sabato, Gennaio 24Settimanale a cura di Valeria Sorli

Lucca prima città smart in Europa amica degli animali

UNIVERSITA’ DI PISA
Lucca prima città smart in Europa amica degli animali
Bilancio in chiusura del progetto IN-HABIT dell’Università di Pisa a Lucca, fra i risultati 15 km di percorsi “animabili”, nuovi servizi con animali per persone fragili, una spinta alla pet economy con nuove imprese nate dalla relazione uomo-animale
Si è concluso il progetto europeo IN-HABIT che ha reso Lucca un laboratorio di innovazione urbana e sociale, valorizzando gli animali come risorsa pubblica per il benessere della comunità. Promosso dal Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa, in collaborazione con il Comune di Lucca e LuccaCrea, IN-HABIT ha trasformato la città toscana nella prima in Europa a dotarsi di una politica integrata uomo-animale, fondata sul principio della “One Health”, ovvero di “salute unica”, capace di generare valore sociale, culturale ed economico.
In cinque anni di attività, IN-HABIT ha rigenerato lo spazio urbano e la vita cittadina attraverso la creazione di 15 chilometri di “animabili”, percorsi smart associati ad aree relazionali pensati per favorire l’interazione tra persone e animali. Il tutto secondo una logica partecipativa che riflette il modello del New European Bahaus, una politica europea che promuove progettazioni urbane belle, sostenibili e inclusive.
Il progetto ha infatti coinvolto la cittadinanza aprendosi a una dimensione sociale e culturale. Centinaia di studentesse e studenti delle scuole primarie e secondarie hanno partecipato a percorsi educativi di coprogettazione urbana. Una delle attività è stata la sperimentazione di “CityPets”, un gioco di carte sulla gestione responsabile degli animali in città. Ma al centro di IN-HABIT ci sono stati anche gli anziani e le fasce più deboli della popolazione, con interventi assistiti con animali nelle residenze sanitarie e l’ideazione di un servizio di pet care per persone fragili.
Accanto agli interventi sociali ed educativi, IN-HABIT ha poi valorizzato la pet economy: sono stati avviati 35 progetti imprenditoriali, dal turismo pet-friendly alla gestione innovativa dei servizi per animali, offrendo nuove prospettive di lavoro, soprattutto per giovani e donne.
“I pet in Italia sono in numero superiore agli abitanti ed oltre la metà delle famiglie ha deciso di condividere la propria vita con degli animali. A questi si aggiungono gli animali presenti in natura che rappresentano fonte di biodiversità e di contatto con la natura di estrema importanza per i cittadini – sottolinea il professore Francesco Di Iacovo dell’Università di Pisa, coordinatore di IN-HABIT – Da questo punto di vista, il progetto ha messo in luce un grande potenziale in termini sociali ed economici, la nostra ambizione è di replicare anche altrove il modello sviluppato a Lucca per avviare percorsi di innovazione capaci di dare nuove risposte ai bisogni emergenti nelle città”.
“Il progetto ha creato una piattaforma di partecipazione che ha coinvolto cittadini, amministrazioni pubbliche e associazioni – aggiunge la professoressa Chiara Mariti dell’Ateneo pisano – i risultati hanno evidenziato la capacità degli animali a ridurre l’ansia e facilitare il dialogo e il confronto anche in situazioni complesse, come quella degli anziani nelle RSA, ma anche creare opportunità economiche per giovani e donne a supporto di un benessere e una salute inclusiva”.
Il progetto IN-HABIT si è chiuso a Cordova (Spagna) con un evento internazionale il 10 e l’11 giugno. A Lucca resta un’eredità concreta, innovativa e replicabile. Dal punto di vista scientifico, i risultati del progetto IN-HABIT sono stati presentati in convegni nazionali ed internazionali, in seminari di divulgazione per stimolare il confronto con altre città in Italia e all’estero potenzialmente interessate a replicarne il modello di ‘città hum-animal’.