giovedì, Ottobre 1Settimanale a cura di Valeria Sorli

GYM & Fashion

Anni fa, neanche troppi, 25-30, i settori merceologici dei vari prodotti di moda erano ben distinti: ad ognuno il suo mestiere: i cappellai facevano i cappelli, i guantai i guanti, i gioiellieri i gioielli, e cosi via…poi un po’ la crisi, ma soprattutto la globalizzazione e la necessità di contaminazione, hanno fatto del mondo della moda, un mondo infinito, dove la moda entra nello sport, lo sport si appropria della moda in modo invasivo, la scarpa non è più soltanto il mocassino in coccodrillo o la Church, ma diventa sportiva. Nike, Adidas, Diadora, Fila, Merrel, New Balance, Superga, Puma, Reebok e migliaia di altri marchi, hanno accostato alle loro produzioni specifiche di calzature “runner”, capi di abbigliamento, accessori e persino profumi, creando dei mercati di dimensioni colossali, ma soprattutto sostituendo la tradizionale scarpa stringata con un coloratissima, spesso fluo, calzatura sport, anche sotto un abito di grisaglia, addirittura ammesse in manifestazioni di business, di riunioni di lavoro tradizionale, eventi mondani e le ho viste persino ai matrimoni. Una grande rivoluzione, e non è più lo stadio il luogo dove abitualmente le vedevamo, ma ormai la strada, l’ufficio, ovunque….

E la moda non è stata certo alla finestra ad osservare il fenomeno, anzi, a parte qualche iniziale episodio di firme della moda a siglare limited edition esclusivamente promozionali, ha catturato opportunità incredibili, trasformando marchi di sport in veri marchi cult nel mondo ella moda, addirittura con linee come la Gamme Rouge di Moncler, marchio simbolo della trasposizione di un piumino da montagna contraddistinto da un galletto, trasportando nella moda, facendone un successo mondiale, e portando il prodotto nelle strade, sovrapposto al tailleur di Chanel, ai rigorosi abiti di Brioni, Zegna, o semplicemente ai Jeans Levis, o Diesel, insomma il capo-pumino diventa protagonista di un abbigliamento come una icona dei tempi moderni. Le boutique stesse sono cattedrali del lusso, e i display sono di una tale contemporaneità se non avanguardia. E che dire di marchi del passato, rinati grazie a questo fenomeno, come Colmar, Peuterey, Blauer, K-way, Geospirit, e naturalmente ALV – Andare Lontano Viaggiando by Alviero Martini, mercato nel quale anche la mia azienda non si è sottratta a questa nuova tendenza.

Un Plauso speciale a Dirk Bikkemberger, lo stilista tedesco, stabilitosi in Italia, il quale per primo si è appropriato del mondo dello sport, in particolare del calcio, basando tutte le sue collezioni su questo mondo. All’apertura del suo monomarca di Milano, aveva addirittura escogitato con il suo ufficio stampa un residenza permanente nella sua boutique, una vera e propria casa per un calciatore, (e si sono avvicendati in molti, con tanto di garage al piano terra per la Ferrari o Maserati di turno, e al piano superiore, l’appartamento era percorribile anche dai clienti, ovviamente con qualche sezione della casa assolutamente privata. Fu un evento che destò molto clamore e curiosità, e i suo manichini, volutamente in posa sportiva, e con muscoli ben evidenti diventarono ben presto display per l’intimo che credo abbia fatto la fortuna di Dirk, al quale mando un cordiale saluto.

Del mondo del calcio, una buona dose di investimenti li ha fatti anche Dolce e Gabbana, e da non sottovalutare che  forse il fischio di inizio lo ha proprio dato Armani con le campagne pubblicitarie dell’intimo con la superstar del football David Beckam, seguito da Ronaldo, e una infinità di atleti, per arrivare a sponsorizzare la Nazionale Italiana alle Olimpiadi di Rio 2016, con un ritorno di immagine straordinaria. Prada con la sua Luna Rossa compete a Livello mondiale con la America’s Cup  già dall’83. La lista è infinita e la contaminazione è ormai un dato di fatto, e non c’è designer che proponga la sua collezione, ampia o una capsule di “moda sportiva” o di “Sport modaiolo”. Per il bene economico di un settore che in Italia fa moltiplicare i valori.

Si è visto anche come l’arte ha spesso influenzato la moda e come la moda abbia portato l’arte a “letture” meno intellettuali, anche se con contenuti altamente simbolici.

Ma torniamo al mondo della GYM & Fashion, ed ora si assiste addirittura a vere e proprie edizioni di linee da palestra, il mondo gym, completi di tutto il necessario, nei materiali d’ordinanza, quindi capi tecnici e propedeutici alle necessità reali dell’esercizio fisico, ma corredate di accessori come borse, giacche  in nylon per uscire dalla palestra e nei prossimi anni assisteremo ad un fenomeno sempre più crescente, visto il successo, determinato dalle esigenze di una clientela sempre più vicina al benessere fisico, e dunque ricorrere alla palestra principalmente per vanità, ma da non sottovalutare le necessità di una presa di coscienza di una vita salutare che vede il luogo di aggregazione del fitness, come un rimedio alle carenze di sport, di movimento, di prevenzione, e ben venga tutto questo.

Sempre di più assistiamo a fisici, maschili e femminili, palestrati, in forma, in taglia, e talvolta eccessivi, ma sicuramente meglio questo atteggiamento rispetto agli anni precedenti dove la fisicità era vista come una pura esibizione e l’uomo, magro e senza muscoli sembrava essere la norma.

Altro è il discorso di prodotti non consoni alla salute e purtroppo spessissimo utilizzati, venduti e consigliati come per esempio: anabolizzanti, creatine, integratori, non sempre legali, anzi dopanti, che rischiano di alterare non solo le funzionalità fisiche, ma anche mentali.

Un fisico in forma si, con allenamenti di ogni tipo, ma no a prodotti nocivi per la salute. E Lasciamo agli artisti del muscolo, quelli da esibizione e competizione, la loro ossessione, e restiamo nel nostro mondo, dove ogni uomo e donna uscito dalla palestra, possa ancora indossare senza forzature le nostre creazioni, senza mancare di proporzioni tra torace, spalle, fianchi, bacino, cosce e spessi i trascurati polpacci, perché si sa, si guarda prima il viso, appoggiato su spalle e pettorali bene esposti…

Dunque GYM si, Moda si, connubio perfetto, ma no ad anfetamine e steroidi contrari alle esigenza del fisico.

Mente sana in corpo sano, o corpo sano con mente collegata… insomma, si al benessere fisico, con le giuste precauzioni.

SI ASSOLUTAMENTE al mix fashion-sport!

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