lunedì, dicembre 17Settimanale a cura di Valeria Sorli

A Palazzo Marino un capolavoro di Perugino

Si rinnova l’immancabile appuntamento natalizio con l’arte a Palazzo Marino. Dopo la maestosa “Sacra Conversione” di Tiziano dell’anno scorso, in questa undicesima edizione, ci attende in Sala Alessi fino al 13 gennaio 2019, un altro capolavoro realizzato da Pietro Cristoforo Vannucci detto il Perugino (nato a Città della Pieve intorno al 1450 e morto a Fontignano nel 1523). Si tratta de l’Adorazione dei Magi, realizzata dall’artista nel periodo giovanile intorno al 1475.

L’esposizione, ad ingresso gratuito, è curata da Marco Pierini, Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, dalla quale proviene l’opera che, grazie a questa iniziativa, è stata restaurata prima del suo arrivo a Milano. Così sponsor privati come Rinascente  e Intesa Sanpaolo hanno unito le proprie sinergie con i partner istituzionali per la riuscita del grande evento.

“Anche quest’anno a Palazzo Marino – dichiara il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala – il Natale sarà pieno di bellezza e d’incanto […] Siamo grati agli amici umbri per questo dono che condivideremo con tutti i visitatori, milanesi e turisti, che vorranno ammirarlo”.

In effetti, questa mostra oltre a dare grande visibilità al capoluogo umbro, favorisce l’opportunità di incrementare il turismo in una città, scrigno d’arte e di tradizioni, che ha subito un calo di visitatori considerevole causato dal recente sisma del 2016.

La grande pala d’altare (olio su tavola, 242 x 180 cm) rappresenta il primo importante lavoro del Vannucci a Perugia. Il dipinto fu realizzato per la chiesa perugina di Santa Maria dei Servi e costituisce una delle opere più significative per il rinnovamento dell’arte italiana nel culmine del Rinascimento.
Perugino fu considerato dai suoi contemporanei il più noto e influente pittore di quel periodo e fu titolare di due attivissime botteghe, una a Perugia e una a Firenze, dove formò, tra gli altri, il giovane Raffaello. Un vero imprenditore, attento al denaro, come testimonia Giorgio Vasari nelle sue “Le vite”: «Aveva ogni sua speranza ne’ beni della fortuna, e per danari avrebbe fatto ogni mal contratto. Guadagnò infinite ricchezze, et in Fiorenza murò e comprò case, et in Perugia et a Castello della Pieve similmente acquistò molti beni stabili».

L’Adorazione dei Magi è un’opera complessa e affascinante, che riassume tutte le suggestioni di cui Pietro poté avvalersi durante gli anni di formazione trascorsi a Firenze nella bottega del Verrocchio, collaborando a stretto contatto con i più grandi protagonisti dell’arte del Rinascimento, da Domenico Ghirlandaio a Sandro Botticelli, da Lorenzo di Credi a Leonardo da Vinci.

Dal margine sinistro dell’Adorazione dei Magi, Perugino si ritrae rivolgendo uno sguardo diretto e intenso. Il volto giovane, perfettamente rasato, con la fronte spaziosa e le sopracciglia ben disegnate, è segnato da una larga chiazza rossa sotto l’occhio di un’affezione cronica che l’artista decide di mostrare. Veste con modestia, distinguendosi dai personaggi eleganti raffigurati con stoffe preziose e ricercate.

Nella tavola perugina si riconoscono nei Magi alcuni membri della famiglia Baglioni, tra le più importanti della cittadina, in particolare, il Mago più anziano Gaspare corrisponderebbe al capostipite Malatesta Baglioni. Non scoraggiamoci dalle lunghe code che ci attendono dalle prime ore della mattinata, ma concediamoci oltre allo shopping natalizio, una pausa culturale.