutto Il pezzo più sofisticato del Festival riporta lo stile di Tosca al grande pubblico.
Chapeau.

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