lunedì, Aprile 12Settimanale a cura di Valeria Sorli

La notte dei Golden Globe 2021

La 78ma edizione dei Golden Globe si è svolta il 28 febbraio 2021 ed è stata trasmessa in diretta dalla rete statunitense NBC. Le due presentatrici, Tina Fey ed Amy Poehler, hanno condotto la serata dalla Rainbow Room di New York e dal Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills e i candidati hanno seguito la cerimonia dalle loro abitazioni, in ottemperanza ai protocolli sanitari di questi tempi.

Per la sezione cinema, tradizionalmente suddivisa in categoria film drammatico e commedia/musical, si è aggiudicato il premio “Nomadland”, come miglior film drammatico, battendo altri titoli forti come “Mank” di David Fincher e “Il processo ai Chicago 7” (globo d’oro per la migliore sceneggiatura). “Nomadland”, titolo attesissimo da noi e già vincitore al festival di Venezia, ha visto incoronata anche la sua regista, la cinese Chloè Zhao, seconda donna regista a ricevere il premio nella storia dei Golden Globe, dopo Barbra Streisand. Un po’ a sorpresa ha vinto come miglior film commedia il seguito (quasi 15 anni dopo) di “Borat”, “Borat – Seguito di film cinema” con l’irriverente Sacha Baron Cohen, premiato per lo stesso film come miglior attore.

Poco noti al grande pubblico i vincitori come miglior interprete in un film drammatico: Chadwick Boseman per “Ma Rainey’s Black Bottom”, alla sua ultima interpretazione dopo la prematura scomparsa l’anno scorso, ed Andra Day nei panni della celebre cantante Billie Holiday in “The United States vs. Billie Holiday”, battendo la favorita Vanessa Kirby, protagonista di “Pieces of a woman”.

Il premio per il miglior film in lingua straniera è andato al coreano “Minari”, lasciando a bocca asciutta “La vita davanti a sè” di Edoardo Ponti con Sophia Loren, che si è però portato a casa il Golden Globe per la migliore canzone originale, “Io sì (Seen)”, cantata da Laura Pausini.

I premi per la sezione TV sono stati altrettanto ricchi e hanno visto sul red carpet virtuale attori famosissimi, come Nicole Kidman (“The Undoing”), Cate Blanchett (“Mrs. America”), Gillian Anderson (“The Crown”), Al Pacino (“Hunters”), Olivia Colman (“The crown”), solo per fare alcuni nomi. In un anno dove le grandi majors hanno fatto un passo indietro a causa della chiusura dei cinema, la TV l’ha fatta da padrone, rafforzando lo spessore di qualità che negli ultimi anni hanno assunto serie e miniserie televisive. Ad aggiudicarsi più premi è stato “The crown”, miglior serie drammatica, miglior attore (Josh O’Connor), migliore attrice (Emma Corrin) e attrice non protagonista (Gillian Anderson). Miglior miniserie televisiva un altro titolo seguitissimo, “La regina degli scacchi”, con la sua protagonista Anya Taylor-Joy premiata miglior attrice in questa categoria.

Il premio alla carriera è stato assegnato a un’icona del cinema come Jane Fonda, protagonista di indimenticabili pellicole e sempre in prima linea nella lotta contro le ingiustizie sociali e politiche. Ritirando il premio le sue parole hanno toccato proprio questi aspetti: “Tanti film quest’anno, da ‘Nomadland’ a ‘Minari’, mi hanno aperto all’amore e ricordato quanto è fragile la nostra democrazia e quanto piccolo e fragile il nostro pianeta. C’è una storia che abbiamo timore di vedere e sentire e riguarda le voci all’interno della nostra comunità che prende decisioni e attribuisce premi. Portiamo avanti senza paura la diversità. In passato abbiamo marciato: è di nuovo ora di prendere il bastone e rimetterci in marcia”.

Se, come da tradizione, i Golden Globe sono l’anticamera degli Oscar, a breve scopriremo se anche quest’anno le nomination per la prestigiosa statuetta del cinema rispecchieranno la tendenza dei globi d’oro. I giochi sono ancora aperti e non resta che aspettare: a marzo sono attese le nomination, mentre la cerimonia si svolgerà il 25 aprile.

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