lunedì, dicembre 17Settimanale a cura di Valeria Sorli

Daniela Poggi: Trovo la mia energia nella fede

Affascinante e gentile, una donna che rappresenta la semplicità e la raffinatezza; attrice, conduttrice e scrittrice. Una carriera importante quella di Daniela Poggi che vanta numerosi successi, conquistati dal suo grande talento e da quella capacità innata. Credo che il giorno di nascita sia influente nel percorso di vita di ognuno di noi, lo dimostra il fatto che Daniela si porta con sé il diciassettesimo giorno del decimo mese dell’anno, con la sua forte predisposizione per la bellezza della vita e la minuziosità nel lavoro, certamente con quella grande propensione per sfidare la sorte ma anche per aver cercato quel buon equilibrio nella vita.L’abbiamo vista interpretare film importanti come l’ultimo “L’Esodo” del regista Ciro Formisano, nel quale ha saputo immergersi splendidamente in quel ruolo così commovente che porta sul grande schermo un dramma ingiustamente trascurato.Un’impeccabile conduzione per ben 4 anni nel noto programma “Chil’ha visto” in onda su Rai 3, ambasciatrice dell’UNICEF con partecipazioni ad alcune missioni per aiutare i bambini in Africa; insomma, c’è ancora tanto da raccontare di questa donna così tanto attiva nel sociale e nella sua brillante carriera che da ben 40 anni la vede impegnata tra teatro, cinema, televisione. Noi de “La Gente che Piace” non potevamo esimerci nel conoscerla da vicino perché infondo lei, piace davvero tanto!

Daniela,tu sei una donna impegnata a 360 gradi, dove trovi tutta questa bella energia?

Trovo l’energia nella fede.

40 anni di carriera tra teatro, cinema e televisione. Un percorso importante e impegnativo, tirando le somme cosa ti senti di dire a Daniela?

Che ancora deve galoppare per altri quaranta, almeno!

Hai lavorato al fianco di grandi nomi del cinema. Come era il cinema di allora rispetto a quello di oggi?

Quando sono nata io artisticamente, esisteva la commedia brillante,sicuramente erano tempi migliori in quanto si lavorava molto di più,c’era più gioia nel lavoro, ci si divertiva anche con piccoli privilegi che potevamo avere noi artisti. Oggi è diventato quasi più un lavoro rutiniero, quasi ministeriale, a volte un po’ ingrigito,più burrascoso per tante cose che ci sono state tolte a noi artistiche operiamo nel teatro piuttosto che nel cinema, perché a quel tempo la cultura aveva il senso di esistere e si investiva molto,oggi non è più così. Quindi se tagli l’investimento e la cultura, inevitabilmente togli la possibilità ai teatri e ai cinema di vivere, di esistere e di poter divulgare l’arte e messaggi importanti, perché il nostro lavoro non è soltanto dare entertainment. E’ anche poter dare alle persone la possibilità di scegliere di vedere quel film o di guardare un programma televisivo,piuttosto che andare a teatro, di porre dei dubbi o approfondire un determinato argomento.

Registi di grande calibro come Pier Francesco Pingitore, Sergio Corbucci ,Steno, Giovanni Veronesi e molti altri. Chi di loro ti è rimasto veramente nel cuore?

Ognuno di loro, perché ogni incontro è individuale e lascia il suo segno,ogni incontro è dettato da attimi, di sguardi, di dolcezza, di scontri, di piccole discussioni sul personaggio; quindi, ogni regista che ho incontrato sia nel cinema, nel teatro che in televisione,insomma sono stati tutti estremamente importanti perché ogni essere umano è unico. Bisogna riuscire a vedere quello che possono darti; è sempre un viaggio meraviglioso che si fa nell’incontrare l’altro.

Che ricordi hai di Walter Chiari?

Un ricordo straordinariamente affettuoso di grande tenerezza, un uomo estremamente sensibile, delicato, riservato, molto ironico e anche tanto solo nel suo intimo, nel suo io, nella sua vita privata; carico di un passato ma con un futuro particolarmente svuotato. Lo ricordo veramente come una persona a me molto, molto cara che ha fatto parte della mia vita.

Alviero Martini, il nostro capo redattore e tuo amico, con il quale hai lavorato insieme. Quali ricordi hai di quei tempi?

Con Alviero abbiamo fatto due anni di tournée teatrale insieme, era il 1979 con “Felice e Contenti di Gino Bramieri. Un incontro fantastico quello con Alviero, tant’è che dura da 40 anni; è una persona meravigliosa, ci siamo divertiti un sacco,abbiamo riso, scherzato, viaggiato, lavorato! Eravamo molto uniti durante la tournée, uomo di straordinario talento creativo inventivo, disegnava, costruiva, aveva tante idee, tanta voglia, con un’energia pazzesca che ringraziando il Signore gli è rimasta assolutamente intatta e che a volte invidio perché dico ma come fa?Dorme così poco ed ha un’energia così frizzante!

Il grande dolore che hai vissuto accanto a tua mamma Mina, una donna straordinaria che ti ha insegnato che l’amore si vive in simbiosi,scambiandosi quei ruoli che la vita ci ha assegnato ma che poi all’improvviso ci capovolge, tu madre lei figlia. Un pensiero per lei, il tuo angelo di luce.

Mi manca tanto, tanto, tanto da morire, come mi manca anche tanto mio padre, però mamma andandosene ha sradicato totalmente la mia esistenza è come se oggi mi ritrovassi così, senza più radici ed ogni giorno cerco di andare a capire se è rimasto qualche tubero da qualche parte, qualche pezzetto; è stata un’esperienza molto forte, molto violenta e dolorosa, ma anche straordinariamente piena di amore, ed è stato un dono che ho ricevuto, quello di poterla assistere come persona privilegiata, curandola a casa con tutto ciò che comporta, costi, medici ecc. Anche lì, il Signore mi ha ascoltato; ero terrorizzata che potesse succedere qualche cosa di brutto, che dovesse andare in ospedale, che mi mancasse in una corsia di un Pronto Soccorso a Roma, invece si è addormentata mentre io le tenevo la mano e pregavo, e tra le mie braccia ha esalato l’ultimo respiro. Un dono che mi è stato dato fantastico e che certo, ha segnato fortemente la mia vita, la mia anima.

Credi che la fede sia importante nella vita?

È determinate, almeno per me assolutamente. Non potrei vivere senza quella, ogni volta mi ha tirato su per i capelli e mi ha ridato respiro e il senso della vita.

I tuoi progetti futuri?

Adesso sto facendo le prove in una commedia teatrale di Florian Zellerche si chiama “Amici, amori amanti” ovvero la verità,insieme a Pino Quartullo, Eva Grimaldi e Attilio Fontana. Prossimamente farò un altro testo teatrale che adesso stiamo definendo con il regista perché contemporaneamente inizierò le prove di un lavoro di un pezzo di Valeria Moretti su Emily Dickinson che si chiama Vertigine in altezza; è un progetto al quale tengo moltissimo perché Emily Dickinson è una poetessa che adoro e che sento molto affine a me. Lo faremo al Teatro La Pergola di Firenze con la regia di Emanuele Gamba e quindi sarà un lavoro molto impegnativo sul quale dovrò lavorare tanto. Poi ho fatto un bel ruolo nel film di Alberto Gelpi,che si intitola “La mia seconda volta” sulla storia di Giorgia Benusiglio.

Chi è per te la Gente Che piace?

Ma questa è una domanda che mi pongo sempre, perché spesso e volentieri mi chiedo “Ma come fa quella persona a piacere? “E di conseguenza forse sono io che lo chiedo a te “Chi è la gente che piace?” O meglio: come si fa a piacere alla gente? Altra domanda:la gente che cosa vuole dagli altri?

Una meravigliosa intervista con Daniela Poggi, una donna che posso ritenere amica per la sua disponibilità, grande umanità e gentilezza; quindi alla sua acuta domanda, io rispondo semplicemente così: Non c’è dubbio: La Gente Che Piace!!!