lunedì, Settembre 21Settimanale a cura di Valeria Sorli

Alviero Martini: la scarpa, il top del fetish

La storia della scarpa è vecchia quanto l’uomo. Già in epoca preistorica il bisogno di coprire e proteggere i piedi fa nascere scarpe primitive fatte con suole di fibra vegetale o con pelli non conciate e legate al piede con un sistema di lacci dello stesso tipo. Le prime testimonianze grafiche di calzature indossate dall’uomo risalgono a circa 15.000 anni fa, su dipinti rupestri spagnoli. e ha seguito passo a passo il cammino dell’uomo verso la modernità. La storia della scarpa è un grande racconto di artigianalità. 

Tra le civiltà antiche, gli egizi avevano già assegnato alla calzatura un carattere simbolico facendone un tratto distintivo del rango superiore. Fenici, persiani e sciiti attraverso peculiari tecniche creavano sandali o stivali, a seconda del clima e della regione abitata. Ma fu con gli antichi greci che la storia della scarpa cominciò ad assumere forme e modelli base.

Anche i romani adottarono tecniche di concia delle pelli simili a quella dei greci, etruschi e galli che prevedevano l’uso di materie grasse, prodotti vegetali e allume e anche per loro il tipo di scarpa divenne presto simbolo dello status sociale di chi le portava. L’evoluzione della scarpa fino all’età moderna.

Le corporazioni dei calzolai e dei ciabattini veneziani del XII secolo comprendevano categorie speciali di artigiani. I “Solarii” producevano solo suole per scarpe e calze solate ovvero una specie di calza maglia cui veniva applicata una suola in cuoio. I “Patitari” producevano zoccoli chiamati “Patitos” con tomaia in pelle di montone e suola alta.

Poi in Francia, nel XVI secolo, si diffonde la moda lanciata da Caterina de’ Medici delle scarpe con il tacco, le Souliers à pont.  Le nobildonne sfoggiano anche ciabattine e scarpette impreziosite da tomaie in seta o velluto con ricami in rilievo e fili d’oro o argento distintivo del rango sociale.

Lo stile italiano

Dopo la seconda guerra mondiale è lo stile italiano a dettare il passo: sandali più audaci e decolletè danno la cifra delle nuove tendenze. Negli anni Sessanta si diffondo i nuovi trend legati alla Pop Art ma nei due decenni seguenti l’Italia torna regina della moda grazie a marchi e firme del made in Italy, che non hanno certo bisogno di presentazioni: da Valentino a Versace, da Prada ad Armani. Negli anni Novanta il nero è il colore dominante, per uomo e donna, secondo uno stile più minimalista.

Oggi le scarpe dopo essere state per secoli e secoli un prodotto esclusivamente artigianale vengono prodotte per la stragrande maggioranza su larghissima scala, con mille materiali diversi e con colori e forme di ogni tipo. Certo, tutt’altra cosa rispetto alla lavorazione di una calzatura creata artigianalmente, per un prodotto di qualità che rende giustizia non solo ai nostri piedi ma soprattutto a una storia così ricca di significati e affascinante come quella della scarpa.

Ma quale donna non ha come feticcio principale proprio la scarpa? Vi ricordate Imelda Marcos,  che apriva la sua scarpiera mostrando migliaia di preziosissime scarpe. E non è l’unica, io ho amiche che se non la pareggiano poco ci manca. Quella dell’acquisto delle scarpe. Credo sia una libidine tra le più irrefrenabili, e la calzatura italiana nel mondo ha sempre avuto un posto di grande prestigio. Oggi poi, credo si l’accessorio che si é evoluto maggiormente, e designer come Zanotti, Blahnik, Pollini, Gucci, Louboutin, Paciotti, Jimmy Choo, Weitzman, o le car shoes di Hogan ma anche Casadei e  mille altri hanno contribuito non poco alla nostra economia con originalità, qualità e femminilità. Nessuno escluso. La scarpa poi ha subito talmente tante contaminazioni e si è concessa tanti permessi, che oggi lo sport compete con l’elegante e nella borsa di una americana troverai la sneakers da lavoro e il tacco 16 per il cambio/cocktail. La calzatura non è il mio settore di appartenenza principale, tuttavia qualche milione di paia le ho vendute e continuo a produrle.. sempre più destinate alla donna o uomo che viaggia, attenti alla praticità, ma alla ricerca di quello stile particolare che ogni griffe da. Proprio i questo periodo lancio la nuova linea calzature ALV- Andare Lontano Viaggiando, affidata ad una azienda di Vigevano, patria insieme alle zone limitrofe dei migliori calzaturifici italiani, che si competono il primato con le marche, altra regione di grande produttività calzaturiera. 

Ma al di la dei dati, della storia della calzatura, è il fenomeno sociale di questo oggetto del desiderio che merita una profonda analisi. Spesso la donna non ha una buona relazione con i propri piedi, ed è raro incontrare piedi bellissimi, spesso si nascondono difetti che altri arti non hanno. Mi è capitato di lavorare con top model, con modelle di livello, o con semplici clienti, e spesso mi sono trovato davanti ad una timidezza nel mostrare il piede, come se fosse un arto minore. Eppure anche la cura estetica del piede ha una grande peso nell’economia. La cinematografia, quella televisiva poi, sesso hanno incentrato propri sulla scarpa il trofeo da conquistare, il goal da assegnare aggiudicandosi l scarpa più trendy, la più costosa, quella all’ultimo grido della moda. Tutti ricordiamo episodi di Sex in the City, dove Sara Jessica Parker non usciva senza la sua “Manolo”. Ma lasciamo agli studiosi il compito di analizzare il fenomeno sociale, noi ci limitiamo a presentare novità, in ogni settore, e nella calzatura, non sottovalutiamo il peso psicologico che la scarpa ha nell’anima della donna, nell’eros, nella praticità. 

La mia proposta è ampia a sufficienza pe soddisfare il buon gusto delle mie Clienti, ma manca sempre quella che non c’è…. In fondo è cosi ampio e vasto il settore che non si possono soddisfare tutti i desideri, realizzare i sogni di tutte, e far gioire, impazzire, delirare un cos’ raffinato oggetto. 

Viva le donne e viva  il loro feticcio: la scarpa!

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