A Roma e a Lucca
le collaborazioni dalle collezioni storiche
del Museo del Tessuto di Prato
dalla Maddalena di Piero di Cosimo alla Turandot di Puccini
Il mese di aprile vede il Museo del Tessuto di Prato collaborare con due importanti istituzioni museali. Il museo pratese contribuisce a testimoniare, attraverso le proprie collezioni storiche, l’importanza della manifattura tessile nel Quattro e Cinquecento e la qualità tecnica ed estetica del costume teatrale in due diverse mostre.
Damasco bicolore, Italia, sec. XV, damasco, seta. Courtesy Museo del Tessuto di Prato
|
|
|
La Maddalena di Piero di Cosimo:
arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino
17 aprile – 5 luglio 2026
Vittoriano VIVE e Palazzo Venezia
Roma, Palazzo Venezia, Antiche cucine
La mostra che si tiene a Roma, nelle Antiche Cucine di Palazzo Venezia, intende stabilire un dialogo fra il dipinto di Piero di Cosimo (1462-1522), la Maddalena e alcuni oggetti d’arte applicata fiorentina di fine Quattrocento che raccontano la vita delle donne a Firenze nel Rinascimento e gli oggetti della loro quotidianità. Edith Gabrielli cura l’esposizione con la consulenza storica di Fernanda Alfieri, Serena Galasso e Isabella Lazzarini. Il Museo del Tessuto di Prato, con l’ausilio della conservatrice Daniela Degl’innocenti, collabora per l’occasione con il prestito di 15 tessuti rinascimentali dalle proprie collezioni, tra velluti, lampassi, bordi figurati, damaschi, bordi di tovaglia quattrocenteschi.
Luigi Sapelli (in arte Caramba), Costume di Turandot (atto II), 1926 Courtesy Museo del Tessuto di Prato
|
|
|
Turandot.
O divina bellezza!
O sogno!
O meraviglia!
24 aprile – 1°novembre 2026
Puccini Museum – Casa Natale, Lucca
Museo del Tessuto, Prato
A Lucca, a cento anni dalla prima rappresentazione, il Puccini Museum – Casa Natale dedica una mostra alla Turandot di Giacomo Puccini, realizzata in collaborazione con il Museo del Tessuto di Prato. L’opera, tra le più celebri del compositore, restò senza finale alla morte del grande compositore lucchese (29 novembre 1924) e l’editore Ricordi ne affidò il completamento a Franco Alfano. Il debutto, già programmato per l’aprile 1925, fu rimandato al 25 aprile del 1926 con la direzione di Arturo Toscanini.
Oltre a documenti e bozzetti che raccontano la prima assoluta al Teatro alla Scala di Milano il 25 aprile 1926, a Lucca saranno esposti per la prima volta due straordinari costumi di Turandot del I e II atto, recentemente rinvenuti dal Museo del Tessuto dopo decenni di oblio, oltre ai bozzetti originali di Galileo Chini.
La mostra è a cura di Simonetta Bigongiari, direttrice del Puccini Museum e di Daniela Degl’Innocenti, conservatrice del Museo del Tessuto di Prato.
Azzedine Alaïa Cristóbal Balenciaga, Scultori della Forma, Installation view,
Museo del Tessuto di Prato, Ph Mario Ciampi
|
|
|
Azzedine Alaïa Cristóbal Balenciaga
Scultori della Forma
a cura di Olivier Saillard
fino al 3 maggio
Al Museo del Tessuto di Prato prosegue fino al 3 maggio la grande mostra “Azzedine Alaïa e Cristóbal Balenciaga, Scultori della Forma”, a cura di Olivier Saillard, che omaggia i due creatori dell’alta moda. Cinquanta capolavori raccontano la couture come scultura e visione del corpo. Balenciaga è un grande innovatore di forme e creatore di architetture da indossare, Alaïa avvolge e scolpisce il corpo come se fosse una seconda pelle. La mostra del Museo del Tessuto di Prato è stata pensata per gli spazi espositivi della ex fabbrica Campolmi, con un allestimento di Guicciardini & Magni Architetti in collaborazione con Arianna Sarti, responsabile esposizioni museali. Completano il percorso il film sulla vita e il lavoro di Azzedine Alaïa realizzato da Joe McKenna, fashion editor e stylist, e un video inedito Haute Couture Estate 1960 e 1968 di Balenciaga, proveniente da Balenciaga Archives di Parigi.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|