martedì, Agosto 20Settimanale a cura di Valeria Sorli

Francesco Boccia: La musica, il mio grande amore

 

Chi non ha mai cantato Turuturo almeno una volta nella vita? Oppure avete presente Grande amore de Il Volo? Dietro a questi due mondi così diversi c’è il nome di Francesco Boccia. Napoletano doc è uno dei cantautori più apprezzati del nostro paese: in lui la musica è vita e la vita è musica.

Come hai iniziato a scrivere e cantare?

Da sempre ho saputo che questo sarebbe stato il mio lavoro: mia mamma amava suonare il pianoforte e comporre canzoni. Devo a lei l’amore per la musica. Da piccolo il pianoforte era il mio giocattolo preferito e ho sempre suonato. La prima canzone è arrivata a 12 anni, ad oggi ancora inedita.

Nel 1996 il tuo primo ruolo importante: sei entrato nel cast di Domenica In.

Era un periodo in cui facevo tutti i provini possibili! Fu un colpo di fulmine con Mara che mi volle a tutti i costi in trasmissione.

Ma il grande successo arriva nel 2001 con Turuturo: ma come ti è venuto in mente questo titolo?

E’ il suono del cuore e dei pensieri che ti girano per la testa quando sei innamorato. La canzone è nata in modo spontaneo, semplice, vero: mai avrei pensato che sarebbe diventato un tormentone che dopo tanti anni risuona ancora per la testa!

Eppure ha venduto oltre 1 milione di copie in tutto il mondo! Credi che proprio questo titolo sia la chiave del successo?

In Italia si, ma in Brasile, ad esempio, ha un titolo completamente diverso. Credo che sia stata la freschezza della melodia e la bellezza del testo, non il titolo, a decretare questo successo.

Tuttavia, dopo quel Saremo del 200 e una grandissima popolarità hai dovuto affrontare un periodo di grandi difficoltà.

Proprio così: dopo un’estate pazzesca a novembre non ho più retto e sono entrato in una forte depressione. Avevo tantissime aspettative che non sono arrivate, troppe emozioni, troppe cose tutte insieme: ne sono uscito con forza e coraggio. Negli anni successivi ho continuato a suonare, comporre, cantare, sognare: credo che i sogni possano davvero avverarsi ma bisogna inseguirli con tanta costanza e determinazione.  Ho fatto tanto teatro, musical, cinema, fiction (La squadra) ma la musica è sempre stata la mia grande passione.

Il tuo Grande amore: siamo nel 2015 e questo pezzo ha portato il Volo sul podio. Che cosa rappresenta questo successo planetario?

E’ stato il coronamento di un sogno e tanta fatica. Vedi, io sono un musicista e cantante sul campo: non ho mai smesso di fare spettacoli live, da sempre: dai grandi palcoscenici fino al piano bar. Il palco è il mio mondo: la musica è stato il propulsore di ogni mia scelta, la forza per superare momenti durissimi, la ragione per non mollare. Grande amore è forse uno degli ultimi successi mondiali nati in Italia: pensa che hanno tradotto questa canzone in tutte le lingue del mondo. Io e Tommy Esposito l’abbiamo presentata per ben 6 edizioni al Festival, rimando sempre fuori: ci dicevano che era una canzone troppo  vecchia ma noi non ci credevamo, eravamo due pazzi, certi che questa canzone sarebbe stato un successo. In caso contrario l’avremmo chiusa per sempre nel cassetto. Fu invece Carlo Conti a volerla al Festival e fu proprio lui a proporla a Il Volo che dapprima la rifiutarono ma dopo averla incisa la scintilla si accese:  era nato un grande classico. La vittoria al Festival e il terzo posto all’Eurovision Contest Song fu un propulsore  enorme: questa canzone ha veramente fatto il giro del mondo.  Mi ha cambiato la vita.

A chi dedichi questo successo?

Alle persone che mi hanno sempre aiutato a credere nel mio sogno, a chi ha condiviso con me questa passione, alla mia famiglia, alle persone che sa sempre lavorano con me e oggi a mia moglie.

Altra curiosità: come è nata la famosissima “Cucciolo”?

E’ nata per il Sanremo 2007 anche se fu scartata. Ho scritto questa canzone pensando a mio padre: arriva un certo momento della vita nel quale i ruoli padre-figlio si ribaltano. E’ una canzone molto delicata: prendersi cura dei propri genitori nel momento del bisogno, quando l’età avanza, quando i problemi arrivano davvero è uno degli atti d’amore più grandi. Questo era il senso della canzone, anche se con la partecipazione a Stile Libero Max sarebbe diventata un tormentone. Dopo una prima discussione con Richard Benson ci siamo capiti e sono stato al gioco per cinque puntate interpretando Cucciolo in versione dance, metal, rock, brasiliana etc…

Vorresti tornare al Festival?

Si, come interprete non solo come autore.

Dove ti vedremo prossimamente?

In tournée: da 13 anni porto in giro per l’Italia lo spettacolo Francesco Boccia e I Made in Italy, dove interpretiamo le canzoni italiane che hanno fatto il giro del mondo, da Volare in avanti. E’ un grande omaggio alla musica italiana.

Come descriveresti la musica?

Un grande amore.

 

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