lunedì, Aprile 12Settimanale a cura di Valeria Sorli

Jalisse- Non aver paura di chiamarlo amore

Sono due grandi artisti uniti dalla musica e dall’amore! Produttori, arrangiatori e autori italiani, i Jalisse, indimenticabile duo che nel 1997 al 47° Festival di Sanremo con il brano “Fiumi di parole” per la categoria campioni, hanno vinto e conquistato il grande palco dell’Ariston. Il loro lungo percorso musicale li ha uniti sempre di più e senza mai perdere la speranza, soprattutto in un momento come questo dove la pandemia ha messo in ginocchio gli artisti,  proseguono il loro percorso affiancato dai numerosissimi fan che da sempre li seguono.         La musica non si fermerà mai fino a quando il mondo continuerà a girare!

Ho voluto intervistare Angelica la loro figlia maggiore e valida contributor del nostro settimanale, perché è bello raccontare i momenti salienti della loro vita e di quel percorso musicale di due grandi artisti, che con la loro meravigliosa voce e l’energia che li contraddistingue, continuano a regalare serate sul web , divertimento e tanta bella musica!

Sei figlia d’arte, come vivi questa grande popolarità dei tuoi genitori?

Essere figlia d’arte penso sia uno dei privilegi più grandi che la vita mi abbia donato. Sono cresciuta con pane e musica; i miei genitori mi hanno sempre trasmesso energia, positività e grande passione per quello che fanno. Non si sono mai dati per vinti, hanno lottato giorno dopo giorno portandosi sulle spalle grossi sacrifici ma comunque la loro musica non si è mai fermata. La loro popolarità non mi ha mai “disturbata”, anzi; ho saputo apprezzare l’amore dei loro fan fin da subito, rendendomi fiera di quello che hanno costruito e continuano a costruire. Grazie a mamma e papà ho capito come affrontare il futuro e tutti gli ostacoli che potrebbero innalzarsi davanti alle varie opportunità, con lo spirito di un vero e proprio indiano d’America: fedele, onesto, riconoscente e protettore della propria tribù.

Fiumi di parole è stato un grande successo, come l’avete vissuta in famiglia questa vittoria?

Io ancora non ero nata nel 1997 quando loro vinsero il Festival di Sanremo con Fiumi di Parole. Ho ascoltato molti racconti, specialmente di mia nonna materna super orgogliosa di quella vittoria: andarono fino a Sanremo in comitiva per sorprendere i miei genitori senza sapere che avrebbero raggiunto il primo posto. È stata sicuramente un’esperienza magica che avrei voluto vivere anche io insieme a loro.

Tu e tua sorella, non avete mai pensato di intraprendere la strada della musica?

Personalmente, la musica mi piace da matti e da piccola prendevo anche lezioni di pianoforte; mi appassiona scrivere testi ma anche cantare. Mia sorella d’altro canto preferisce il mondo della pittura e della recitazione. Porta con sé davvero tanti talenti e spero che riesca a farli fruttare un giorno.

Io non mi sono mai esposta sotto questo punto di vista forse perché ho altri interessi e altri obiettivi che ho prefissato di raggiungere anche grazie ai miei studi. Sono più spinta verso il marketing e la comunicazione e credo che non mi ci vedrei in una carriera da cantante come quella dei miei genitori. Però chissà, mai dire mai.

Chi di loro due canta sotto la doccia?

Onestamente? Non ho mai sentito nessuno dei due accennare a qualche nota sotto la doccia; di solito siamo io e mia sorella Aurora che ci diamo alla pazza gioia con le nostre playlist mentre ci laviamo. Mamma canta spesso quando stende i panni, stira, cucina o sale le scale che danno sull’uscio di casa. Quando papà è felice lo sento canticchiare un po’ pure lui.

I progetti futuri dei Jalisse?

Quei due non stanno mai fermi. Anche se da ormai più di un anno questa pandemia ci ha rubato gli spettacoli, i concerti e i teatri, mamma e papà non sono mai spariti dalla scena.

Hanno saputo cogliere il momento, non hanno lasciato che il rapporto con i loro seguaci si spezzasse e stanno creando una connessione con tantissime persone provenienti da tutto il pianeta.

Ora come ora si stanno dedicando al lancio di SaNremo a Casa Jalisse (il format che hanno ideato per le loro dirette del giovedì sera) anche in una serie di televisioni private. Davanti a difficoltà come quella che stiamo vivendo in questi lunghi mesi, hanno saputo provare tenacia e hanno trasmesso la loro positività attraverso i sorrisi e le canzoni del loro nuovo album  tra cui il singolo ” Non aver paura di chiamarlo amore”.

Un pensiero per i tuoi genitori.

Sono la mia roccia. Quando io o mia sorella attraversiamo momenti difficili (specialmente a causa del Covid) sono sempre pronti a tendere la mano verso di noi e a confortarci con parole sincere. Non mi sono mai sentita sola o persa proprio grazie a loro.

Spero che possano tornare a cantare sui palchi di tutto il mondo il prima possibile e che questo periodo sia solo un brutto ricordo da lasciarsi alle spalle per poter godersi lo splendido futuro che verrà.

 

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