giovedì, Febbraio 21Settimanale a cura di Valeria Sorli

Francesco Palmisano: Essenza del segno

 

Il capoluogo lombardo visto con uno sguardo diverso. L’impoverimento di ideali e l’abbandono di aree dismesse della periferia hanno sempre fatto riflettere gli artisti più sensibili e meno interessati alle leggi del ‘mercato’, attraverso le loro opere. Francesco Palmisano, ne è consapevole, come si denota dalla selezione dei suoi lavori presentati nella mostra personale “Segni” che si inaugura martedì 15 gennaio alle ore 18.30 presso l’Hotel 38 in via Canonica, 38 a Milano.

«Non guardo mai la televisione». Questa affermazione di Palmisano, apparentemente snob, in un epoca dove in tv i talent show vanno per la maggiore, ci conforta. L’artista, dopo avere attraversato diverse fasi di sperimentazione, pur esprimendosi con una pittura informale, giunge ad un arte più concettuale. L’esposizione, aperta tutti i giorni fino al 30 gennaio, ripercorre la serie di tele, alcune di grandi dimensioni, che indagano sulla essenza del segno primitivo come forma primaria di comunicazione.

La produzione, iniziata nel 2008, interrotta più volte e terminata solo nel 2017, si sviluppa a partire da un segno singolo fino a identificarsi in una associazione di linee (esclusivamente nere) cercando la legittimazione del semplice gesto. Una spontaneità comunicativa che arriva quasi alla “negazione” del segno stesso in quanto dimenticato dalle moderne tecnologie comunicative. Dunque un linguaggio essenziale, privo di fronzoli ma di forte impatto e significato come lo era nelle civiltà primitive.