mercoledì, Giugno 3Settimanale a cura di Valeria Sorli

Alviero Martini: gli occhiali, storia di un accessorio

Seneca pare indicare nelle sfere di vetro un mezzo per ingrandire le immagini. Plinio scrive che Neronem principem gladiatorum pugnas spectasse smaragdo, che da taluni è intesa come testimonianza dell’uso, da parte di Nerone, di uno smeraldo a fini ottici durante i giochi gladiatori. I primi documenti sicuramente veri e ancora esistenti intorno a questa invenzione sono localizzabili in Veneto, in particolare a Treviso all’interno della Sala del Capitolo del convento domenicano della chiesa di San Nicolò, a partire dal dipinto del cardinale Ugone di Provenza eseguito da Tommaso da Modena nel 1352. Questo affresco è una delle prime testimonianze dell’uso degli occhiali.

Nei Capitolari delle Arti Veneziane del 1284 si distinguono gli occhiali (roidi da ogli) dalle lenti d’ingrandimento (lapides ad legendum), e si prevedono pene per chi fabbrica occhiali in vetro: significa che l’arte di costruirli non è recente, poiché solo un’arte consolidata è remunerativa in maniera tale da giustificare una contraffazione. E qui il Cadore coglie l’occasione per monopolizzare la produzione che in futuro diventerà un  polo mondiale del settore. 

Il 23 febbraio del 1305 si registra una predica presso la chiesa di Santa Maria Novella in Firenze , in cui il domenicano beato Giordano da Pisa o Rivalto comunica al popolo che non è ancora venti anni che si trovò l’arte di fare gli occhiali che fanno vedere bene, ch’è una delle migliori arti e delle più necessarie che ‘l mondo abbia, ed è così poco che si trovò: arte novella che mai non fu… io vidi colui, che prima le trovò, e fece e favellaigli. Gli occhiali furono un miglioramento rispetto alle lenti di ingrandimento, poiché permettono di vedere nitidamente gli oggetti nella loro dimensione reale. I primi occhiali si appoggiavano direttamente sul naso, come una sorta di pince-nez: le stanghette laterali, poggiate alle tempie e alle orecchie, comparvero intorno alla metà del XVIII secolo.

I primi occhiali, dotati di lenti convesse, rimediavano alla presbiopia (la difficoltà a mettere a fuoco da vicino). La loro diffusione a partire dal XIV secolo ebbe anche conseguenze sull’economia: infatti permise l’allungamento della vita lavorativa di tutti coloro le cui attività richiedono una buona vista da vicino. Dopo i 40 anni, molte persone iniziano a soffrire di presbiopia, e ciò rende difficile o impossibile svolgere attività come leggere, scrivere, costruire piccoli oggetti e strumenti di precisione, cucire o ricamare. L’uso degli occhiali permette di rimediare al difetto visivo, e di continuare a svolgere attività di questo tipo fino ad età avanzata. Inoltre la possibilità di usare gli occhiali incoraggiò l’invenzione di strumenti di precisione, e lo studio e la produzione delle lenti favorì lo sviluppo dell’ottica

L’applicazione razionale di questo ausilio si deve a Franciscus Donders, oftalmologo olandese, che per primo prescrisse lenti con potere corrispondente alla correzione del difetto visivo.

La prima industrializzazione dell’occhiale, in Italia, avvenne nel 1878 per opera di Angelo Frescura che aprì la fabbrica a Calalzo di Cadore, dando inizio a quello che è diventato  il distretto industriale, mondiale,   dell’occhiale. 

Se dotati di lente abbrunata (più comunemente detta “filtro”), vengono chiamati “occhiali da sole“. Quelli in commercio in Italia devono riportare obbligatoriamente il marchio CE seguito dall’indicazione della categoria di protezione (che va da zero a quattro, a volte indicata con degli asterischi) che indica il livello di attenuazione della luce indotto dal filtro nel campo del visibile. I filtri di categoria 4 non sono adatti alla guida. La dicitura “UV 400” sta ad indicare che la trasmittanza dei raggi UVA e UVB rispetta la normativa vigente.

Esistono in commercio numerosi casi di contraffazione dei marchi di garanzia, ed è bene ricordare che occhiali da sole di bassa qualità, specie se usati in condizioni estreme (come sui ghiacciai o in alta quota), possono generare gravi danni alla retina o portare alla cecità temporanea.

La visione nitida si ha solo se l’occhio guarda nel centro della lente perché la periferia della stessa distorce le immagini: le comuni lenti negative rimpiccioliscono le immagini e il campo visivo è limitato dalla montatura. Il soggetto miope è costretto per vedere bene di lato a girare la testa, per cui i muscoli del collo molto più che i muscoli estrinseci dell’occhio intervengono sui movimenti.

Alcuni occhiali forniti di lenti speciali (diversamente colorate o polarizzate, oppure a “LCD shutter”) consentono una visione tridimensionale di immagini bidimensionali (stereoscopia).

Fino a qui siamo tutti concordi sulla importanza dell’occhiale, perché non solo ha risolto problemi così comuni a tutti i mortali, ma ne consentono  addirittura di migliorare la vista, con la lente  apposita. 

La collezione ALV Andare Lontano Viaggiando by Alviero Martini, non  ha come obiettivo tali  straordinarie qualità, tuttavia con le tecniche apportate alla lavorazione della nuova collezione ALV, presentata di recente al MIDO, la fiera di Milano, più importante del settore, che ha accolto la nuova proposta in modo molto caloroso. Innanzitutto un grande valore aggiunto: il “Made in Italy”.  Non da poco, in un mercato dove la Cina fa da padrone per tutti i prodotti di prezzo medio-basso. 

I nostri materiali sono selezionatissimi, come il Grilamid , materiale derivato dalla plastica, Tr90. I frontali sono realizzati in acciaio fresato e il logo ALV è ottenuto con la laseratura, e i dettagli metallici dei ponti sono in acciaio pressofuso. 

Per le decorazioni, l’effetto Passport è realizzato tramite un processo di stampa, realizzata direttamente sull’asta con stampa  digitale in H.D. Sempre con il Laser, il logo ALV viene ripetuto su tutta l’asta. 

Il tema lenti è davvero delicato e le nostre sono tute in policarbonato  infrangibile ed offrono una alta protezione all’irraggiamento solare. I filtri di protezione  sono in categoria 3 (considerando  che il 4 è esclusivamente da alta montagna) e presentano diverse colorazioni e geometrie. Si montano lenti piatte di tendenza o lenti base 6, sia per il sole che la vista. 

Insomma una collezione davvero particolareggiata, per quell’oggetto moda, che è il primo in assoluto che cerchiamo prima di uscire di casa, sapendo che indossando un Occhiale ALV, non solo siamo garantiti da un prodotto di alta qualità, Made in Italy, ma siamo trendissimi, fighi, come si dice ora in gergo, e gli sguardi che riceveremo, saranno puntati ai nostri occhi , ….pardon ai nostri occhiali ALV !

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