mercoledì, Febbraio 19Settimanale a cura di Valeria Sorli

Leggere le immagini di Steve McCurry

Il nuovo anno inizia all’insegna di progetti culturali innovativi e di qualità. Steve McCurry, uno dei più grandi maestri contemporanei della fotografia che, nel corso della sua quarantennale carriera, ha catturato gli sguardi intensi e disperati delle vittime di violenze inaudite delle guerre, presenta una visione diversa del suo lavoro. Il risultato è eccelso nella sua mostra all’Arengario di Monza, aperta fino al 13 aprile, dove pone al centro della propria ricerca artistica il coinvolgimento della lettura come valore universale e individuale. L’artista, celebrato in tutto il mondo e membro di Magnum Photos dal 1986, ha vinto molti premi fotogiornalistici tra i quali ricordiamo il World Press Photo Awards.
L’esposizione, a cura di Biba Giacchetti, promossa da ViDi e Comune di Monza,organizzata da Civita Mostre e Musei, in collaborazione con Sudest57, presenta70 immagini realizzate dall’artista americano e pubblicate in un volume per rendere omaggio al grande fotografo ungherese André Kertész, nonché uno dei suoi maestri.
Gli scatti ritraggono persone di tutto il mondo, in contesti più vari, dai luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzidell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti.
Sono immagini silenziose quelle di McCurry che documentano i rari momenti di quiete durante i quali le etnie più lontane, con le condizioni sociali più disparate e spesso in guerra, si immergono nella lettura dei libri e dei giornali.
Un lungo viaggio dal quale è scaturita la bellezza. E’ la bellezza vera non televisiva,chirurgica o virtuale.      Lo dimostra lo sguardo di Sharbat Gula, la ragazza afghana dagli splendidi occhi verdi indagatori ma orgogliosi sotto un lacero mantello, diventata ormai un’icona. McCurry, quando rivide dopo quasi due decenni la sua protagonista, notò che le rughe non avevano scalfito l’intensità dei suoi occhi e anzi la malinconia riaffiorava come o forse più di prima.
Parallelamente, le sue fotografie sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo. Il percorso espositivo è arricchito da sei video con delle chicche di McCurry sull’arte di fotografare.
L’esposizione termina con la sezione Leggere McCurry , dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto dell’autore, molti dei quali tradotti in varie lingue.
E’ una mostra ambiziosa, un canto d’amore e un monito per l’umanità.
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