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Azione teatrale per musica
Musica di Christoph Willibald Gluck (1714-1787)
Libretto di Ranieri de’ Calzabigi
Atto di Orfeo tratto da Le feste d’Apollo (Versione di Parma, 1769)L’Opéra de Monte-Carlo presenta Orfeo ed Euridice di Gluck in una versione semiscenica.
Diretta da Gianluca Capuano, questa interpretazione sensibile riunisce Cecilia Bartoli nel ruolo di Orfeo, Mélissa Petit in quello di Euridice e Madison Nonoa nel ruolo di Amore, insieme a Les Musiciens du Prince – Monaco e a Il Canto di Orfeo.
Già acclamata in oltre quindici teatri europei dal 2024, questa produzione riletta viene presentata a Monte-Carlo in una versione che preserva lo spirito dell’originale, adattandosi al contempo alla cornice unica della Salle Garnier. Lo spettacolo mette in luce la chiarezza espressiva e la profondità emotiva della musica di Gluck, in un dialogo sottile tra mito, musica e umanità.
Opera in forma semiscenica
Mercoledì 28 gennaio 2026 – ore 20
Opéra de Monte-Carlo
Pl. du Casino, 98000 Monaco
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Sinossi
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Un’apertura gioiosa, che richiama il matrimonio di Orfeo ed Euridice, ma che si rivela preludio a una tragedia immensa. Il sipario si alza su un funerale, una tragedia di cui non viene esplicitamente rivelata la causa. Orfeo, eroe luminoso e figlio prediletto delle Muse greche, piange la moglie e si ribella a un destino che gliel’ha strappata brutalmente.Che senso ha vivere se Euridice non è più al suo fianco? È allora che appare Amore, rivelandogli che negli Inferi gli spiriti non sono insensibili al fascino della sua voce e alla sincerità dei suoi sentimenti. Orfeo potrà forse scendere nel regno dei morti, placarli e convincerli a restituire Euridice al mondo dei vivi. Ma Amore lo avverte: perché il piano riesca, sarà necessario un atto di fede assoluto —Orfeo non dovrà mai guardare Euridice prima di averla condotta fuori dagli Inferi. Orfeo giura e, primo tra i mortali, varca la soglia dell’Oltretomba, dove una folla di spiriti, indignati da questa trasgressione dell’ordine naturale, tenta di sbarrargli il cammino. Grazie alla dolcezza del suo canto, Orfeo riesce a vincere la resistenza delle potenze infernali e raggiunge i Campi Elisi, dove Euridice finalmente gli appare.Il ritorno, ancor più arduo della discesa nel regno dei morti, costringe Orfeo a confrontarsi con se stesso: i suoi demoni interiori riemergono e il dubbio lo assale… L’apparente indifferenza dell’eroe —unica condizione divina per la salvezza di Euridice —la inquieta profondamente, trasformandola poco a poco in una donna gelosa, che dubita dell’amore sincero del marito. Maledicendo gli dèi, il destino e se stesso, Orfeo compie l’irreparabile nel tentativo di parlare alla donna amata. Si volta, sigillando così il destino di Euridice, che crolla tra le sue braccia, e il proprio. Travolto da questa seconda perdita, Orfeo rinuncia al mondo dei vivi e ridiscende nel regno dei morti, per essere eternamente unito a colei che ama.
