lunedì, dicembre 17Settimanale a cura di Valeria Sorli

Attila: L’opera di Verdi inaugura il Teatro alla Scala

«Diffondere la cultura musicale e la conoscenza della tradizione del melodramma è parte della nostra missione statutaria». Con queste parole il Sovrintendente e Direttore Artistico del Teatro alla Scala Alexander Pereira lancia un forte segnale per iniziare una rivoluzione educativa. E prosegue: «Milano è una città internazionale e molto diversificata. Basti pensare all’offerta culturale della stessa Scala, che è uno dei teatri più famosi al mondo. Se poi aggiungiamo il patrimonio artistico, lo dico senza retorica, l’Italia è il Paese più bello del mondo».

Il 7 dicembre Attila di Giuseppe Verdi inaugurala Stagione scaligera con la direzione del Maestro Riccardo Chailly e la regia di Davide Livermore. Il titolo è particolarmente adatto sia per il valore musicale che per i molti rimandi storici e culturali. La storia del re degli Unni e del suo amore per Odabella viene collocata dal V secolo al Novecento; un popolo invaso dagli oppressori è purtroppo una tragedia che si ripete.

Il debutto dell’opera verdiana alla Fenice di Venezia nel 1846, non ebbe il successo sperato, tuttavia si affermò, con cautela, nel repertorio ottocentesco.
L’inaugurazione nella città meneghina, trasmessa in diretta mondiale dalla Rai,sarà impreziosita dalle voci di Ildar Abdrazakov, alla sua terza ouverture, nei panni del protagonista, Saioa Hernández, che invece debutta alla Scala, è Odabella, Fabio Sartori è Foresto, mentre George Petean interpreta Ezio.

Per l’occasione il capoluogo lombardo si illuminerà, dal 1° al 9 dicembre, con la settima edizione della “Prima Diffusa” con concerti,reading e performance in oltre 40 luoghi e spazi simbolici della città con più di 50 eventi gratuiti tra rievocazioni, laboratori,reading e performance, incontri e conferenze.

Il fulcro di questo progetto sarà nuovamente costituito dalle proiezioni in diretta dell’opera, in collaborazione con il Teatro alla Scala e RAI, che ne cura le riprese e la diffusione in diretta su Rai 1 e via satellite.

Molti i luoghi simbolici come gli Istituti penitenziari San Vittore e Cesare Beccaria, la Casa dell’Accoglienza ‘Enzo Jannacci’, ma anche nuove sedi come i tre grandi alberghi Hotels Four Points by Sheraton, Double Tree by Hilton e Grand Hotel Villa Torretta.
Numerose riprese saranno precedute da guide all’ascolto a cura dell’Accademia Teatro alla Scala.

Una buona notizia. La scarsa affluenza dei giovani a teatro è in controtendenza. L’anno scorso le lunghe attese per aggiudicarsi un biglietto per la Prima di l’Andrea Chénier, riservata agli under 30, non ha avuto eguali: i ragazzi sono aumentati del 20%. Portare una nuova generazione a teatro è una conquista per tutti.