sabato, Settembre 19Settimanale a cura di Valeria Sorli

Rettore, una di noi

Un bel sorriso unito al suo fascino inossidabile: il tempo per lei sembra non passare mai! Un’artista con la A maiuscola: poliedrica, un po’ naif e provocatoria al punto giusto, una carriera considerevole che il prossimo anno la vedrà festeggiare i suoi 40 anni di musica: Donatella Rettore!

Con le sue hit irriverenti e determinate, ha dominato le classifiche nazionali, vincendo Festivalbar e numerosi dischi d’oro. Vanta un grande curriculum, uno straordinario successo costellato da brani diventati cult come: Kobra, Lamette, Di notte specialmente, brano sanremese di grande passione e ancora una dolce Amore stella e tanti altri innumerevoli successi conosciuti in tutto il mondo.

Nel bagaglio artistico di quell’autentica donna carismatica che ha conosciuto personaggi leggendari come David Bowie, Elton John, Annie Lennox, Freddy Mercury, rimane sempre per tutti noi splendida splendente come il sole e il giallo, il suo colore preferito. Un’icona della musica italiana anni 80, seguitissima e amata per quel modello di originalità artistica che la contraddistingue da sempre.

Se il cobra non è un serpente ma un pensiero frequente, ormai diventato quasi una leggenda, nel suo cuore quel pensiero frequente è occupato dalla musica, da Claudio Rego, suo marito, i suoi due cani: Lupo e Orso e da tanti altri pelosetti che ha amato nel corso della vita e che ancora rimpiange, ma come racconta un’antica leggenda, tramandata dalle tribù degli Indiani d’America: “Proprio alle soglie del Paradiso esiste un luogo chiamato il Ponte dell’Arcobaleno”!

Come è iniziata la tua carriera musicale?

Avevo tre anni quando al Caffè Florian di Venezia, sentendo le orchestrine, quelle classiche che alla sera suonano al Gran Teatro la Fenice, quel suono dal vivo mi ha galvanizzato! Ero lì per il mio compleanno, mi sono buttata per terra e mi sono messa a cantare le canzoni del momento e da lì è nato questo sogno che non so ancora se è vero o mi sveglierò, prima o poi!

C’è un brano al quale sei particolarmente legata?

Sicuramente Lamette, perché mi ha dato la possibilità e la chiave nel tempo di arrivare ai giovani di molte generazioni ed è la mia canzone più coverizzata. Ogni anno c’è qualche gruppo, cantante o cantautore che la rifà con successo. Non so quante coverizzazioni sono state fatte, ma sicuramente superiamo le 100, fatte anche in maniera piuttosto professionale. 

Il tuo grande amore con Claudio: cosa ti piace di lui e cosa vorresti rimproverargli? 

Noi siamo umani, pieni di sentimenti, di memorie, di sogni e di ideali e questo fa parte della nostra generazione. No, non ho nulla da rimproverargli, forse di essere un sognatore e siccome sono una sognatrice anch’io, a volte ci perdiamo nelle nuvolette, per cui in una coppia ci vuole uno che ogni tanto dica va beh.. adesso facciamo… visto che abbiamo perso il nostro papà artistico, Roberto Danè e non abbiamo più chi ci porta con i piedi per terra, ne abbiamo follemente bisogno perché siamo due artisti.

Sei molto amata dal popolo LGBT, qual è il tuo pensiero sulle famiglie arcobaleno e i loro diritti?

Che tutti hanno diritto di fare quello che vogliono perché è di libero arbitrio e trovo le famiglie arcobaleno molto divertenti, mi piacerebbe far parte di una famiglia arcobaleno, con le loro litigate, insomma, è bello! Quando ho partecipato a La Fattoria, quella era praticamente una famiglia arcobaleno, eravamo solidali tra di noi, avevamo i nostri scontri, però quella è la vita di società; quando qualcuno se ne va e quando qualcuno arriva, c’è sempre una grande festa, con un tono più soft, più con la testa bassa. Questa è la vita, che sia la famiglia arcobaleno, la vita è famiglia, è lo stare insieme con i parenti, gli amici e con i nostri animali.

Svelaci il tuo segreto per rimanere sempre così frizzante e amata dal tuo pubblico.

Sul palco io cerco di cantare bene, di essere intonata e di fare spettacolo. Io sono una persona molto nervosa, forse è una forza di nervi; in fondo sono un’abitudinaria, una solitaria, non mi dispiace stare da sola, andare in giro con il cane per i boschi, non mi dispiace pensare, scrivere…

Il tuo amore per gli animali, ti ha portato a conseguire il brevetto di educatore cinofilo. Qual è l’esperienza più bella e significativa che hai vissuto?

Le esperienze più belle e significative le vivo tutti i giorni; prima di tutto ho tanti amici perché quando c’è un animale di mezzo che sia un gatto, un coniglio, un uccellino, un cane, un cavallo, un asinello, certi essersi umani si legano ancora di più, cercano di dargli del loro meglio; poi per controparti ci sono quelli che si divertono a torturarli e noi della LAV , degli animalisti italiani, dell’EMPA, cerchiamo di difendere i loro diritti; il primo diritto è quello di non essere più considerati degli oggetti, perché gli animali non sono degli oggetti, sono degli esseri senzienti che hanno un cuore, un cervello, avvertono il dolore esattamente come noi e amano esattamente come noi. Tu pensa a un maialino a cui portano da mangiare e che si affeziona, poi lo portano al macello, è brutta questa cosa che facciamo. Non c’è assolutamente bisogno di fare questo. C’è una parte del mondo che muore di fame e di sete e una parte del mondo che fa gli allevamenti intensivi, perché? Non siamo così denutriti, anzi siamo grassi! Vediamo tante pance e sederi grossi in giro e questo non è salutare!

I tuoi progetti futuri?

Per il momento sono in tournée e poi ho dei progetti che per me sono grandi cose; vedremo entro questo mese di capire se questo progetto avrà luce per settembre o per Natale. 

Chi è per te la gente che piace?

La gente che piace è quella vera, quella che non agisce nell’ombra, che non inciucia, che si rimbocca le maniche e che si merita quello che ha.  

Un pensiero alle persone a cui vuoi bene…

Un pensiero a Gennaro Marchese che è come se fosse il mio fratellino, lui, essendo impegnato con il cinema e la televisione, non ha solo me, ha tanti altri artisti. Un pensiero anche a Alessandro Filippi, un altro bravo truccatore; ho sempre trovato delle persone deliziose e tutti mie fans che mi seguono ormai da quarant’anni e che sono cresciuti con me. Quando li vedo dal palco i loro occhi non sono cambiati, sono ancora quei ragazzini di quindici anni che mi venivano a vedere e adesso ne hanno cinquanta.

Una bella chiacchierata con Donatella, anzi Dada per gli amici, nonostante siano trascorsi vent’anni dalle nostre passeggiate romane con il suo cane David scomparso a quattordici anni, proprio da lei ho imparato quanto sia immensa la sofferenza per la perdita di un animale. Una donna davvero meravigliosa che nella sua immensa dolcezza non può che essere amata dal suo grande pubblico, dai suoi animali e da Claudio, sempre uniti dalla musica e dallo loro grande e unica storia d’amore.

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