domenica, Ottobre 25Settimanale a cura di Valeria Sorli

Polimoda Back to School

Iniziato il countdown per il ritorno degli studenti Polimoda: la facciata di Villa Favard si illumina dei nomi di ciascuno di loro per un benvenuto, o bentornato, davvero speciale.

 

Firenze, 23 settembre 2020 – Mancano pochi giorni al ritorno degli studenti di Polimoda. Lo ricorda la video installazione sulla facciata di Villa Favard, prestigioso palazzo storico sul Lungarno fiorentino e sede centrale dell’istituto, che ogni notte dal tramonto all’alba conta i giorni che mancano al 28 settembre, data ufficiale di partenza dei corsi per l’anno accademico 2020/2021. A scandire il passaggio del tempo i nomi degli studenti provenienti da tutto il mondo che a breve torneranno a frequentare le lezioni dei corsi post diploma quadriennali, biennali e master della scuola di Firenze, in una formula mista in presenza e online secondo le diverse esigenze di una popolazione internazionale.

 

Così Polimoda ha scelto di celebrare il benvenuto, o bentornato, dei suoi studenti. Un modo originale per ritrovarsi, condividere l’attesa e festeggiare insieme la ripartenza dopo i mesi di lontananza, mentre già rimbalzano su Instagram le foto della Villa fatte dagli studenti che immortalano il proprio nome, accompagnate dall’hashtag #PolimodaBackToSchool. Welcome John, Andrea, Sumin, Nisha, Luyao, Lydia, Gabriele, Marco, Apolline e tantissimi altri, in uno spaccato della community di Polimoda che ha sempre fatto della diversità e della multiculturalità uno dei suoi punti d’orgoglio.

 

L’inizio dell’anno accademico è sempre un momento importante, ma quest’anno ha un valore particolare” dichiara il direttore di Polimoda, Danilo Venturi. “Dopo mesi di lontananza forzata, finalmente torniamo ad accogliere i nostri studenti in sicurezza. Grazie alla tecnologia potremo andare incontro alle esigenze di tutti nell’affiancare didattica in presenza e lezioni online, considerato che il 70% dei nostri ragazzi viene dall’estero. Gli studenti sono per noi il centro di ogni cosa e vogliamo accoglierli uno ad uno, chiamandoli per nome”.

 

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